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Il concetto di arte moderna

BLOCKBUSTER SHOWS & ARTISTARS

A cura di arch. Vilma Torselli

Pubblicato il 07/03/2008

Qual è il prezzo del successo? L'arte ha venduto l'anima al diavolo? Un articolo di Stefano Elena.

Leggevo un articolo, pubblicato di recente su di un rispettabilissimo quotidiano inglese, il Guardian, in cui l'autore riportava alcune riflessioni su quanto eccitante dovrebbe essere scrivere d'arte in una città come Londra dove l'arte, specie quella contemporanea, ha raggiunto lo status di cultura universale per la middle class e un notevole livello di esposizione internazionale.
La cosa che più mi ha colpito è stata la palese ammissione che, in realtà, anche nella “Capitale Mondiale dell'Arte” la maggior parte delle cose che si vedono in giro per la città sono “idee tanto trite che verrebbero rifiutate da qualsiasi agenzia pubblicitaria”. Ancora, parla di “profondità illusoria” citando la ormai ben nota frattura di Doris Salcedo realizzata alla Tate Modern (si chiama “Shibboleth”: è una crepa pavimentale lunga 167 metri che squarcia la Turbine Hall) e l'atteggiamento di quel pubblico di massa nei confronti delle opere, cioè di quel chiedersi solo ed esclusivamente il “come” della realizzazione di un'opera e mai il “perché”.

Se un intervento come quella della Salcedo fa tanto rumore grazie alla serie ripetuta di vittime che incidentalmente vi inciampano (con somma gioia degli avvocati della City, immagino…) e non per il suo presupposto significato socio-culturale-storico-ecc…, qualcosa di strano in questa universalizzazione sovraffollata dei luoghi dell'arte ci dovrà pur essere, no? Se non altro, possiamo prendere atto della civiltà di un paese come l'Inghilterra in cui, nonostante il vanto di superpotenza dell'arte contemporanea, una o più voci dissenzienti riescono a esprimersi senza censura (penso invece a realtà come Roma, dove il “va tutto bene, anzi benissimo, anzi stiamo diventando uno dei centri internazionali più in vista del MONDO” viene sbattuto tutti i giorni sulle pagine dei più importanti quotidiani nazionali, senza che in verità accada nulla che non sia “the next big party for the opening of something new with the same people in the same place”).... continua >>>>

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