
Il linguaggio occulto della pittura è un testo scritto da Giancarlo Prandelli ed Alessandro Calderoni che ha come sottotitolo: “Dall’antica Grecia a Roma un codice noto soltanto agli iniziati.”
L’autore racconta di se’ e della sua vita di architetto ed artista con lo scopo di formalizzare e raccogliere i risultati delle sue scoperte e dei suoi esperimenti legati ad un antico metodo di lavoro.
Un vero e proprio codice atto a creare immagini, che dall’antichità è stato tramandato di bottega in bottega come un segreto da iniziati insieme alle tecniche pittoriche…
Una “chiave” di lettura e di visione che, accessibile a pochi, aveva lo scopo di generare nuovi significati, di dare vita ad un messaggio, ampliarlo, approfondirlo ed infine occultarlo nella immagini.
Messaggio che è sempre pensiero, fantasia, parola scritta, che è significante e che, creatore in primis della forma pittorica, viene da questa contenuto e da questa occhieggia per chi riesce ancora a coglierlo.
Il codice chiamato LA CHUMVVERSATTIONE è la chiave che, secondo Prandelli, tanti grandi hanno usata: Giotto, Tiziano, Giorgione ed in modo particolare Leonardo il più sommo e raffinato utilizzatore del codice.
Il codice con la sua possibilità creativa è ciò che rende l’immagine pittorica “ricca”, piena, che rimanda ad un significato che va oltre la pura e semplice superficie pittorica.
arch. Vilma Torselli









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