A cura di arch. Vilma Torselli
Pubblicato il 08/04/2008
Il suicidio è la soluzione estrema che molti artisti affetti dal 'male di vivere', da Van Gogh a Mark Rothko, hanno scelto per sottrarsi ad una esistenza divenuta insostenibile. Sul tema del suicidio vi propongo un articolo di Stefano Totaro, invitandovi a rispondere al questionario.
Ogni articolo che tratti di suicidio non trascende da due considerazioni di base:
- la prima e’ la sottolineatura di quanto frequente e problematico sia il fenomeno: “il suicidio rappresenta, ovunque nel Mondo, una tra le 10 cause piu’ frequenti di morte” (Crepet P., “le dimensioni del vuoto”);
- la seconda e’ rappresentata dagli interminabili interrogativi che ci si pone… “ il perche’ di tale gesto”.
Seguono poi, come accenna De Maio nella prefazione del suo libro “Imitando Didone – la morte volontaria di personaggi della realta’, letteratura e mitologia”, altre domande: “il suicidio e’ espressione di una malattia mentale?”, “il suicidio e’ un atto di coraggio o di vilta’?” – “il gesto del suicida deriva da impulsivita’ o accurata razionalita’?” … domande a cui solitamente ognuno da la propria personale risposta com’e’ giusto che sia…
Il suicidio rimane un problema di tutti, comunque un gesto incomprensibile e non ascrivibile ad una sola causa, essendo molteplici i fattori in gioco che coinvolgono lo scibile umano, fattori situazionali e personologici; generalmente appare come l’esito di una sofferenza, di un’incapacità, di una delusione, comunque sempre celata da quel velo di mistero che neanche la letteratura spesso riesce a svelare.
Nonostante le mille interpretazioni che i vivi possono dargli, rimarrà sempre un enigma. Un enigma che, forse, neppure il suicida stesso sarebbe in grado di risolvere, se potesse ancora parlare.
Una delle innumerevoli citazioni di Simone Weil recita che “ogni creatura umana grida in silenzio per essere decifrata diversamente da come appare e da come si comporta; e la cifra segreta di questo silenzio non viene neanche sfiorata”.
Solo ascoltando dunque, solo decifrando, il senso fragile e crepuscolare di un volto e di una parola, di una solitudine e di una nostalgia, di una ricerca temeraria della morte volontaria e di una disperazione potremmo giungere in qualche luogo preventivo…
A tal proposito…
in vista del mio progetto di tesi specialistica in Psicologia (Universita’ di Padova), con la collaborazione della dott.ssa Erminia Colucci (ricercatrice presso il “Centre for International mental Health” della University of Melbourne ed esperta di suicidologia) e del Prof. Guido Petter (docente di Psicologia dello Sviluppo all’Universita’ di Padova), ho costruito un questionario che indaga opinioni e credenze della gente comune riguardo al fenomeno suicidario nel nostro Paese, con l’obiettivo finale di stilare alcune idee preventive al riguardo!
Il questionario prende in considerazione anche il suicidio nel campo artistico, ed e' accessibile al link sottostante:
www.imitandodidone.altervista.org/
Inutile dire che più persone faranno questo questionario più la ricerca potrà dirsi esaustiva e fruttuosa. Sarebbe bene diffondere la notizia il più possibile fra i propri conoscenti. Se avete voglia e spazio potreste pubblicare la notizia sui vostri siti web o mandarla in mailing list.
Stefano Totaro