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Arte e architettura

La bellezza salverà il mondo?

A cura di arch. Vilma Torselli

Pubblicato il 26/04/2008

La bellezza, vana, superflua, inutile e, come l’arte, altrettanto necessaria.

foto intervento "Tutta l'arte contemporanea, (da Picasso a Bacon, da Schönberg a Cage, da Beckett a Jonesco) [......] produce opere d'arte in cui dominano, potremmo dire, lo stridore dei colori, la deformazione delle figure, le dissonanze, le frasi assurde [.....] il brutto è diventato nell'arte contemporanea la vera bellezza?"

Così si interroga Silvia Calandrelli, esperta di comunicazione multimediale (Scienze della Comunicazione, Università La Sapienza), affrontando una domanda basilare per la comprensione di tutte le manifestazioni creative della modernità, specie se visive: è un quesito al quale non è facile rispondere in modo certo ed univoco perché il concetto del bello (e del brutto) ha subìto e subisce continue trasformazioni col passare del tempo, secondo un excursus storico-critico che parte dalla concezione platonica e classica di bellezza basata sulla proporzione e armonia fino a giungere, oggi, a quella predominante dissonanza formale che caratterizza su larga scala "prodotti che dovrebbero essere auspicabilmente ben forniti di pregnanza estetica." (Ferruccio Giromini)

In architettura il dilemma è più sfumato che in arte, poiché, quand’anche arbitrariamente, si riconosce e si pretende un ruolo comunque estetico dell'agire artistico, forse per compensare il fatto di essere esso sostanzialmente inutile sul piano pratico, mentre si è più portati a considerare l’architettura come un necessario ‘mestiere’ da svolgere al meglio, dando per scontato che "Non esiste un'architettura bella, o una brutta, una commerciale piuttosto che d'autore. Esiste soltanto un'architettura in grado di dare delle risposte o di non darle", come dichiara Massimiliano Fuksas.
In realtà, in una recente intervista televisiva sui progetti di sviluppo della Milano del 2008, lo stesso Fuksas, che a quanto pare predica bene e razzola male, definisce il suo progetto del nuovo polo fieristico di Pero ‘una bella architettura’, coinvolgendo nell’autocelebrazione il presidente della Giunta Regionale Roberto Formigoni e confermando così che la faccenda non è liquidabile in modo tanto stringato e perentorio neanche per chi ne parla in questi termini...... continua

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