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Genova, Vittorio Tollo Mazzola

A cura di arch. Vilma Torselli

Pubblicato il 04/05/2008

8 - 29 maggio 2008, in mostra una selezione dei lavori del pittore e scultore ligure.

foto intervento

COMUNICATO STAMPA

 

FONDAZIONE EDOARDO GARRONE - Inaugura giovedì 8 maggio a Palazzo Ducale la mostra antologica dell’artista Vittorio Tollo Mazzola.

 

Esposti fino al 29 maggio presso Liguria Spazio Aperto una selezione dei lavori del pittore e scultore ligure. 

 

La Fondazione Edoardo Garrone promuove a Genova – dall’8 al 29 maggio a Palazzo Ducale – la mostra antologica dell’artista ligure Vittorio Tollo Mazzola.

 

Una selezione di circa trenta opere illustrerà il percorso artistico del pittore e scultore, scomparso nel 1999 e recentemente riscoperto dalla critica 

 

Nato in Cile da famiglia di emigrati genovesi, Vittorio Tollo Mazzola trascorre la sua vita tra il Sud America e la Liguria, dove torna a vivere negli anni ’60.

 

La sua opera, realizzando un intreccio originale tra l’esperienza sudamericana e le influenze pittoriche della stagione novecentesca italiana, propone un racconto sentito e attuale della “terra di Liguria”, decritta nei luoghi più cari (in particolare Cicagna in Val Fontanabuona, paese d’origine della famiglia), nei mestieri e nei gesti della vita quotidiana (la pesca, l’attività estrattiva, la balneazione).

 

 Gli esiti della pittura di Vittorio Mazzola sono certamente il frutto positivo di un intreccio storico-affettivo tra Fontanabuona, Chiavari e America Latina” – ha commentato Raimondo Sirotti, noto pittore e Direttore Generale dell’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. “La vicenda umana di questo artista ha creato una sorta di contaminazione tra due culture così lontane, che nei suoi modi espressivi non solo convivono, ma sono energicamente produttive. Mazzola usa i temi dell’arte, della composizione spaziale per maturare immagini che mettono assieme la pulizia formale di un ordine marinaresco ed il racconto quasi solenne del lavoro quotidiano della gente delle Americhe”.

 

 Ad accompagnare il percorso espositivo il catalogo, arricchito con alcuni interventi dello stesso Raimondo Sirotti, di Luciano Caprile e di Antonio Todde.

 

 La mostra sarà inaugurata giovedì 8 maggio alle ore 18.00 a Palazzo Ducale, presso la sala Liguria Spazio Aperto, e resterà aperta al pubblico fino al 29 maggio (orario 9-18).

 

Ingresso libero.

 

Per informazioni: 010/8681530 – info@fondazionegarrone.it – www.fondazionegarrone.it

 

 Per informazioni:

 

Fede Gardella   Cell. 335/8308666
Paola Iacona     Tel. 010/5761700    

e-mail: studiogardella@fastwebnet.it

 

VITTORIO TOLLO MAZZOLA

Vittorio Tollo Mazzola nasce a Tacna (Cile, dal 1929 Perù) il 27 ottobre 1917 da famiglia di emigrati originaria di Cicagna (Val Fontanabuona).
Nel 1922 la famiglia rientra in Italia, a Genova. Diplomatosi al Civico Liceo Artistico Nicolò Barabino, frequenta la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino.
Nel 1947, trentenne, torna in Perù, a Lima: dapprima collabora con uno studio di architetti come industrial-designer, poi apre un’azienda per la produzione di lampade.
Accanto all’attività imprenditoriale, coltiva la pittura e il disegno. Ordina mostre personali e partecipa a collettive in Perù, Cile, Messico, Ecuador, Bolivia. A Lima, nel 1951, è premiato al Salone di Primavera e, nel 1960, è invitato con una personale di quaranta opere (olii, tempere, disegni) all’Instituto de Arte Contemporáneo.
Nel 1960 ritorna in Italia e si stabilisce a Cicagna.
Nel 1961 dipinge la Via Crucis per il Santuario di Nostra Signora dei Miracoli di Cicagna e tiene la sua prima personale in Italia alla Galleria Adel di La Spezia. Nel 1966, con una personale presentata in catalogo da Roberto Foppiano, e nel 1967, nell’ambito della Mostra Collettiva di Primavera, espone alla Galleria ‘Motivi d’Arte’ di Rapallo.
Nel 1972 si trasferisce a Chiavari.
Affascinato dalla tradizione locale, si dedica alla scultura in ardesia, realizzando numerosi bassorilievi anche di grande dimensione, tra cui l’opera a sette lastre Storia di Cicagna, creata tra il 1982 e il 1985, a decorazione della Sala del Consiglio del Comune di Cicagna (dove ha ricopre la carica di Consigliere Comunale dal 1975 al 1980).
E’ presente nelle maggiori esposizioni d’arte della Riviera di Levante e della Fontanabuona. Nella sua opera si fondono due culture pittoriche esplorate con grande sensibilità: la peruviana (l’incaica) e la novecentista italiana (giottesca: Carrà). E con uno sguardo particolare a Mondrian, il pittore prediletto. Nascono composizioni architettonicamente strutturate, rigorose ed essenziali, costruite con un sapiente gusto geometrico degli spazi su segmenti di retta, triangoli, rettangoli, quadrati. La tavolozza è fresca, viva, accattivante. E colpisce la solennità delle figure, dai cui volti austeri traspare una rassegnazione antica, arcaica: metafora dell’animo e di una condizione esistenziale.
Muore a Chiavari il 16 febbraio 1999.

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