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By Astrologia di Emanuela Badiali
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Astrologia di Emanuela Badiali guida dal 30-05-2001
di Riccardo Garbarino
MITI, EROI E ASTROLOGIA
Da bambini, quando siamo spaventati, i nostri genitori accendono la luce ed impariamo così ad avere paura del buio. Allo stesso modo, da adulti, temiamo le figure mitologiche incombenti nell’oscurità della nostra mente, scomodamente in contrasto con le convenzioni imposteci ed il modello sociale in cui siamo inseriti, e le rimuoviamo seppellendole negli anditi più nascosti dell’inconscio.
Da lì esse ci tormentano nel loro impulso ad esprimersi e sembrano volersi confrontare con noi all’esterno. Ecco allora l’importanza di accendere una candela per iniziare a rischiarare ed esplorare un angolo della nostra caverna e così via sino a che, nel corso della vita, ci abitueremo ad accendere altre candele e dalla flebile luce iniziale la caverna si riempirà di luce come un cielo notturno popolato di costellazioni.
Potremo così riconoscere le immagini mitologiche illuminate dalle luci nei cieli oscuri della nostra mente, comprendere che fanno parte di noi ed instaurare un rapporto di collaborazione reciproca invece di obbedire loro in maniera inconscia.
Questa breve parabola c’introduce alla straordinaria visione dell’incontro con le oscurità della nostra mente che avevano i greci, il perdersi per un istante ed agire irrazionalmente, ma mentre essi (e ancora parte del mondo moderno) ascrivevano tale comportamento ad un fattore demoniaco esterno mentre oggi noi sappiamo che tali immagini sono dentro di noi.
L’Ariete sappiamo essere convenzionalmente il primo segno dello Zodiaco e persone che possono qualificarsi tali ingannano spesso con il loro aspetto fisico, poiché appaiono “più alte” di quanto in realtà non siano, l’acuto profilo ed il collo teso e muscoloso rafforzano l’impressione di superiorità ed energia, l’aspetto è generalmente più giovane. Non di rado il tipo Ariete inganna spesso sè stesso sopravvalutando le proprie forze: trovandosi in un rapporto di subordinazione difficilmente si piega e reagisce con molta imprudenza alle richieste dei suoi superiori ed a sua volta tenta d’imporre la propria volontà ad individui da lui considerati inferiori.
Il desiderio di dominare gli altri richiede coraggio e audacia, facoltà che non gli mancano, ma che possono assumere la forma di ostinazione quando incontra ostacoli inattesi, l’entusiasmo non manca ma serve come stimolo iniziale e l’incostante Ariete s’infiamma per una cosa per poi abbandonarla con la medesima facilità.
Allora attenuare i lati antisociali è dato soltanto ad un’estrema pazienza e bontà al punto che egli si trova completamente disarmato dalla silenziosa ed incondizionata resistenza delle loro “vittime” ed è qui, nello scontro con la sua “Ombra” rappresentata dal segno opposto la Bilancia, al pari dell’ansia della prestazione sessuale, che il limite arietino si materializza nell’altrui passiva resistenza, migliore arma per contrastare il continuo bisogno di confronto e opposizione necessario ad affermare la sua superiorità reale o presunta.
Esaminiamolo dunque nel suo comportamento riflesso nei miti greci di Giasone e Ulisse, custodi dell’energia individuale e conquistatrice, protagonisti dell’era del segno assieme (i 2000 A.C., l’era dell’Ariete) ad un altro eroe, Gilgamesh, protagonista della mitologia sumero-babilonese.
Giasone, incantato dalle dicerie sul Vello d’oro e soprattutto dal sapere che era impossibile trovarlo, partì con i suoi compagni, gli Argonauti, e dopo molti pericoli giunse all’isola di Colchide dove era nascosto il Vello e se ne impadronì.
Esso poteva essere considerato come un simbolo della realizzazione ed affermazione della propria individualità, ma una volta giunto alla metà si annoiò, dimenticò i favori ricevuti e passò ad altro. Chi combatte senza tregua non ha tempo di riflettere, di ponderare quanto si propone di realizzare: per conquistare il Vello ottenne l’aiuto della principessa-maga Medea, figlia del re dell’isola e innamorata dell’eroe, ma il Vello d’oro fece montare la testa a Giasone che cercò di abbandonare Medea per conquistare e sposare una principessa più bella attirandosi l’ira dei Medea che si vendicò (forse aveva il Sole in Scorpione) avvelenando i due figli avuti da Giasone e bruciando la veste di promessa sposa.
Qui sta la poca considerazione dell’Ariete nel valore del femminile quando è in balia della proprio lato oscuro. Per l’Ariete il mondo è popolato da eroi e nobili gesta, come Giovanna d’Arco, ma spesso trascurano il potere della gentilezza, della pazienza e della comprensione.
Diversamente agì Ulisse nei confronti della propria amata, ma soprattutto nei confronti della propria oscurità.
Nel percorrere i mari ai tempi della guerra di Troia, i marinai di Ulisse morivano quando doppiavano l’Isola delle Sirene, guerriere seducenti che attiravano i soldati cantando ammalianti melodie: attirati sugli scogli da quelle voci, le navi vi si infrangevano e le Sirene distruggevano i navigatori.
Ulisse allora mise dei tappi nelle orecchie ai suoi rematori in modo che non sentissero quella musica e non finissero sugli scogli, ma egli si fece legare all’albero maestro per sentire le Sirene.
Così al sicuro fece esperienza del proprio mito rischiarando e conoscendo l’oscurità interiore rappresentata dai sentimenti di potenza e dalle forze sconvolgenti e, forte del suo centrale radicamento, udì le voci senza infrangersi sugli scogli. Dunque testimoniare il pensiero, il sentimento e la sensazione con un certo distacco fa si che non si vada fuori rotta e che essi si possano sperimentare senza lasciare che prendano il sopravvento.
L’Ariete in sintesi è…segno di fuoco, maschile, cardinale, domicilio di Marte, pietra natale il diamante e l'ematite, pietra preferita e portafortuna il rubino, pietre da evitare l'onice nero e le perle, metallo il ferro, giorno il martedì, numero l'uno, colore il rosso, rimedio di Bach la Impatiens.
Riccardo Garbarino, nato a Genova il 16 febbraio 1952, segno zodiacale Acquario, è architetto, vive e svolge la professione a Genova. Ha iniziato lo studio dell’Astrologia nel 1990, ha conseguito il diploma di Master in Programmazione Neuro Linguistica presso l’Evergreen International della Dott.sa Laura Cuttica e Richard Bandler, secondo livello Reiki, ed attualmente si dedica allo studio della psicologia.
Ha pubblicato “Simboli e Archetipi dell’Inconscio” Colors edizioni – Genova.
Su Internet è all’indirizzo www.split.it/users/riccardo ,
un link gratuito e divulgativo dell’Astrologia moderna che viene coniugata con le tematiche dell’inconscio e dei miti, attraverso cui delineare una mappa del mondo individuale (l’oroscopo), la cui conoscenza è il primo passo per la crescita personale ed essere la guida di se stessi.
Per informazioni scrivere a Riccardo@split.it