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Insegnanti di Astrologia

Lidia Fassio

A cura di Emanuela Badiali

Pubblicato il 10/06/2001

parte seconda

In Sagittario c’è una sorta di concepimento e di fertilizzazione che prende il via  ; ma tutto rimane  in qualche modo ancora sotto, nonostante ci sia un grande fermento,no c’è nulla di concreto: ci sono grandi premesse, aspirazioni che dovranno prendere forma.

Arriviamo così ai  tre segni invernali che si caratterizzano proprio con questo bisogno che tutto rimanga sotto  terra;unico luogo che sa mantenere il calore che ha incamerato durante l’estate. All’esterno fa molto freddo (c’è la neve) ma  sotto la vita sta  prendendo  forma e si prepara pian piano alla futura nascita. Capricorno, Acquario e Pesci rappresentano l’ultima fase del  ciclo che si ripresenterà rinnovato  in Ariete dove c’è la forza irruente, la capacità  della primavera di fare sbucare fuori all’esterno i germogli : Ora, quello che per un lungo tempo era rimasto sotto, invisibile, in gestazione, diventa visibile. Il germoglio vede la luce del sole.

Queste 4 porzioni di tempo e di zodiaco si riferiscono in qualche modo alla natura; se li rapportiamo invece al discorso personale, alla personalità, noi abbiamo l’Ariete che rappresenta la nascita della persona; quindi simbolicamente il punto zero dell’Ariete è il momento in cui la persona viene alla luce (ho detto simbolicamente perché non tutti sono Ariete); ognuno di noi  nasce sotto un determinato segno e il momento della nascita sarà rappresentato dall’ascendente che è il punto in cui ha origine la prima casa – cosignificante dell’Ariete - ; quindi qui in questo caso la nascita è  simbolicamente il  momento in cui inizia la nostra vita individuale  ; nel nostro tema personale questo punto che rappresenta la nascita sarà dato dall’ascendente. L’ascendente, simbolicamente, è il momento in cui il bambino si divide fisicamente  dalla madre;  quindi il bambino viene alla luce ( c’è di nuovo  qualcosa che viene alla luce, anche se non è il seme che viene su in primavera), e si manifesta al mondo. E’ il momento in cui viene tagliato il cordone ombelicale e inizia una vita autonoma. Il punto dell’ascendente è sempre qualcosa di estremamente personale e che ci darà una serie di informazioni rispetto a come noi siamo venuti alla luce, a come poi siamo apparsi sulla questa scena;  esattamente  come il seme che appare (con una sua forza, una sua prerogativa, una sua capacità di affrontare questo mondo).  Nel momento in cui  nasciamo con quel tipo di ascendente, abbiamo una serie di possibilità e di potenzialità. Ho detto che l’ascendente, o meglio le qualità dell’ascendente sono un  po’ la valigia che ci viene data in dotazione nel momento in cui nasciamo: questo significa che noi abbiamo un Sole, quindi quello che noi definiamo il Sole, quello che tutti conoscono come segno, è dato dalla posizione del Sole al momento della nascita;  se nasco in inverno avrò il sole o in Capricorno o in Acquario o in Pesci; il che significa che avrò determinate caratteristiche; già intanto per essere nato in inverno; significa per esempio che sicuramente non avrò l’energia di un Leone perché in inverno il sole non  dura 12 ore e il sole è molto meno potente che non quando è in piena estate;  quindi questo significa che io avrò altro in dotazione anche; non potrò mai avere l’esuberanza, questa sicurezza apparente che ha il Leone, perché mi manca questa parte. Cosa caratterizzerà un segno invernale? La resistenza, la durezza, la capacità di sopravvivere alle cose difficili, la perseveranza, la costanza; queste sono le qualità che troverete soprattutto nei due grandi segni invernali che sono il Capricorno e l’Acquario che si caratterizzano per avere i due pianeti più duri dello zodiaco in assoluto (il Capricorno ne ha addirittura tre: Saturno, Urano e Marte che sono in assoluto una forza potentissima); il che vuol dire che, in qualche modo, il Capricorno dà proprio inizio all’inverno, perché i segni che stanno nel punto in cui inizia la stagione e che si chiameranno segni cardinali proprio perché danno il via al  cardine stagionale, sono anche quelli che riassumono dentro di sé il massimo dalle caratteristiche di quella determinata stagione; quindi riferendoci alle quattro stagioni, diciamo che l’Ariete è quello che ha il massimo delle caratteristiche primaverili.

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