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Il significato dei 12 segni zodiacali

Miti, Eroi e Astrologia - SCORPIONE

A cura di Emanuela Badiali

Pubblicato il 23/10/2001

di Riccardo Garbarino

Scorpione è segno fisso, femminile, domicilio di Plutone e Marte. Nel fisico come nella natura psichica c'è sempre qualche cosa d'irresistibilmente attraente e talvolta lo sguardo basta per produrre questo effetto: gli occhi in momenti di eccitazione diventano lucenti e sembrano penetrare con il loro fuoco i lati più nascosti dell'essere altrui, il viso si trasforma e l'intera apparizione emana un fascino misterioso, in alcuni addirittura diabolico, un beauté du diable. Una delle più spiccate caratteristiche dello Scorpione è l'originalità e non di rado la stravaganza dei suoi modi di pensare e di agire che sembrano dettati dalla necessità di nascondere qualche segreto personale: è la ragione per cui, nonostante il fascino, spesso appare freddo mentre in realtà nel suo intimo brucia una fiamma, divorante e tremenda, pronta a spuntare con violenza non appena colui che la porta nel proprio petto trova la possibilità di abbandonarsi senza ritegno ai propri istinti ed alle proprie passioni, estremamente potenti. Allora domarli e superarli significa vincere i demoni della propria anima come hanno fatto molti personaggi storici, Martin Lutero (Sole in Scorpione), Gandhi e Freud (Ascendente Scorpione). Conformemente a questa fondamentale condizione psicofisica, il problema che incessantemente si pone è quello di decidersi fra il bene e il male, la sua forza sta nella conoscenza di sè stesso e degli altri, capace di accumulare un enorme sapere e mosso da volontà di potenza, il suo orgoglio gl'impedisce di sopportare qualsiasi genere di giogo. Il tipo di energia che esprime trova corrispondenza anatomica negli organi genitali interni, nel sistema urinario, prostata e midollo spinale. Le corrispondenti pietre natali sono l'acqua marina ed il diamante, pietre portafortuna il carbonchio e la cassertite, pietre preferite tutte le rosse, pietre da evitare le perle, l'onice nero e l'ametista, metallo il ferro forgiato a serpente, giorno il martedì, numero il nove, colore il rosso.

Nell’antica Astrologia egiziana, caldea ed ebraica, il mito dello Scorpione era rappresentato dal serpente, animale capace di cambiare periodicamente pelle, considerato immortale e capace di un costante auto-rinnovamento: la distruzione finale, la ricostruzione ed il nuovo inizio. Il serpente è anche simbolo della saggezza della terra stessa di cui conosce la vita segreta, il serpente è il Diavolo tentatore di Eva, è Lucifero l’Angelo caduto, il bene e il male, la luce e la tenebra come le figure scorpioniche di Mefistofele e di Faust tra il cielo e l’inferno, protagoste del patto diabolico e create da Goethe che aveva Scorpione all’Ascendente. Il simbolo dello Scorpione risale all’astrologia greca, è un animale solitario, velenoso ma non aggressivo, che reagisce per difesa. C’è un grande senso di giustizia suprema negli individui nati sotto questo segno che applicano con consapevolezza la legge del taglione perchè per loro è l’unico modo di sopravvivere, ma tuttavia ogni Scorpione ha il coraggio di affrontare tutto ciò che è in sè stesso e di trasformarlo allo stesso modo con cui Perseo affronta e decapita Medusa guardandola riflessa nello specchio donatogli da Atena per non rimanere pietrificato dal suo sguardo. Medusa viene rapita da Posidone e giacciono nel tempio di Atena la quale, offesa da tanto oltraggio, la trasforma in un mostro alato con una chioma di serpenti, capace di pietrificare con il suo sguardo chiunque la guardi. Perseo è avvertito del pericolo, ma è aiutato dallo scudo donatogli dalla déa che permette di osservare medusa senza rifletterne l’immagine e da una falce adamantina donatogli da Hermes per decapitare Medusa. Dal collo decapitato della Gorgone esce il cavallo alato Pegaso che ella aveva concepito con Posidone, ma che a causa del suo odio non era capace di darlo alla luce. Appare evidente che si può rimanere in balìa delle le paure inconsce come nell’incrociare lo sguardo di Medusa, possono essere superate solo attraverso la riflessione allo specchio liberando sé stesso come Pegaso. Oppure la trasformazione può avvenire nei modi con cui Ercole affronta l’Idra in una delle sue dodici fatiche L’Idra è una bestia serpentiforme con nove teste cui se ne viene tagliata una ne ricrescono altre tre sino a che il mostro non vede la luce e muore tranne una testa che è immortale e contiene il prezioso gioiello del Sè.

 

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