A cura di Emanuela Badiali
Pubblicato il 03/01/2002
di Benedetto Gazzolo
ANEDDOTO
N° 3
Questo
aneddoto tratta un episodio della vita di Luigi XI re di Francia dal 1461 al
1483 . Questo re , figlio di Carlo VII e di Maria d’Angiò, nacque a Bourges
nel 1423 e fu molto astuto e diplomatico tanto da essere soprannominato il
Ragno. Egli infatti seppe tessere ed annodare i fili della politica di Francia
in modo da sottomettere i suoi potenti vassalli al trono di Francia istituendo
così il despotismo che reggerà lo stato sino alla rivoluzione –
Questo
re così intelligente e conscio della sua grandezza aveva tuttavia il terrore
delle malattie e della morte e perciò era sempre seguito da medici ed astrologi
che dovevano vegliare sulla sua salute. Era molto avaro ed infatti non vedeva di
buon occhio gli abiti sfarzosi o i luoghi lussuosi, però portava sempre con sé
talismani od oggetti che riteneva magici. Inoltre pare che egli al mattino
appena alzato convocasse i suoi astrologi e, prima ancora di lavarsi e vestirsi,
volesse conoscere come si sarebbe presentata la giornata secondo le loro
predizioni .
Luigi
XI era anche molto sospettoso e diffidava dei suoi astrologi ed era pronto a
punirli ogni qual volta gli fornivano indicazioni che successivamente si
rivelavano errate. Un astrologo italiano (di questi ne ebbe più d’uno), tale
Galeotti, rischiò la vita perché non avvisò il re che sarebbe stato fatto
prigioniero dal suo grande nemico Carlo il Temerario di Borgogna –
C’è
un episodio della vita del re che conferma quanto lui seguisse le previsioni
calcolate dai suoi astrologi. Un giorno, avendo deciso di andare a caccia, volle
sapere le previsioni del tempo e un astrologo gli disse che non sarebbe piovuto.
Egli allora partì e fece correre il suo giovane cavallo molto forte tanto da
lasciare dietro di sé la sua scorta.
Arrivò
al limitare di un bosco e lì incontrò un carbonaio che portava carbone in città
col suo asino. Costui gli disse rispettosamente di non avventurarsi nel bosco
perché di lì a poco sarebbe piovuto, ma il re non lo volle ascoltare sicuro di
quanto gli avevano predetto i suoi astrologi e si inoltrò nella foresta da
solo. Non si accorse perciò che il cielo si faceva nuvoloso e all’improvviso
si scatenò un forte temporale con pioggia, tuoni e fulmini. La sua scorta non
tentò nemmeno di rintracciarlo ma fuggì di corsa verso il palazzo e così il
re, fradicio, stanco e solo, ritornò a casa a sera inoltrata.
Si
arrabbiò tantissimo, fece una violenta scenata agli uomini della sua scorta e
ordinò di cacciare da corte a pedate nel sedere l’astrologo che aveva
sbagliato e volle che fosse rintracciato il carbonaio che aveva previsto il
temporale .
Quando
costui fu alla sua presenza, il re gli chiese dove avesse imparato la scienza
delle stelle, al che il pover’uomo rispose che era analfabeta ma che aveva con
sé un indovino che, per quel che riguardava il tempo atmosferico, non sbagliava
mai .
Il
re volle sapere chi era questo indovino ed il carbonaio rispose che era il suo
asino il quale , quando prevedeva cattivo tempo, abbassava le orecchie e
camminava più lentamente del solito.
Questa
storiella venne poco dopo conosciuta dal popolo che prese in giro gli astrologi
dicendo che ne sapevano meno dei somari –