LE FAQ DI ASTROLOGIA

Terza parte di Luciano Drusetta

Cosa sono le case?

Dette anche campi, sono 12 suddivisioni del tema
natale calcolate a partire dai quattro quadranti formati dalla croce
Ascendente-Discendente (orizzonte) e Medio Cielo-Fondo Cielo (meridiano locale).
Per l’interpretazione si considera il segno in cui inizia un campo (cioè quello
in cui si trova la sua cuspide),
ma riveste una certa importanza anche l’estensione del campo, che può
finire nello stesso segno in cui ha inizio, estendersi al segno successivo (è
il caso più frequente), o anche inglobare (intercettare) uno-due segni. Vanno poi considerati eventuali pianeti che occupano
il campo; a volte (specialmente se il campo è vuoto) è utile considerare
eventuali aspetti tra cuspidi ed altri elementi del tema natale. La cuspide del
primo campo si chiama Ascendente, quella del campo 4° si chiama Fondo Cielo (o
Imum Coeli); quella del 7° campo Discendente e quella del 10° campo Medio
Cielo (o Medium Coeli). Questi quattro campi vengono solitamente segnati con un
numero romano per marcare la loro importanza. La procedura di calcolo e stesura
delle case si chiama “domificazione”.

Cosa sono gli aspetti?

Sono particolari rapporti di distanza angolare tra
elementi dell’oroscopo (normalmente si considerano i pianeti, i luminari e le
cuspidi delle case). I più utili da analizzare sono le congiunzioni (distanze
angolari nulle o comunque di pochi gradi), le opposizioni (distanze di
circa 180°), i trigoni (120°) e le quadrature (90°). Anche i sestili
(30°) possono rivestire una certa importanza. Tutti gli altri sono definiti
aspetti “minori” ma in certi casi (come nello studio dei transiti, o
nel caso di temi natali particolarmente poveri di aspetti “maggiori”)
possono essere più significativi di quanto si pensi. Gli aspetti planetari si
possono considerare positivi o negativi, armonici o disarmonici
in base a criteri simbolici e tradizionali.

Cos’è lo stellium?

E’ un particolare raggruppamento di pianeti (intendendo
qui per “pianeti” anche sole e luna) in un solo segno o campo. Non
esistono criteri univoci per capire quando ci si trova di fronte a uno stellium
(c’è chi parla di almeno 4 pianeti, chi di 5), ma per un astrologo esperto lo
stellium è un pugno nell’occhio che non può passare inosservato.

Cos’è
l’Ofiuco?

E’
un ipotetico “tredicesimo segno” che il Sole toccherebbe nel suo
cammino annuale lungo lo Zodiaco. In realtà l’idea non ha alcun fondamento
astrologico, perché nasce dall’antica quanto insanabile confusione che alcuni
fanno tra segni zodiacali e costellazioni zodiacali. E’ vero che
la fascia dell’eclittica tocca diverse costellazioni, tra cui quella
dell’Ofiuco. Ma lo Zodiaco che noi astrologi consideriamo è un’altra cosa, ed
è suddiviso in 12 porzioni fisse e uguali: i segni zodiacali. Pur non
escludendo la possibilità di suddividere lo Zodiaco in un numero qualsiasi di
segni, il numero 12 è talmente ricco di valenze magiche e simboliche che appare
difficilmente immaginabile un’astrologia che non sia basata su 12 segni e che
pur tuttavia “funzioni” così egregiamente.

Cos’è
la dominante?

E’
un fattore particolarmente importante, predominante in un tema natale. I
principali tipi di dominante sono:

-
la dominante di elemento: contando quanti fattori dell’oroscopo cadono
nei segni di fuoco, di terra, d’aria e d’acqua, si può vedere quale elemento è
maggiormente “rappresentato” in un tema natale. Esiste anche una
dominante d’elemento negativa, se uno degli elementi appare
particolarmente debole o “poco rappresentato”.

-
la dominante planetaria: data dal pianeta più “forte” del tema
natale. Per capire di quale pianeta si tratta occorre una certa esperienza, in
quanto dominante può essere il pianeta più vicino all’Ascendente o al Medio
Cielo, oppure il pianeta che ha rapporti angolari con Asc. o MC, oppure il
pianeta che ha domicilio nel segno Ascendente, eccetera. Spesso la dominante
planetaria è mista, in quanto 2-3 pianeti rispondono a tali criteri.

Cosa
sono i modelli planetari?

Sono
particolari configurazioni dei pianeti, i quali non sono quasi mai distribuiti
uniformemente nel tema natale, ma vanno a raggrupparsi formando alcune
particolari “figure”. Per esempio, la locomotiva quando i
pianeti sono tutti in fila indiana, il secchio quando un pianeta è
isolato rispetto a tutti gli altri, il fascio è una
“locomotiva” corta e concentrata in 4-5 segni.

Cosa
sono le figure planetarie?

Sono
particolari combinazioni di aspetti planetari, che formano come delle
“figure” geometriche nel tema natale. Per esempio la squadra a T,
formata da due pianeti in opposizione tra di loro e in quadratura con un terzo
pianeta. Oppure il grande trigono, triangolo formato da tre pianeti, o
gruppi di pianeti, in trigono fra di loro; e la grande croce: quattro
pianeti in quadratura reciproca, eccetera.

Sono nato di mercoledì, c’entra?

No,
non c’entra. Anche se i giorni della settimana, e secondo alcuni, perfino le ore
del giorno sono sottoposte a un determinato pianeta (Lunedì-Luna, Martedì-Marte,
Mercoledì-Mercurio, Giovedì-Giove, Venerdì-Venere, Sabato-Saturno e
Domenica-Sole), per la stesura di un tema natale il giorno della settimana è un
fattore irrilevante.

Sono nato a casa, conta qualcosa?

No;
quando l’astrologo chiede il luogo di nascita si accontenta di sapere la località
dove siete nati, perché la domificazione del tema natale (in pratica il vostro
ascendente) dipende dalle coordinate geografiche del luogo di nascita.
All’interno della località, non vale la pena precisare se siete nati al centro
o in periferia, in casa o all’ospedale. Anche le circostanze della nascita sono
spesso irrilevanti; ma va detto che eventi particolari (come parti cesarei,
prematuri o problematici) sono spesso ben indicati dal tema natale.

Si può prevedere la morte?

Si
tratta di un punto su cui non tutti gli astrologi sono concordi. Qualcuno
afferma che se la risposta fosse “no” tutto il castello previsionale
dell’astrologia verrebbe meno, in quanto si correrebbe il rischio di fare
previsioni senza fondamento. Per esempio, potremmo prevedere per il 2003 un
grande successo di pubblico a un noto cantante che, disgraziatamente, muore nel
2001. D’altra parte, diverse tecniche previsionali quali le progressioni, i
transiti e le Rivoluzioni Solari, per quanto assurdo possa apparire, sembrano
funzionare perfettamente anche su persone decedute, dando indicazioni sulla
maggiore o minore fama che essi avranno tra i posteri, o su eventuali
riabilitazioni o scandali postumi che li dovessero riguardare. Il mio parere
personale è che la morte sia difficilmente prevedibile, anche perché spesso i
decessi sono accompagnati da transiti o configurazioni particolarmente positive.
Ciò potrebbe indicarci che la morte è un evento molto più triste e traumatico
per chi rimane in vita, che per la persona direttamente coinvolta.

Sono nato a cavallo tra un segno e l’altro, come faccio a sapere di che
segno sono?

Dipende
dall’anno. Ma dipende soprattutto dall’ora di nascita. L’anno civile che noi
utilizziamo non coincide affatto con l’anno astronomico, pertanto ogni anno il
Sole entra in un certo segno in un momento diverso. Cosa che può accadere il
giorno prima o il giorno dopo rispetto all’anno precedente, ma potrebbe anche
essere lo stesso giorno ma a un’altra ora. Per sapere dunque con certezza a che
segno appartiene una persona di questo tipo, occorre consultare le effemeridi
dell’anno di nascita e procedere a calcoli particolarmente accurati.

Sono nato a cavallo tra un segno e l’altro, sono una “cuspide”?

C’è
una teoria secondo cui le persone nate a cavallo tra due segni hanno un
carattere “misto”. Non sono l’unico a pensare che si tratti di una
sciocchezza. O si è di un segno, o di un altro. Non ci sono vie di mezzo o
segni “misti”. Per sapere con esattezza a che segno si appartiene,
occorre affinare i calcoli e verificare in base all’ora esatta di nascita se il
Sole si trovava in un segno o in un altro. La sensazione di avere
caratteristiche di due o più segni è facilmente spiegabile col fatto che,
oltre al Sole, altri elementi importanti dell’oroscopo (ascendente, Mercurio,
Luna…) contribuiscono pesantemente alla formazione del carattere, e che
difficilmente tali elementi si trovano tutti nello stesso segno.

Sono un gemello, eppure ho un carattere diverso da mio fratello. Come mai?

Perché
bastano pochi minuti di differenza tra una nascita e l’altra a segnare un
carattere diverso. Pochi minuti sono più che sufficienti a far sì che
l’ascendente e la posizione della Luna cambino in misura considerevole.
Nonostante queste differenze, normalmente i gemelli si trovano spesso a svolgere
vite parallele e a prendere decisioni simili, uno all’insaputa dell’altro.

Due persone nate nello stesso posto e nello stesso momento hanno lo stesso
destino?

No.
Intanto la domanda è posta male. L’astrologia non si occupa di
“destino”, ma di persone. Il detto “gli astri inclinano ma non
obbligano” è noto a tutti e spesso citato a sproposito. In realtà, per
quanto possa aumentare freneticamente l’incremento demografico dell’essere
umano, la Terra è sufficientemente vasta da far sì che la possibilità che due
persone nascano contemporaneamente e nello stesso luogo è ancora minima. E se
anche ciò dovesse accadere, vale il discorso fatto sopra a proposito dei parti
gemellari: bastano pochi minuti, a volte una manciata di secondi per creare una
situazione oroscopica individuale diversa da tutte le altre. Ma anche
ipotizzando due temi natali perfettamente uguali (mettiamo per ipotesi: due
madri partoriscono nello stesso istante e nello stesso ospedale) entrerebbero in
ballo fattori che anche l’astrologo non può ignorare: il patrimonio genetico,
l’ambiente familiare, l’educazione…

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Pubblicato il lunedì 15 aprile 2002 in: {BLOCK_POST_CATEGORY}

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