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Progetto "Puentes Diversos"

A cura di Emanuela Badiali

Pubblicato il 18/11/2004

ricevuto da Gilberto Gamberini guida di Psicoterapia Ericksoniana

PROGETTO “PUENTES DIVERSOS”

Danza con persone sulla sedia a rotelle e  non. Per il 2005, lo vuoi?

 

Il progetto “Puentes diversos” è il lavoro che l’artista argentina Cecilia Cerantonio offre gratuitamente a diverse realtà del Latinoamerica  che apprezzino l’importanza della Danza Integrante (Integradora) con gli handicap fisici e le persone normodotate per l’avvicinamento fra questi in un modo meno tabù, più allegro, sano, naturale e meno discriminatorio.

Ponti fra danza ed handicap, fra le nostre capacità ei nostri limiti. Ponti fra l’Italia e Latinaomerica, fra i nodi e i desideri(come diceva Susana Gonzalez Gonz, maestra di Danza Integradora in Argentina).

 

Dove si svolge?

Il 1° anno,2004 è stato pianificato in due tappe: Febbr.-Maggio, Settembre – Dicembre, presso El Bolson, Prov. di Rio Negro (Patagonia argentina).

Il collegamento è stato possibile grazie a “Viruta y Sudor” artisti patagonici che dopo aver visto il lavoro della ballerina Cecilia Cerantonio con diversi portatori handicap hanno consigliato di offrirlo all’Associazione “Andares” (ente civile senza scopo di lucro).

La persona che l’ha accolta è stata  Cecilia Helling, professoressa che lavora con un gruppo di ragazzi e adulti nella educazione fisica, e parte fondatrice di questa associazione che cerca la capacitazione, promozione e integrazione della persone con handicap multipli.

L’attività fino ad adesso è stata molto utile ed il progetto  si è allargato anche alla scuola speciale con bambini fra i 5 ei 9 anni di età sempre condividendo gli obiettivi di autonomia, ricreazione espressiva e dignità.

 

Chi sostiene questo lavoro offerto gratuitamente?

In F.V.G. (Italia) un gruppo di singole persone che conoscono Cecilia e il suo lavoro sostengono con una quota individuale (al inizio fissa e dopo diventata un’offerta a secondo della possibilità di ciascuno).

La prima riunione è stata fatta nella Tenda della Pace di Udine.(Nov.2003)

La seconda, dove Cecilia ha esposto il lavoro realizzato nella prima tappa, è stata ospitata a  casa di Silvia Canciani e “Anita”.

Il sostegno economico è stato allargato  grazie alla famiglia Mosetti (specie “la Luisina”)

Questo sito web è possibile grazie al Dottore Gilberto Gamberini ed è scritto in italiano per spedirlo alle persone che hanno collaborato ringraziando della fiducia e la volontà di credere in questo tipo di aiuto, attraverso l’arte nei posti dove avanzano i sogni ma mancano i mezzi. Preghiamo di fare girare questa mail a chi possa essere interessato a collaborare. E permesso copiare questo tipo di iniziative.

E anche per chiunque voglia in Italia i servizi della maestra di danza, dedicata ormai dal 1995 alla Danza Integrante. Richiedere curriculum.

Siete invitati a provare un periodo del suo lavoro, prevedendo che può fermarsi in Italia per un trimestre a richiesta, per laboratori intensivi per portatori handicap e per formazione di operatori in cooperative,ecco

Il suo lavoro per Latinoamerica non è sostenuto da nessuna associazione, ma siamo aperti a fare qualche specie di gemellaggio con chi ci contatti.

Tutto è partito da un sogno, e da persone sensibili che fanno si che si avveri, attraverso la volontà di Cecilia di conoscere con la sua arte altri posti del suo continente dopo essersi fermata per più di 4 anni al Friuli, e decidere di accompagnare con la sua vocazione di offrire e imparare là dove il suo cuore la porti.

 

Contatti:Chiunque sappia di una realtà che possa essere in armonia con questo desiderio diventato progetto vi invitiamo a diffonderlo e mettere così un mattone in più per continuare a costruire questi “Puentes diversos”.Si prega di comunicarsi anche a chi vuole proporci come migliorare questo sito, farci domande oppure stimolarci per andare avanti.

 

solcerantonio@hotmail.com oppure  solcerantonio@yahoo.com.ar

                                

Saluti finali da Cecilia Cerantonio, che vi ringrazia…

 

Come diceva mia mamma: “Chi non vive per servire,

                                                non serve per vivere.”

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Dedico a Lei questa iniziativa per il seme che ha messo in me e mio fratello Humberto: quello di andare dietro a ciò che si ama…e di aprire la propria luce alla comprensione e l’avvicinamento al prossimo.

Lo faccio con la mia eredità paterna di spirito d’avventura (simile all’ incoscienza), e quella sua utopia e carisma…molto difficili da capire, tranne da Humber che appoggia  le lotte altrui abbaiando ma senza giudicare al quale ringrazio per amarmi incondizionalmente.

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