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Non solo Astrologia ma.......

Tratto da: "Semi di Saggezza "

A cura di Emanuela Badiali

Pubblicato il 21/07/2005

Osho (Rajneesh)

foto intervento

Osho è per me uno specchio. Forse perche' alcuni pianeti miei sono congiunti con i suoi

le sue parole corrispondono al mio pensiero....manu'

Non sono nessuno. Non appartengo a una nazione, non appartengo a una
 religione, non appartengo a un partito politico. Sono solo un individuo,
creato in questo modo dall'esistenza. Mi sono tenuto assolutamente estraneo
 all'influenza di qualche ideologia stupida, che sia religiosa, politica,
sociale o finanziaria. E il miracolo è che proprio perché i miei occhi non
  sono gravati da tutti questi occhiali, e non ci sono veli davanti a me,
 posso vedere con chiarezza. Io non sono affatto "timorato di Dio" - Osho.


..continua  Osho:  La paura non può condurre nessuno a Dio. Solo una totale
assenza  di  paura  ti  può  condurre a lui. Né sono un credente, da nessun
punto  di  vista.  Credere  è di per sé cecità. Come può la cecità condurci
alla  realtà  suprema?  E  non  sono  neppure  un  seguace di una qualsiasi
religione,  perché la religione non può essere racchiusa in categorie, come
fossero  compartimenti  stagni.  E'  una ed è indivisibile. Ieri, quando ho
affermato  queste  cose, una persona mi ha chiesto: "Allora sei ateo?", non
sono  ateo,  né sono teista. Queste distinzioni sono superficiali, semplici
giochi  da  intellettuali.  Non  hanno assolutamente nulla a che vedere con
l'esistenza..  L'esistenza  non  è  divisa in "ciò che è" e ciò che non è":
queste  distinzioni  sono  opera della mente. Di conseguenza, sia l'ateismo
che il teismo sono prodotti della mente, non toccano affatto il regno dello
spirito.  Lo spirito trascende entrambe le cose, il positivo e il negativo.
Ciò  che  è,  dimora oltre il positivo e il negativo. In altre parole, essi
sono  un'unica  entità,  e non sono divisi da alcuna linea di demarcazione.
Nessun concetto accettato dall'intelletto può toccare quella dimensione. In
verità,  il  teista  deve  liberarsi  dalla  sua  fede,  e l'ateo dalla sua
mancanza  di  fede.  Solo allora possono entrare nella dimensione del vero.
Entrambe  le  idee  sono  ossessioni  dell'intelletto.  E ogni ossessione è
un'imposizione. Non ci è richiesto di decidere cosa sia la verità, dobbiamo
semplicemente  aprirci  e  vedere  la  verità,  così com'è. Ricorda che non
dobbiamo  decidere  nulla,  per  ciò  che  concerne  il vero, dobbiamo solo
vederla.  Colui  che  lascia  cadere ogni supposizione dell'intelletto,ogni
concezione  logica, ogni ossessione e presupposto della mente, si apre alla
verità,  come  i  fiori  si  aprono  alla  luce. Ed è in questo aprirsi che
diventa possibile la visione. Pertanto, io chiamo religioso colui che non è
teista  né  è  ateo.  La  religiosità  è un salto dalla nozione di dualità,
all'unità.  Là dove non vi è pensiero, ma solo assenza di pensiero; là dove
non  vi  è  scelta,  ma solo assenza di scelta; dove non vi sono parole, ma
totale assenza di parole, là si entra nella sfera della religione.

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