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La Bacheca

I Tarocchi Pelosini - Santini del Prete

A cura di Emanuela Badiali

Pubblicato il 19/04/2007

di Giovanni Pelosini

foto intervento

I TAROCCHI “PELOSINI - SANTINI DEL PRETE”

Gli Arcani Maggiori dei Tarocchi sono ventidue antiche rappresentazioni di archetipi: simboli della storia del mondo e della vita, degli esseri umani e del loro innato senso della “magia” della natura.

Nei Tarocchi si possono leggere tutte le storie secondo le leggi della Materia; se ne può cogliere la profonda saggezza e la sottile ironia, fino a coglierne i più autentici significati nascosti; si può scegliere di ignorarli come retaggio di medievali superstizioni; oppure si può utilizzarli in più o meno consapevoli giochi divinatori.

Sempre i Tarocchi si prestano con versatilità e tolleranza ai capricci umani, siano essi destinati a sviluppare la conoscenza oppure a far sprofondare vieppiù nell’ignoranza.

Talvolta gli Arcani sembrano vivere di vita propria, manifestandosi come antiche divinità nei sogni, ispirando poeti e pittori, guidando gesti e pensieri, dando consigli alla mente ed al corpo, aprendo porte di comunicazione con il Divino che alberga in ogni essere umano.

In queste epifanie alcune volte prevale lo spirito del gioco, l’eterno gioco della vita.

Allora può capitare che la mente di uno studioso di simboli si presti a diventare regista di una storia fantastica e surreale, una storia improbabile e inedita, plutoniana e teatrale, magica e allegorica, ciclica e perfetta, poetica e assurda, vera e finta come la vita.

Nasce così l’idea di realizzare ventidue “fotopoesie” dedicate ai Tarocchi: ventidue immagini che utilizzano le “maschere” ormai famose dei Santini Del Prete, artisti ferrovieri in inconsueta trasferta nel mondo dei simboli, di volta in volta impegnati a interpretare e rappresentare la nascita e la morte, il potere e la solitudine, la precarietà e l’amicizia, la saggezza e la forza, la temperanza e la fede, e ogni genere di eterna trasformazione cui sia soggetto il mondo.

In un solo caso l’autore, Giovanni Pelosini, appare nelle immagini, significativamente nella carta del Matto che cammina senza meta, incontrando un ferroviere spaventapasseri bicefalo.

Mentre la Proporzione Aurea delle immagini evoca l’antica tradizione esoterica e gli studi di Pacioli e di Leonardo, ognuna delle ventidue fotopoesie possiede dettagli dagli atavici significati allegorici, arricchiti da nove endecasillabi in rima e linguaggio danteschi, in chiave anche numerologica: versi che possono essere letti in sequenza ciclica, cominciando da qualsiasi Arcano, con le rime che si accavallano come le onde del mare; versi che nascondono oscuri acrostici ed altri misteri che lasciamo scoprire alle curiose intelligenze che avranno il piacere di farlo.

I ventidue Arcani “Pelosini-Santini Del Prete” entrano così, per gioco e per ispirazione, per intrinseca forza del simbolo, nella folta schiera dei mazzi di Tarocchi che si sono diffusi in Europa e nel mondo a partire dal XIV secolo.

· Mazzo di carte dei 22 Arcani Maggiori

· Autore: Giovanni Pelosini

· Interpreti: I Santini Del Prete e Giovanni Pelosini

· Edizioni Hermatena, 2006

· Tiratura limitata a 500 copie numerate e firmate dai protagonisti

· Ciascuna carta possiede proporzioni auree ed una didascalia di nove versi endecasillabi in rima con simboli e parole chiave relativi all’Arcano

· Nella confezione c’è un libretto di 56 pagine con tutte le poesie e la fiaba esoterica “Il Sentiero dei Tarocchi”

· Prezzo: 30,00 €

· Acquisto presso www.museodeitarocchi.net tel.051916563 - 3394675826

www.eridanoschool.it

Mostre dei quadri e performance artistiche previste nel 2007:

· Rosignano M.mo (LI): 21 aprile-5 maggio

· La Scola (BO): 23 giugno

· Casale Marittimo (PI): 30 giugno

· Vermiglio (TN): 4 agosto-19 agosto

· Riola (BO): 22 settembre-6 ottobre

· Roma: novembre

· Firenze: da stabilire

Le ventidue “fotopoesie” dedicate ai Tarocchi sono immagini ironiche, ma mistiche, che utilizzano le “maschere” ormai famose dei Santini Del Prete, artisti ferrovieri in inconsueta trasferta nel mondo dei simboli, di volta in volta impegnati a interpretare e rappresentare la nascita e la morte, il potere e la solitudine, la precarietà e l’amicizia, la saggezza e la forza, la temperanza e la fede, e ogni genere di eterna trasformazione cui sia soggetto il mondo.

In un solo caso l’autore, Giovanni Pelosini, appare nelle immagini, significativamente nella carta del Matto che cammina senza meta, incontrando un ferroviere spaventapasseri bicefalo.

Mentre la Proporzione Aurea delle immagini evoca l’antica tradizione esoterica e gli studi di Pacioli e di Leonardo, ognuna delle ventidue fotopoesie possiede dettagli dagli atavici significati allegorici, arricchiti da nove endecasillabi in rima e linguaggio danteschi, in chiave anche numerologica: versi che possono essere letti in sequenza ciclica, cominciando da qualsiasi Arcano, con le rime che si accavallano come le onde del mare; versi che nascondono oscuri acrostici ed altri misteri che lasciamo scoprire alle curiose intelligenze che avranno il piacere di farlo.

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