A cura di Emanuela Badiali
Pubblicato il 04/12/2007
Ringrazio Nino Puliatti perchè mi ha concesso la pubblicazione
Da un collegamento con una persona morta giovane. Le sue considerazioni
possono essere utili a molti di noi che fanno fatica ad accettare la dipartita
dei propri cari, soprattutto quando avviene in modo imprevisto. Nino.
30.11.2007
Voglio trasmettervi un messaggio di speranza e d’amore affinché voi, miei cari,
smettiate di piangere per me. A voi è apparsa brusca la mia partenza ed avreste
voluto godere della mia presenza più a lungo perché pensate che sia giusto
vivere sulla Terra il più a lungo possibile. Ma questa è una forma di egoismo,
anche se appare dettata dall’amore di stare accanto alle persone che ci sono
care. La vostra prospettiva terrestre è per questa visione piuttosto limitata e
non vi aiuta certo a vivere veramente, come dovremmo e vorremmo.
Non ci sono infatti tempi giusti per lasciare il corpo umano. Ognuno ha i suoi
tempi, quelli che ha stabilito in base alle sue esperienze. Che si tratti di una
prima incarnazione o di una lunga serie. Ognuno ha il suo progetto, il suo
piano, redatto prima di scegliere il momento della nascita, anche se poi ce ne
dimentichiamo quando iniziamo a vivere nella terza dimensione. Le morti
improvvise, le morti violente, soprattutto in giovane età, sono collegate a
questo piano. E non avvengono certo per caso. A volte siamo così presi
dall’esperienza terrestre che ci dimentichiamo del nostro piano al punto di
voler rimanere qui oltre il tempo da noi deciso e così ci vuole l’amore di un
amico, un’anima che ha condiviso con noi come vivere questa esperienza. Al
momento stabilito sarà lui a ricordarci il nostro impegno, il nostro
appuntamento per ritornare nelle dimensioni superiori.
A me è successo questo e se voi tutti foste consapevoli di ciò oggi sareste
contenti di sapere che la mia vita non è affatto finita. Piangete e commiserate
un corpo fisico che è come un abito che andava cambiato. La mia anima è rimasta
sulla Terra il tempo necessario di cui aveva bisogno per completare il suo
karma, liberandosi così da vecchie energie. Ora che è stata soddisfatta la legge
cosmica dell’azione e reazione, del dare e dell’avere, posso sollevare le mie
vibrazioni e proseguire il mio viaggio verso altre e più complesse dimensioni
dell’Essere. Il lavoro di pulizia non è ancora completato del tutto, ma ho già
potuto prendere visione del mio percorso terrestre per sapere dove devo
indirizzare la mia consapevolezza.
I punti ancora da definire, le zone di ingorgo energetico esigono un’attenzione
particolare se vogliamo che il nostro cammino futuro proceda senza intoppi. Io
sono ancora in una fase di transizione, dove avverto ancora i legami con il
mondo che ho lasciato, le emozioni ed i sentimenti a voi collegati sono forti ed
il vostro richiamo, per quanto sia amoroso, rischia di diventare un ostacolo per
me, che mi sto risvegliando alla mia vera natura. Nella fase di transizione
siamo più esposti a dubbi, a paure. Viviamo come sospesi fra sogno e realtà,
attratti dalla densità terrestre ma incapaci di interagire con voi perché ci
manca il veicolo fisico. E questo porta all’inizio sofferenza e confusione,
soprattutto quando siamo sopraffatti dalle emozioni che ci giungono dalle
persone a noi più care. La loro sofferenza diventa infatti anche la nostra.
Questo è molto importante e sarebbe ora che sulla Terra ci fosse più
consapevolezza. Avete infatti sentore di una realtà piuttosto limitata, che voi
considerate assoluta ed unica, mentre vi sfugge il fatto che la vera realtà è
ben diversa. Accettate dunque gli avvenimenti della vostra vita senza dare loro
un significato eccessivo, in un senso come nell’altro.
Il positivo ed il negativo sono visioni parziali che sono di ostacolo alla
comprensione ed allo svolgimento della vostra esperienza.