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I filtri solari sono pericolosi?

A cura di Paolo Colona

Pubblicato il 16/07/2002

Attraverso i filtri solari è possibile accendere e spegnere un televisore con il telecomando: cerchiamo di capire se è un preoccupante sintomo di vulnerabilità di questi importanti accessori.



Prendiamo un telecomando e avvolgiamo il suo LED infrarosso in un foglio di "mylar" o di un'altra pellicola sintetica alluminata venduta come filtro solare. Puntandolo verso il sensore della televisione scopriremo, contro ogni aspettativa, che il segnale passa senza problemi e permette quindi di accendere e spegnere la TV! Sapendo che il telecomando invia segnali infrarossi, cosa dobbiamo aspettarci che succeda quando osserviamo il Sole al telescopio? I raggi infrarossi del Sole passano indisturbati? Si tratta di una radiazione capace di produrre danni gravissimi ed irreversibili alla retina!

Queste preoccupanti osservazioni si sentono talvolta riferite in ambienti astrofili, noi abbiamo deciso di verificare se il fenomeno c'è e, in tal caso, di quantificarlo.

Per questo abbiamo studiato un vero e proprio esperimento (realizzato la prima volta durante la Settimana Astronomica del 2001 presso l'Hotel Zeledria di Madonna di Campiglio) così articolato(1):
1) determinazione della distanza massima di funzionalità di un telecomando
2) come sopra, ma interponendo un filtro solare
3) riduzione dati

Abbiamo così stabilito che il telecomando funziona fino ad una distanza di 22 metri, mentre con un filtro non si superano i 30 centimetri. La riduzione dei dati è presto fatta: poichè l'indebolimento del fascio va con il quadrato della distanza, abbiamo che il flusso del telecomando è (22/0.3)2 volte più intenso di quello che attraversa il filtro. In altre parole il filtro riduce di un fattore 5000 il flusso di radiazione infrarossa.

Il filtro che abbiamo utilizzato è l'Astrosolar della Baader, il quale riduce la luce visibile di un fattore 100.000. La densità nell'infrarosso è quindi 20 volte minore che nell'ottico. E' un rapporto sicuro? La risposta è semplice considerando che spostandosi nella parte infrarossa dello spettro l'energia elettromagnetica cala costantemente. Secondo lo IUCAA (Inter-University Centre for Astronomy and Astrophysics), infatti:

There are solar filters specially designed to protect the eyes. Most of them have a thin layer of chromium alloy or aluminium deposited on their surface so as to reduce the radiation passing through. A safe solar filter transmits less than 0.003% of visible light and less than 0.5% of near-infrared radiation.

Quindi una riduzione della radiazione infrarossa a meno dello 0.5% (un duecentesimo di quella entrante) sarebbe sufficiente per proteggere l'occhio: nel nostro caso siamo addirittura ad un cinquemillesimo, una protezione 25 volte maggiore.


Profilo di trasmissione del filtro Astrosolar della Baader: passando dal visibile all'infrarosso il filtro è più trasmissivo, ma sempre sicuro.


Raccomandiamo di diaframmare comunque il telescopio come mostrato nelle fotografie, usandolo a luminosità non superiori di F/10. Per esempio, se avete un telescopio con una focale di un metro, costruite un diaframma frontale con un'apertura circolare (che ospiterà il filtro) di non più di 10cm.



(1) L'esperimento descritto nel testo è molto semplificato. Se intendete metterlo in pratica dovrete prestare molta attenzione, fra le altre cose, alla fortissima riflettività del filtro (gli infrarossi verrebbero riflessi verso di voi e potrebbero raggiungere comunque il televisore). Per qualunque richiesta potete scriverci.

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