La Fascia di Kuiper è una regione del Sistema Solare che si estende
dall’orbita di Nettuno (alla distanza di 30 Unità Astronomiche) fino a circa 50
UA dal Sole. Si tratta di una fascia di asteroidi esterna rispetto all’orbita
dei pianeti maggiori.
Nella fascia sono stati scoperti più di 800 oggetti (Kuiper belt objects, o
KBOs). Il più grande è in realtà il pianeta “ordinario” Plutone, assieme al suo
satellite Caronte, ma a partire dall’anno 2000 sono stati trovati altri oggetti
di dimensioni ragguardevoli: Quaoar, scoperto nel 2002, è grande la metà di
Plutone, e quindi è più grande del maggiore degli asteroidi tradizionali, 1
Ceres. Ancora più grande potrebbe essere l’asteroide 2004 DW, scoperto appunto
nel 2004. Gli altri KBOs sono progressivamente più piccoli. L’esatta
classificazione di questi oggetti non è chiara, perché sono probabilmente molto
differenti dagli asteroidi più interni.
La maggior parte dei KBOs, come si è visto usando la spettroscopia, hanno una
composizione simile a quella delle comete, con abbondanza di ghiaccio ed
elementi organici (composti del carbonio) e molti astronomi pensano che siano
appunto comete che, non avvicinandosi mai al Sole, non emettono la loro coda. La
distinzione tra cometa e asteroide non è molto chiara e le incertezze abbondano,
come mostrato dal caso dell’asteroide 2060 Chirone, il quale può mostrare
saltuariamente una seppur debole attività cometaria.
Simulazioni al computer hanno mostrato che la fascia di Kuiper si è formata
sia a causa di Giove (all’inizio della storia del Sistema Solare, la
considerevole gravità del pianeta ha fatto sì che molti piccoli oggetti fossero
espulsi dalle regioni interne del sistema, ma non completamente), sia
spontaneamente. Le stesse simulazioni e altre teorie predicono che nella fascia
dovrebbero trovarsi anche oggetti di massa considerevole, paragonabili a Marte o
alla Terra.
Alcuni KBOs hanno orbite eccentriche e intersecano quella di Nettuno. Questi
oggetti si trovano in risonanza orbitale, in vari rapporti: 1:2, 2:3 (questo è
il caso di Plutone, e gli altri oggetti con tale fattore di risonanza vengono
chiamati plutini), 2:5, 3:4, 3:5, 4:5, 4:7.
Questa fascia non deve essere confusa con la nube di Oort, che non si trova
solo sul piano generale del Sistema Solare, ed è molto più distante. Alla parte
più interna della nube di Oort, e quindi ben oltre la Fascia di
Kuiper, sembra appartenere
href="http://guide.supereva.it/astronomia/interventi/2004/03/152214.shtml"
target=_blank>Sedna, il grandissimo asteroide scoperto nel novembre 2003,
distante 90 UA.
I primi astronomi a suggerire l’esistenza di questa fascia furono Frederick
C. Leonard nel 1930 e Kenneth E. Edgeworth nel 1943. Nel 1951, Gerard Kuiper
suggerì che gli oggetti non si trovavano più nella fascia. Congetture più
dettagliate furono esposte da Al G. W. Cameron nel 1962, Fred L. Whipple nel
1964, e Julio Fernandez nel 1980. La fascia e gli oggetti in essa contenuti
furono chiamati col nome di Kuiper dopo la scoperta di 1992 QB1, il primo
oggetto del genere conosciuto.
È difficile stimare il diametro dei KBOs. Per oggetti di cui si conoscono
molto bene gli elementi orbitali (in pratica, solo Plutone e Caronte), i
diametri possono essere misurati con precisione misurando i tempi
dell’occultazione delle stelle.
Per altri KBOs di grandi dimensioni, il diametro può essere stimato da misure
termiche nell’infrarosse. Se un corpo ha un alto albedo, e riflette molta della
radiazione incidente, finisce con l’essere freddo, e quindi non produce molta
radiazione nell’infrarosso. Al contrario, un albedo basso produce più radiazione
infrarossa. I KBOs sono così lontani dal sole da essere molto freddi, ma hanno
un albedo bassissimo e producono un discreto flusso di radiazione infrarossa con
una lunghezza d’onda attorno ai 60 micrometri. Questa radiazione è assorbita
dall’atmosfera terrestre, e quindi gli astronomi devono osservare la radiazione
residua nel lontano infrarosso, che riesce ad attraversare l’atmosfera, e il
diametro stimato è affetto da una grossa incertezza. Inoltre, la radiazione
emessa è molto debole e solo i più grandi KBOs possono essere osservati con
questo metodo. Naturalmente l’osservazione attraverso telescopi infrarossi posti
in orbita è la soluzione ideale e questo metodo è già stato sfruttato per alcuni
KBOs oltre che per
href="http://guide.supereva.it/astronomia/interventi/2004/03/152214.shtml"
target=_blank>Sedna.
Questi sono i più grandi KBOs conosciuti:
| Numero | Nome | Diametro equatoriale (km) | Distanza media dal Sole (in UA) | Data della scoperta | Scopritore | Metodo usato per la misura del diametro |
| Plutone | 2320 | 39,4 | 1930 | Clyde Tombaugh | occultazione | |
| 50000 | Quaoar | 1200 +/- 200 | 43,25 | 2002 | C. Trujillo & M. Brown | termico |
| Caronte | 1270 | 39,4 | 1978 | James Christy | occultazione | |
| 28978 | Ixion | 1065 +/- 165 | 39,39 | 2001 | termico | |
| 55636 | 2002 TX300 | ~965 | 43,19 | 2002 | albedo stimato | |
| 55637 | 2002 UX25 | ~910 | 42,71 | 2002 | albedo stimato | |
| 20000 | Varuna | 900 +/- 140 | 43,23 | 2000 | R. S. McMillan | termico |
| 55565 | 2002 AW197 | 890 +/- 120 | 47,52 | 2002 | termico |
Paolo Colona









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