Carnezzeria

Recensione di Cristian Porcino

di Cristian Porcino

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Descrivere la potenza innovatrice di una giovane autrice siciliana alle prese con un teatro d’avanguardia è impresa assai ardua;soprattutto se la persona in questione è Emma Dante .Per il dramma in unico atto “Carnezzeria”che ha debuttato il 20 Aprile (e in scena fino al 26 c.m.) al teatro Musco di Catania -per la programmazione “Nuovo Teatro” voluta e ideata dallo Stabile di Catania-,la Dante si riconferma nuova testimone chiave per arrivare a compenetrare la realtà offuscata del vivere quotidiano .In”Carnezzeria”è rappresentata l’intera umanità,un prototipo ben riuscito che vede muoversi in ogni personaggio i sintomi di malessere che attanagliano l’individuo .Gli attori tutti bravi e congeniali restano impressionati da questa stessa matrice neorealista della Dante che esorta in maniera allegorica a partecipare e ad essere partecipati .Manuela Lo Sicco nei panni di Nina”a scimunita”riesce a conferire uno spessore carico di umanità al personaggio a tratti pasoliniano.Nina ,sposa in attesa del marito che mai verrà e del figlio della colpa,diventa così la carne da macello,agnello sacrificale da innalzare per lavare tutte le colpe ,comprese quelle mai fatte .Il matrimonio diventa un rituale barbaro per fare piazza pulita della coscienza sporca di una donna asservita e segnata da un destino cieco .Le colpi dei padri ricadono spesso&#nbsp; sulla progenie .Incesti subiti nell’infanzia con sordo dolore e inspiegata amarezza ,una motivazione incondizionata ad abusare della sorella .I tre fratelli(Gaetano Bruno,Sabino Civilleri ,Enzo Di Michele) diventano così carnefici della proprio stessa sorte;una sorte che li disumanizza al punto tale da renderli belve incattivite e inferocite da anni di recriminazioni mai risolte .Così non resta che immolare la sorella ,rea confessa dell’amore incondizionato per i fratelli .Il martirio diventa così&#nbsp; la scena più congeniale per concludere un quadretto familiare in cui l’attesa dello sposalizio diventa attesa del giudizio finale .Ma come dice la stessa autrice:”Il matrimonio è pronto;il prete,la chiesa,gli invitati,il rinfresco,la banda,i fiori,il figlio di buttana .”;tutto è pronto affinché l’onore si salvi e la comprensione si dissolva nelle acque intorpidite dalla calunniosa “macchia umana”.

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Pubblicato il sabato 24 aprile 2004 in: Recensioni varie

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