‘Parlami d’amore’ il nuovo film di Silvio Muccino

E' stato presentato a Catania in anteprima

di Angela Platania - Valdina Calzona -

Foto Platania-Calzona (materiale estrapolato dal pressbook)

Una parte del cast di “Parlami d’amore” è arrivata ieri a Catania per presentare il film anteprima, proiettato al Cinema Odeon alle ore12.00, per poi presentarsi nell’affollata conferenza stampa tenutasi nel pomeriggio all’UNA Hotel Palace, presenti gli attori Silvio Muccino nel triplice ruolo Regista, Sceneggiatore e attore e Carolina Crescentini. Due splendidi e simpatici attori che si sono concessi senza remore ad una stampa ammaliata e curiosa. Ma il tema principale, come consueto era il film d’amore, la cui uscita domani 14 febbraio san Valentino. Ma lasciamo ai protagonisti le considerazioni su questa storia travagliata…Parlami d’amore’ è la storia di una educazione sentimentale che sfugge al controllo e alle regole. In cui i ruoli si confondono e si ribaltano. «Perché la vita» come dice Nicole, «è prepotente». ‘Parlami d’amore’ è l’imprevisto. È una doppia rinascita.

Sasha (Muccino)è un ragazzo di venticinque anni che si affaccia timidamente nel mondo. È cresciuto in una comunità di recupero per tossicodipendenti, figlio di due drogati: il padre è morto presto, la madre l’ha abbandonato in quel girone infernale dove Sasha ha trovato una specie di equilibrio. Lontano dalla vita vera. Estraneo anche al mondo nel quale è stato condannato a formarsi, unico sano tra i malati. E lì, a Borgo Fiorito, ha imparato a prendersi cura dei dolori della gente e si è affezionato a Riccardo – il capo della comunità – come a un padre putativo. E, soprattutto, ha conosciuto Benedetta (Crescentini), una ragazzina sua coetanea, figlia di uno dei benefattori esterni, che ogni domenica va in visita a Borgo Fiorito, portandogli una ventata di quel mondo vero che a lui sembra negato. E inevitabilmente, Sasha si è innamorato di Benedetta.

Ora, diventato adulto, è uscito per la prima volta dalla comunità. Sta facendo i primi passi in quel mondo che era un riflesso di Benedetta. E non c’è nient’altro che lei nei suoi pensieri, niente di più confortante, familiare. E Sasha – dopo aver ottenuto dal padre di Benedetta l’incarico di restaurare la grande villa di famiglia – sa di non poter amare nessun altro.

Nicole è una donna che ha passato la quarantina. Bella, intelligente, ironica. Ma dopo che l’uomo che amava è morto suicida, Nicole è scappata dalla Francia, ha sposato Lorenzo e ha fatto di tutto per dimenticare chi era e cosa voleva. Si è nascosta alla vita. Ha soffocato i suoi sentimenti. Ha deciso di controllare ogni attimo della sua esistenza. Ha cancellato dalla sua visuale ogni sorpresa.

Ma la vita è prepotente. Non tiene conto della volontà degli esseri umani.

Lo scontro tra le due macchine è impressionante.

Sasha e Nicole sono vivi per miracolo. E forse questa vicinanza con la morte, forse la necessità di prendersi cura di una bastardina che è rimasta coinvolta nell’incidente, costringe Sasha e Nicole a uscire allo scoperto. A mostrarsi. L’uno all’altra. Così come sono.

Lo scontro diventa un incontro.

Tra due solitudini, tra due paure, tra due fuggiaschi.

Sasha e Nicole, senza confessarselo, si riconoscono. Come due simili.

E mentre Nicole aiuta Sasha a conquistare Benedetta, l’insegnante e l’allievo creano una intimità di pensieri e di emozioni che non li spaventano, che avvengono naturalmente, senza forzature.

«Vivi, Sasha, vivi» ripete in continuazione Nicole a Sasha. Perché Nicole sa che terribile deserto emotivo può creare il ritirarsi dalla vita. E perché attraverso Sasha, lei stessa sta ricominciando a vivere.

E la vita comincia a scorrere fluente, prepotente. Senza regole. Senza controllo. Senza ubbidire ai programmi e ai sogni. Né di Sasha né di Nicole.

Benedetta non è più la ragazzina di un tempo. È una Circe, una sirena del buio. E Sasha, seguendo il suo canto, scopre la propria natura buia. Si danna. Si abbandona alle tenebre. Ripercorre tutto il cammino dei suoi genitori, si scopre uguale a loro, debole come loro, affronta e vince i mostri che gli si annidano dentro, prima di scoprire la sua strada e il destino che un incidente ha segnato.

E Nicole, contagiata dalla vita di Sasha, non riesce più a tenere chiuse le porte al suo passato, i fantasmi la aggrediscono e deve combatterli, seppellirli, scoprendo che è giunta l’ora di rappacificarsi con se stessa, con la morte, con l’abbandono. Che è giunta l’ora di guardare la vita, toccarla, lasciarsi accarezzare. Arrendersi al presente.

Parlami d’amore’ è la storia della nascita di Sasha e della rinascita di Nicole. È la storia di due esseri umani che si riconoscono subito ma che devono compiere tutto il tragitto che la vita ha ideato per ognuno di loro prima di accettare i propri sentimenti, prima di incontrarsi alla pari, prima di avere il coraggio di specchiarsi nell’altro. Prima di arrendersi. L’uno all’altra.

Le interviste

Silvio Muccino

Carolina Crescentini

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Pubblicato il mercoledì 13 febbraio 2008 in: Recensioni varie

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