I tesori di Casa Lenci

Josephine Backer, Rodolfo Valentino,Shirley Temple, Vittorio Gasman, Grace Kelly e Lady Diana sono stati tra gli ammiratori ed i collezionisti più famosi delle bambole Lenci

L.E.N.C.I. e’ l’acronimo del motto latino “Ludus Est Nobis Constanter Industria”&#nbsp; che vuol dire “Il gioco è per noi un lavoro costante”.

Nel&#nbsp;lontano 23 aprile del 1919,&#nbsp;Enrico Scavini&#nbsp; e sua moglie Elena&#nbsp;Konig (nella foto)fondarono, a Torino, la ditta “Lenci” e, nel 1921, depositarono il&#nbsp; primo marchio con il brevetto per il procedimento di pressatura a caldo del panno in lana, finalizzato alla realizzazione di&#nbsp; bambole da collezione. La signora Elena Scavini coinvolse nella progettazione e nella realizzazione&#nbsp; delle bambole&#nbsp;&#nbsp;alcuni tra i migliori &#nbsp;artisti dell’epoca, come Dudovich,&#nbsp; Vacchetta, Sturani, Riva e Gigi Chessa. Le creazioni di Casa Lenci, in pochi anni, riscossero&#nbsp; un&#nbsp;successo tale da&#nbsp;diventare una sorta di&#nbsp;status symbol&#nbsp;e da&#nbsp;influenzare persino la moda femminile.&#nbsp;Nel 1923 sul “Toys and Noveltiers”, una&#nbsp; nota rivista americana specializzata in giocattoli, si scriveva:”Stilisti e modiste ricevono ordini per abiti e cappelli come quelli che vestono le bambole italiane Lenci”.&#nbsp;Con il loro stile decisamente&#nbsp; innovativo e&#nbsp; provocatorio, lo sguardo di sbieco e l’aria monella,&#nbsp;le bambole Lenci&#nbsp;rappresentano, sicuramente,&#nbsp;un felice mescolio di tradizione artigiana e sperimentazione.&#nbsp;&#nbsp;Tra i tanti modelli&#nbsp;&#nbsp;di notevole pregio stilistico e d’ingegno, non si possono non ricordare&#nbsp;“Gigolette”, una&#nbsp; languida e ribelle&#nbsp; donnina in miniatura, intenta a fumare una&#nbsp; sigaretta,&#nbsp;e la&#nbsp; bellissima bambola Tulipano, prodotta in soli 223 esemplari, in occasione dell’ottantesimo anniversario dell’azienda ed ispirata dalla Regina Beatrice d’Olanda che ricevette in omaggio&#nbsp; l’esemplare N°1. Attualmente, ambedue, tra le tante&#nbsp;bambole create dalla Lenci, sono le piu’ amate e ricercate dai collezionisti.

Dal 1928, la Lenci ampliò la produzione accostando alle bambole in feltro eleganti ceramiche artistiche, ispirate al mondo nordico, danese e tedesco.Negli anni’50, invece, sull’onda del fenomeno materie plastiche, lanciò anche bambole in plastica, riuscendo, ancora una volta, a sorprendere&#nbsp;il mercato&#nbsp; con originalissimi&#nbsp;&#nbsp;modelli &#nbsp;in serie limitata.

LENCI-DOLLS&#nbsp;è un sito in inglese, dedicato alle bambole Lenci. Una pagina all’interno del sito&#nbsp; è riservata ad un articolo, in italiano,&#nbsp; intitolato “Destino di una bambola e altre creazioni”, che racconta la storia della mitica azienda.

&#nbsp; Nel 2002, purtroppo, l’azienda, dopo diverse vicissitudini e cessioni del marchio, fallì. La curatrice che subentrò al fallimento, per far fronte ai creditori, decise di mettere all’asta le ultime bambole in magazzino, servendosi di un sito internet, creato appositamente. Il sito, chiuso poco tempo fa, si è rivelato un vero successo, sia in termine di vendite, sia per la notevole affluenza di pubblico registrata.
In fondo alla pagina, tra i link correlati, un articolo dedicato all’argomento&#nbsp;

Metodo di realizzazione della bambola Lenci in panno

Dopo aver creato il modello&#nbsp;del viso &#nbsp;in argilla, si realizzavano due stampi: uno negativo in bronzo ed uno positivo in piombo. Gli stampi venivano scaldati a temperature differenti; il pezzo di panno&#nbsp; trattato con una colla particolare, veniva posizionato tra gli stampi e pressato: nasceva così il viso della bambola che veniva lasciato ad&#nbsp; asciugare per quattro o cinque settimane, in base all’umidità presente nell’aria. Una volta asciutto seguiva&#nbsp; il processo del riempimento, con un materiale a base&#nbsp; di feltro e&#nbsp; collante. Il viso era&#nbsp; così pronto ad essere dipinto, ma anche questa&#nbsp;&#nbsp;operazione necessitava&#nbsp; di tempo e di attenzione:&#nbsp; ben 12 sequenze realizzate da esperti artigiani.

Il corpo della bambola veniva&#nbsp; realizzato in panno lenci, interamente a mano. I vari pezzi (tronco, braccia e gambe)&#nbsp; venivano&#nbsp;&#nbsp; accoppiati, cuciti al contrario, rigirati e riempiti con una mistura a base di feltro e capoc.&#nbsp;&#nbsp;Fatto tutto ciò, si passava&#nbsp; all’assemblaggio delle varie parti, in modo da ottenere il prototipo finito.&#nbsp;&#nbsp;Dopo aver applicato la parrucca, &#nbsp;si passava&#nbsp;alle rifiniture,&#nbsp;la &#nbsp;fase piu’&#nbsp; complessa e laboriosa che, per la&#nbsp; minuziosa cura dei particolari e dei dettagli e per l’utilizzo dei migliori materiali, richiedeva generalmente lunghi tempi di lavorazione.

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