Qual è il figlio d'arte che preferisci?
A cura di Maurizio Guccini
Pubblicato il 12/04/2003
Gli accordi
Esaminando gli accordi scelti dall’ex beatle per i suoi lavori, notiamo che esiste un George statico ed un George dinamico. Nel primo caso, intere canzoni ruotano quasi intorno ad un unico accordo ( tuttalpiù a due), o almeno per la strofa spesso è così. Nell’inciso qualcosa in genere cambia, ma non con molta fantasia. È il caso di “It’s All Too Much” e di “Only a Northern Song”. In “Blue Jay Way”, come afferma il chitarrista “Nick” Diletti, non sembra voler sprecare neanche un accordo, ma poggia il tutto su un unico ossessivo ed ipnotico pedale di Do, compreso il ritornello. Aggiungeteci l’accattivante melodia diminuita e gustatevi il tutto… Il George dinamico sembra invece non accontentarsi mai del numero degli accordi presenti in alcuni brani. Vere e proprie avventure nell’ambiente tonale lo portano a soluzioni che alcuni hanno giudicato forse eccessivamente complicate. Provate però a mettere sul piatto il primo disco di All Things Must Pass ed ascoltate il primo brano ( a voi la sorpresa… ma immagino che lo conosciate tutti)… più che ridondante di accordi a noi sembra un capolavoro… In “Beware of Darkness”, è praticamente impossibile, per chi non conosce il brano, immaginare in anticipo lo svolgimento della musica. Sempre il bravo Diletti, individua una chicca: la strofa è in Mi, ma l’accordo di Mi non compare mai… E poi, così come in altre songs, ecco piombare interruzioni, note insolite, strutture asimmetriche e parti lineari che improvvisamente vengono catapultate in abissi ben lontani dalla strada maestra… Continua… Maurizio Guccini