Qual è il figlio d'arte che preferisci?
A cura di Maurizio Guccini
Pubblicato il 07/06/2006
1991/2001: dopo due lustri il ricordo dell’esclusivo live-show di McCartney sul palco del Palapartenope - di Michelangelo Iossa
McCartney & lo Stivale: il rapporto tra Paul e la nostra penisola – come i lettori ben sapranno – affonda le radici nel lontano ‘giugno beatlesiano’ del 1965, salvo poi essere ‘cementato’ definitivamente solo nel 1976 con un leggendario (e controverso) live ‘wingsiano’ in Piazza San Marco a Venezia.
In seguito alla piccola grande pausa dei primi anni Ottanta – dovuta, secondo la stampa, al timore di un assassinio (il povero John Lennon offriva un temibile precedente) - Paul calca le scene italiane solamente ne 1988 in occasione della sua veloce apparizione ‘in playback’ sullo stage del Festival di Sanremo.
Chi vi scrive risparmierà qualsivoglia approfondimento in merito: basti dire, però, che le esibizioni romane e milanesi dell’ottobre 1989 (siamo in piena era ‘Flowers in the dirt’…) sono le prime autentiche testimonianze dell’atteso ritorno di Sir Paul sui palcoscenici nostrani…
In nessuno degli ambiti sin qui descritti può essere inserita l’insolita, indimenticabile e coinvolgente esibizione di McCartney su suolo partenopeo: l’assoluta atipicità della promozione pre-concerto, le scarne scenografie dello spettacolo, il profondo clima amicale e la ‘showlist’ più ricca e ‘trasversale’ degli ultimi anni di carriera del Beatle hanno trasformato il concerto del Palapartenope in uno spettacolo ‘cult’.
A dieci anni dalla storica esibizione, torniamo a parlare di questo live-act vesuviano sulle pagine di Macca Planet (che invero aveva già affrontato l’argomento in maniera sommaria) cercando di coglierne gli aspetti più divertenti e i particolari più interessanti.
In primo luogo, va ricordato che McCartney, nella prima metà del 1991, aveva raccolto la divertente ‘sfida’ – proposta dall’emittente televisiva musicale MTV – di affrontare un concerto interamente ‘acustico’; a seguito del successo riscosso dall’esperimento condotto da Macca, la possibilità di eseguire repertori ‘a spina staccata’ (o ‘Unplugged’, come recita il titolo della trasmissione televisiva nata nel fatidico 1991) diverrà addirittura moda nel circuito musicale angloamericano.
I fan britannici – assetati di bootleg non ufficiali dei concerti del nostro Paul – misero in commercio la registrazione dell’intera sequenza dei brani dello spettacolo: lo scaltro musicista di Liverpool eliminò qualsiasi proposito ‘piratesco’ dei suoi fans, ufficializzando le registrazioni effettuate da MTV e pubblicando il beffardo e delicatissimo live ‘Unplugged – The Official Bootleg’.
A seguito della pubblicazione del disco, Paul propose ai suoi promoters europei di organizzare un veloce e insolito tour in alcune città del Vecchio Continente: Barcellona, Londra, Westcliff, Edimburgo e…Napoli!
Venerdì 31 maggio 1991, la stampa campana e nazionale annuncia ufficialmente l’arrivo di Paul sul palco del Palapartenope: il 5 giugno, il teatro tenda del quartiere Fuorigrotta avrebbe accolto il Beatle per uno show in due tempi che si preannunciava assolutamente strepitoso.
In meno di cinque giorni scatta la corsa al bigliett: la MPL affida la stampa dei biglietti d’ingresso ad una tipografia spagnola: nella notte tra domenica 2 e lunedì 3 giugno, la SIAE italiana vidima eccezionalmente i quattromila tickets già stampati distribuendoli in pochissimi e fortunati punti-vendita regionali e nazionali.
Piccola curiosità: la veste tipografica iberica tradisce qualche divertente errore di trascrizione. Su tutti citiamo: ‘La legge punisque i fabricator et gli spacciator di bigliette falsi’…!
Intanto la ‘febbre da Paul’ contagia tutti.
Riportiamo di seguito alcune indiscrezioni che circolavano insistentemente nei primi giorni del 1991: Paul suonerà una versione alternativa di O Sole Mio nella seconda parte dello spettacolo; Paul & Linda incontreranno il ‘pibe de oro’ Diego Armando Maradona (reduce dalla indimenticabile conquista del secondo scudetto con il ‘Napoli’); Paul visiterà Positano, Capri e Sorrento…
La realtà dei fatti è che Macca fu artefice di uno splendido concerto: il bassista giunse all’aeroporto di Capodichino nella tarda mattinata, per riposarsi poi nel piccolo camerino piazzato nel retropalco; una breve partita a calcio con i compagni di band Hamish Stuart e Wix anticipò l’incontro con gli onnipresenti giornalisti Vincenzo Mollica e Cesare Pierleoni.
Le prove dei brani San Francisco Bay Blues e The Long And Winding Road furono accompagnate da un lungo, commosso applauso della platea, diligentemente assiepata all’esterno del Palapartenope.
Alle 21.00 Paul imbraccia la chitarra tra le urla di acclamazione del pubblico e intona il ‘classic’ Mean Woman Blues. Seguono Be Bop A Lula di Gene Vincent, la beatlesiana We Can Work It Out, la coinvolgente San Francisco Bay Blues e Every Night.
I brani di Unplugged illuminarono la prima parte dello spettacolo: da Here There and Everywhere sino a I’ve Just Seen A Face, Paul e la sua band riscaldarono i cuori del pubblico, eseguendo persino un timido accenno di O Sole Mio (le indiscrezioni avevano quasi centrato il bersaglio!) e una inedita Down To The River destinata ad arricchire poi il CD-single di C mon people del 1993.
Dietro le quinte, Paul incontra il giornalista Gianni Minà e indossa la maglia di Maradona (sic!), prima di cambiarsi nuovamente d’abito e affrontare l’attesissimo secondo tempo ‘elettrico’.
My brave Face apre le danze; un’emozionante Band On The Run lascia il campo alla dolcissima Ebony And Ivory. I Saw Her Standing There, Get Back, Coming Up, The Long And Winding Road e Ain’t That a Shame fano il resto: la gioia della platea è alle stelle!
Let It Be vede assoluto protagonista il magistrale assolo chitarristico di Robbie McIntosh e Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band – in chiusura – coinvolge il batterista Blair Cuningham e lo stesso Paul in una vorticosa e aggressiva performance strumentale.
Il saluto alla folla da parte dei sei musicisti – Paul & Linda in testa – lascia il pubblico in preda ad una incredibile e autentica commozione: Napoli ringrazia l’immenso Paul con il suo applauso interminabile, capace di catturare ‘anema e core’!
Michelangelo Iossa
Grazie alla redazione di Maccaplanet che ha concesso la pubblicazione dell'articolo