Parla Paul McCartney: "Torno con Ringo"

Intervista esclusiva all'ex Beatle mentre presenta il dvd del tour "The space within us". L'artista annuncia che sta lavorando a un nuovo disco che uscirà tra sei mesi

di GINO CASTALDO (La Repubblica _ 2 dicembre 2006

“Di sicuro salirò sul palco con Starr. Forse molto presto”

ROMA - Dica la verità, l’ha cantata When I’m 64 il 18 giugno, nel giorno del suo sessantaquattresimo compleanno? “No, in realtà me l’hanno cantata i miei figli, anzi hanno inciso un disco e me l’hanno regalato”. E lei ha resistito alla tentazione di unirsi al coro? “Sì, non l’ho cantata, ma molto probabilmente la canterò nel mio prossimo tour”. Ben detto, aspettiamo fiduciosi. In questi giorni Paul McCartney è in piena attività, musicalmente parlando, ma rimane schivo, dribblando con eleganza l’inferno mediatico scatenato dalla separazione da Heather Mills. Di solito coi giornali non parla, visto il trattamento che gli è stato riservato dai tabloid inglesi, ma per noi ha fatto un’eccezione, anche se solo per telefono. La sua voce è calda e gentile, malgrado un fastidioso raffreddore lo faccia tossire ogni tre parole. Ha appena presentato a Londra Ecce cor meum, la sua nuova composizione classica, e in questi giorni esce in tutto il mondo un nuovo dvd che documenta il suo recente tour, The space within us.

A proposito di concerti, non crede sia arrivato il momento di lanciare un bel messaggio suonando col suo antico partner Ringo Starr, l’unico rimasto della clamorosa avventura?
“Sì, lo penso, sono d’accordo, e lo è anche Ringo. Ci siamo detti molte volte di farlo, anzi, stava per succedere nell’ultimo tour di Ringo, lo scorso anno, ma non è stato possibile perché ero impegnato altrove. Però ne parliamo spesso, ci piacerebbe molto, e di sicuro succederà, forse anche molto presto”.

A rivederla suonare nel dvd non si può fare a meno di pensare all’immenso repertorio a cui può attingere. Alcune canzoni come “Eleanor Rigby” e “Yesterday” ci sono sempre, altre cambiano di volta in volta. Come decide le canzoni da eseguire?
“Mi siedo e immagino il concerto, come fossi uno del pubblico e mi domando: cosa mi piacerebbe ascoltare? Da qui viene la prima lista, poi penso a cosa m’interessa suonare in quanto performer, e poi visto che sono davvero tante le canzoni a disposizione, cerco di trovare ogni volta qualcosa che non ho mai suonato prima”.

A cosa pensa durante i concerti? Dopo tanti anni la sua disinvoltura è totale, così naturale che potrebbe anche pensare ad altro…
“O no, per prima cosa cerco di ricordare bene la canzone, per suonarla al meglio, poi guardo il pubblico, per capire le reazioni, ma qualche volta mi vengono in mente cose strane, tipo: cosa mangerò questa sera? Però è pericoloso, perché in un attimo potrei sentirmi su un altro pianeta. È bene evitare. Qualche volta mi vengono in mente i ricordi meravigliosi legati al momento in cui ho inciso la canzone che sto eseguendo. Questo mi emoziona molto”.

Cosa vede di diverso oggi negli occhi della gente, rispetto ai vecchi tempi?
“Nei sessanta erano soprattutto giovani ragazze, ora c’è un mix di tutte le età, ci sono ragazzini molto più giovani, anche di dieci anni, oppure ventenni, come allora, ma anche i loro genitori, ed è bello, è un clima caldo, familiare, e sento anche molto amore che arriva dalla platea, il che rende molto piacevole girare in tour”.

Pensa che la musica sia ancora una buona medicina per la gente?
“Assolutamente sì, lo è sempre stata e lo è ancora di più in questi giorni. Molte persone mi raccontano che la mia musica li ha molto aiutati nella vita e questa è la più grande soddisfazione, è uno dei motivi per cui è bello essere un musicista e un compositore. Aiutare la gente a connettersi sul piano emotivo”.

Da qualche tempo la sua vita privata è particolarmente tormentata. La musica è una buona medicina anche per lei?
“Sì, assolutamente. La musica è sempre un grande aiuto nella mia vita, è tutto quello che posso dire. Non voglio parlare della mia vita privata, se non per dire che ora sta andando tutto bene, ma di sicuro posso confermare che la musica aiuta, è una grande guaritrice, e sono molto fortunato ad averla. Cosa avrei fatto senza?”.

Le capita di suonare per conto suo o per gli amici?“Oh sì, spesso. Mi chiamano sempre a cantare alle feste dei bambini: è l’intrattenimento più economico che possano trovare, non costo molto, anzi non costo niente, e poi sì, suono spesso in giro per casa”.

Riesce ancora ad avere ambizioni uno come lei che ha avuto ogni sorta di riconoscimento, compreso il fatto che ha cantato in diretta “Good day sunshine” per gli astronauti in orbita?
“Quella è stata una delle più grandi emozioni della mia vita. Comunque sì, ho ancora ambizioni, soprattutto come compositore. In questo periodo mi concedo il lusso di scrivere per orchestra. È una grande ambizione, ma mi piace anche suonare per il pubblico e voglio farlo finché la gente gradirà. Mi piace anche molto la fotografia e forse un giorno farò una mostra di mie foto, ne ho di molto interessanti sui primi anni dei Beatles, foto dall’interno ovviamente, foto del nostro viaggio in India e tante altre”.

Ricorda il concerto di Roma ai Fori Imperiali come una serata speciale? Perché non ne ha fatto un dvd?
“Sì, certo che lo ricordo, è stata una serata assolutamente unica. Non abbiamo pubblicato un dvd perché non credo sia stato filmato, o perlomeno non con gli standard dovuti. Ma sicuramente metteremo insieme quello che c’è e qualcosa prima o poi uscirà fuori. È stato tutto bello, il gruppo, la gente, le ore passate a Roma, cene fantastiche, passeggiate in bicicletta, assolutamente magnifico, molto italiano”.

Sta lavorando a cose nuove?
“Sì, a due cose. Sto registrando un nuovo album di canzoni, e sono molto eccitato dal nuovo materiale. Uscirà presto, nel prossimo anno, più o meno tra sei mesi, e sto anche lavorando a una nuova opera classica, lavoro a entrambi ed è positivo perché ognuno dei due progetti mantiene fresco l’altro”.

Quando cantava nei Sessanta sembrava impossibile che il rock potesse essere una questione per sessantenni. Poi la percezione è cambiata. Si sente ancora a suo agio sul palco a 64 anni?
“Sì, mi piace ancora molto, perché mi rendo conto che piace alla gente, penso che continuerò a farlo finché piacerà. Probabilmente fino a quando avrò 94 anni. Anzi come buon augurio scriverò una nuova canzone: When I’m 104″.

(2 dicembre 2006)

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
Le vostre opinioni
Pubblicato il sabato 09 dicembre 2006 in: {BLOCK_POST_CATEGORY}

Ultimi interventi

Vedi tutti

Inserisci per primo un commento a questo articolo.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No

Anteprima del commento