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“Non leggete per divertirvi o per istruirvi. Leggete per vivere”. - G. Flaubert

Si nasce lettori, ci si immagina scrittori, si diventa bibliofili, si finisce bibliomani.
“La battaglia dei libri” ovvero questo spazio virtuale, chiamato “Bibliomania”, è aperto a chi ama, legge, scrive, vende, copia, stampa, raccoglie, colleziona, distribuisce, usa, odia, ammira, capisce, detesta, sfrutta, pensa i libri, in qualsiasi modo siano essi scritti, stampati, letti. Un luogo “virtuale”, ho detto, perché, come tutti i luoghi collettivi, anche questo è un “non-luogo”, fatto da chi pensa con la sua testa, di cose e di idee che non esistono perché appartengono a tutti, e essendo di tutti, ognuno vi si ritrova, si identifica. Un luogo dove si legge e si scrive, si dice e si contraddice, si copia e si incolla, si cerca e si trova, si crea e si pensa, si afferma e si contrasta, nulla si distrugge, tutto si trasforma, per diventare “altro”, sull’onda della comunicazione reale, elettronica, antica e moderna, veloce come il pensiero, presente nel tempo, anzi prima e dopo di esso.

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In primo piano

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"Il banchiere dei poveri"
L’autore di questo libro non è un utopista, un idealista, un sognatore, uno che lava i cervelli alla gente con le sue idee progressiste sulle quali da secoli i furbi e i politici, o forse meglio, i politici furbi, senza dimenticare gli intellettuali, ci marciano a vele spiegate, insieme anche a tanti religiosi che della religione fanno un comodo mezzo di trasporto. Se date una occhiata al suo sito scoprirete che questo signore è noto come il “banchiere dei poveri”, ha fondato infatti in Bangladesh, nel 1976, la Grameen Bank. Grameen è una banca rurale (“grameen” in bengalese significa “contadino”) che concede prestiti e supporto organizzativo ai più poveri, altrimenti esclusi dal sistema di credito tradizionale. [...]
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Dio crede nell'Uomo
Con questo suo ultimo libro “L’uomo che non credeva in Dio” Eugenio Scalfari abbraccia per la prima volta l'intera avventura della sua esistenza: a partire dalla stagione magica dell'infanzia, passando per gli anni della formazione (la scoperta della filosofia al liceo di Sanremo, compagno di banco l'amico Italo Calvino), l'educazione fascista, la scoperta della politica, le grandi scelte esistenziali. Fino all'impegno giornalistico, che dura da oltre sessantacinque anni, e al tempo lungo della vecchiaia. Ma ogni ricordo vive e perdura in funzione di una continua tensione intellettuale: l'autore non entra nelle stanze della memoria, se prima non è certo di intravedere dalla soglia il bagliore di un fuoco razionale che possa ampliare il dato autobiografico fino a farsi meditazione sulla vita, sui valori di ogni gesto compiuto. Ogni ricordo è un pensiero: perché vale la pena riordinare la vita tutta intera - con spirito geometrico, sia pur venato di scetticismo - solo se la conoscenza di sé resta il primo passo per comprendere e raccontare gli altri; per mostrare senza infingimenti quali forze, quali ambigui meccanismi regolino il vivere sociale di ogni uomo. [...]
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Una mostra sulla monnezza
Antonio Socci ha scritto una lettera aperta al ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi sul quotidiano LIBERO invitandolo ad organizzare una mostra sulla monnezza napoletana. L’idea non mi sembra affatto stupida nè provocatoria. Niente che dica, faccia o scrive Antonio Socci è mai tale. Io credo che se il ministro Bondi avesse senso della realtà ed abbastanza coraggio potrebbe raccogliere l’invito di Socci e rilanciare subito, da un punto di vista formale ed istituzionale, quanto viene detto nell’articolo. Per questa ragione lo propongo in maniera integrale e passo la palla ai lettori di questo blog/forum. Al link il libro di cui parla Socci. [...]
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Il posto dove si cura l’anima
Ancora una volta Alberto Manguel conduce il lettore nel mondo dei libri, debordante ed inesauribile come l'esperienza umana. La sua attenzione si concentra sulla biblioteca, luogo deputato a custodire e a tramandare la memoria passata. Dall'utopia di immortalità perseguita nell'antica Alessandria d'Egitto all'evanescenza dell'odierna Internet, la biblioteca, privata o pubblica, si presenta nel corso della storia come spazio di potere, di ordine, di identità, di immaginazione, di oblio, di mito, di sopravvivenza ma, soprattutto, di indiscussa libertà. [...]
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Grazie Allam
Ho comprato questo libro per soddisfare una curiosità che ha diverse facce. La prima riguarda chi l’ha scritto: Magdi Allam, conosciuto ed apprezzato giornalista di origine egiziana, naturalizzato ormai italiano, sia per cultura che per comportamenti, tanto da poter aggiungere alla sua identità addirittura il nome di Cristiano. I suoi giudizi e la sue valutazioni giornalistiche sono sempre puntuali ed ineccepibili, come lo sono i suoi articoli sul Corriere. La seconda curiosità è stata quella di vedere come la pensa un uomo che appartiene, per origine e radici, ad un’altra cultura ed un altra religione, lontana e diversa dalla nostra, anche se in fondo convergenti. [...]
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