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Biblioteche

18 Argomenti
La regina del design: la libreria
L’idea è un po’ rinascimentale: la città che diventa salotto, biblioteca, libreria. Architetti e designer pensano al cittadino come lettore e, dopo aver rivoluzionato case e appartamenti, arredano anche lo spazio urbano in funzione di un piacere molto privato. Il tête-à-tête con la parola scritta, di solito, è affare da gustare nell’intimità ed è così amato che le librerie non sono più semplici scaffali per i volumi, ma opere d’arte che occupano, se possibile, pareti intere. Sono regine della scena domestica che raggiungono dimensioni chilometriche, i loro designer vincono premi che, fino a poco tempo fa, erano riservati ai creatori di lampade, chaise longue e tavolini e il vero appassionato farebbe anche a meno della cucina, pur di accaparrarsi quindici metri di mensole.
La biblioteca è una specia di harem
Per la maggior parte della gente i libri sono soprammobili di carta. Per la minor parte, un enorme problema. Dove metterli? Come metterli? Perché metterli in un modo o nell’altro? La libreria, oltre alla distruzione del reddito, è una perenne condanna. Quando si supera la soglia dei 10mila volumi (cifra al di sotto della quale bastano due scaffali dell’Ikea con sopra l’enciclopedia I Quindici, due Simenon e il Marcovaldo), sistemare la libreria è un’arte. Heinrich Mann diceva che una casa senza libri è come una stanza senza finestre. Con troppi, però, si rischia di rimanere all’addiaccio. Fermo restando che la questione principale è lo spazio, una libreria è come un giardino all’italiana: occorrono armonia, genio e regole, prima di tutto «materiali».
"Libri senza casa"
I libri hanno una casa, come tutti gli esseri viventi. Sì, avete letto bene. I libri sono "esseri viventi". Nascono, vivono, si spengono, si raccolgono, si collocano nella mente e negli scaffali della vita di ognuno di noi, appaiono e scompaiono. Ci sono quelli che hanno una dimora fissa, grande, spaziosa, a volte lussuosa, silenziosa, tranquilla ed agiata. Altri libri, invece, vivono una vita precaria, difficile, fatta di stenti, di attese e di speranze, senza troppe illusioni, tra ingratitudini e pericoli, incomprensioni e sofferenze. Eppure, anche questi libri sono fortunati e non lo sanno. Sì, perchè ci sono libri che non hanno una casa, un tetto, un luogo, nè dello spazio nè della mente. Nemmeno uno scaffale, una semplice tavoletta in un angolo della casa ad accoglierli, custodirli per chi un giorno possa prenderli tra le mani e con essi riconciliarsi con la vita. Ora sembra che ci sia qualcuno che vuole pensare ad essi, e che ha deciso di dare una casa ai libri che non hanno casa...
La biblioteca personalizzata: Bibliostar
La Biblioteca su misura. Verso la personalizzazione del servizio sarà il tema della undicesima edizione, un tema che si ricongiunge idealmente agli assunti della "biblioteca amichevole" per svilupparsi lungo la nuova prospettiva della personalizzazione dei servizi. Inserendosi in una ideale linea evolutiva che prende le mosse dalla fornitura di un servizio uguale per tutti, per giungere ad applicare le più sofisticate tecniche di individuazione dei bisogni degli utenti, il convegno intende indicare alla comunità professionale italiana l'adozione di nuove strategie capaci di aderire con maggiore efficacia alle specifiche esigenze del singolo utente. Standardizzazione e personalizzazione rappresentano le due dimensioni di servizio che i bibliotecari sono chiamati a integrare ad un più elevato livello di consapevolezza professionale, ponendo al centro dell'attenzione non già una astratta qualità dell'offerta di servizio, ma la concreta qualità dell'esperienza che il singolo utente acquisisce e consolida nel tempo, alla ricerca di risposte che siano il più possibile rispondenti alle proprie esigenze.
"Facere bibliothecam in Domo"
Si annuncia un´estate difficile per gli habitué delle biblioteche. La "De Gemmis", ospitata nel palazzo di Santa Teresa dei Maschi a Bari vecchia, inaugurata un anno e mezzo fa, da ieri rimane chiusa nelle ore pomeridiane. «Colpa della mancanza di personale», spiega la direttrice Emanuela Angiuli. A rischio anche il cartellone di eventi organizzato sulla terrazza dello splendido palazzo per l´estate. La Biblioteca nazionale, poi, è in attesa del trasloco nell´ex Macello comunale che partirà a settembre e durerà almeno cinque mesi.
"Dell'Amicizia"
Il sette agosto 1582 il trentenne Matteo Ricci sbarcava dal galeone portoghese che in due mesi di viaggio lo aveva trasportato da Goa a Macao, passando per Malacca. Chiamato dal Visitatore delle missioni gesuitiche d'Oriente Alessandro Valignano, veniva ad aiutare il confratello Michele Ruggeri, che già da tre anni si misurava con la lingua e i classici cinesi, tentando a più riprese di entrare nel misterioso Paese, fino a quel momento impenetrabile a ogni straniero. Ricci aveva trascorso quasi quattro anni in India, dove aveva studiato teologia ed era stato ordinato sacerdote. Nell'aprile del 1578 si era imbarcato a Lisbona, dopo aver soggiornato sei mesi nel collegio di Coimbra, studiando la lingua portoghese. A Roma era stato quasi nove anni: aveva frequentato dapprima la facoltà di diritto alla Sapienza; quindi, entrato nell'Ordine dei gesuiti e finito il noviziato, aveva ricevuto la migliore educazione umanistica e scientifica al Collegio Romano.
L'elettronica in biblioteca
L'informazione elettronica nella nuova biblioteca: scenari, modelli di accesso e partner per lo sviluppo. La transizione è in pieno svolgimento: dopo i primi anni di sperimentazione l'informazione elettronica si è diffusa rapidamente nelle università, nei centri di ricerca, nelle aziende, nel mondo della sanità e degli enti pubblici, negli studi professionali.
Bibliotime e Biblioteche
Se gli obiettivi di un periodico sono quelli di contribuire all’informazione e di stimolare il dibattito sui temi che rivestono particolare interesse per i lettori, è allora ragionevole affermare che “Bibliotime”, a poco più di un anno di vita, li stia ormai raggiungendo in pieno: forse aiutata in ciò dalla dinamicità del mezzo, e forse anche perché il mondo bibliotecario italiano, sempre più immerso nell’informazione digitale, attinge con crescente naturalezza alla pluralità delle risorse elettroniche, fra le quali le riviste online rappresentano una fonte organizzata e significativa di notizie e di dati.
Sapete cosa sono i "palinsesti"?
I palinsesti sono, nella maggior parte dei casi, manoscritti medievali vergati su fogli di pergamena di reimpiego, dalla quale è stata erasa o lavata via la scrittura. La pergamena era un materiale costoso, pertanto i libri vecchi venivano sacrificati. Comunque tracce della vecchia scrittura sono rimaste visibili in percentuali più o meno alte. Per secoli i segreti dei palinsesti hanno affascinato gli studiosi, per la loro importanza in vari campi del sapere. Nel XIX secolo furono i sussidi chimici a essere impiegati per decifrare i testi scomparsi. Spesso tuttavia l'uso delle sostanze chimiche ha prodotto danni irreversibili.
"La Biblioteca Digitale Italiana"
Il Ministro Urbani e il Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie Lucio Stanca hanno presentato il Portale Internet Culturale realizzato nell'ambito del progetto "La Biblioteca Digitale Italiana ed il Network Turistico Culturale" della Direzione Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali . Un nuovo canale d'accesso ai cataloghi del Sistema Bibliotecario Nazionale e alle collezioni digitali degli istituti culturali italiani.
2015: odissea nelle biblioteche mediche
La diffusione di internet ha trasformato il modo in cui le biblioteche forniscono servizi informativi e ha creato delle alternative concrete al loro stesso utilizzo. Cosa succederà alle biblioteche mediche nei prossimi decenni? Cerca di prevederlo un lungo articolo apparso sul prestigioso New England Journal of Medicine. Oggi la maggior parte delle biblioteche mediche sono all’interno di ospedali o strutture accademiche. Il loro scopo primario è fornire informazioni per supportare trattamenti, educazione e ricerca portati avanti all’interno dei singoli istituti. Queste necessità sono destinate a durare nel tempo, e quindi andranno comunque soddisfatte: il problema è come, e dove?
La Biblioteca diventa Babelteka
Da circa un anno e’ stato lanciato su web il Distributed Library Project (D.L.P.), un sistema di scambio librario realizzato in software libero che intende trasformare ogni cittadino-lettore in un bibliotecario della porta accanto. Il progetto, già operativo in diverse città del mondo, mira infatti a rendere pubbliche le biblioteche domestiche distribuite a milioni sul pianeta. Collegandosi al sito, chiunque può mettere a disposizione liberamente qualche opera della propria libreria. In questo modo, secondo i promotori del progetto, si potrà realizzare rapidamente una biblioteca pubblica di dimensioni babeliche. Il sogno che inseguono gli sviluppatori di D.L.P. è, insomma, quello di realizzare una grande rete libraria comunitaria, che renderà disponibili alle richieste di prestito i miliardi di libri che giacciono, spesso inutilizzati, negli scaffali delle abitazioni private. Il tutto, naturalmente, grazie alla capacità connettiva di Internet.
Leggere in biblioteca al tempo della rete
Si comunica che da oggi è in linea il sito del convegno delle Stelline 2005 "LE TECHE DELLA LETTURA: leggere in biblioteca al tempo della rete" (Milano, 17-18 marzo) dove è possibile consultare il programma e trovare altre informazioni utili. Dal sito è possibile inoltre iscriversi compilando un'apposita scheda di adesione. A questo proposito si ricorda che la partecipazione al Convegno è gratuita, ma è necessario far pervenire la propria iscrizione anticipatamente (entro il 14 marzo). Vi aspettiamo, come sempre, numerosi.
The WWW Virtual Library
La Virtual Library è il più antico catalogo del web fondato da Tim Berners-Lee che fu anche l’inventore del linguaggio html e del web stesso. Diversamente da altri cataloghi commerciali, questa biblioteca è gestita da volontari i quali compilano le pagine di links e sono specialisti nelle varie aree di competenza.
La biblioteca rinata dalle ceneri
Otto milioni di volumi, sale interattive, sette istituti di ricerca, un planetario e strutture e materiali per disabili nella “nuova” biblioteca di Alessandria d’Egitto.
BIBLIOTECHE E FRUIZIONE PUBBLICA
Per leggere i libri antichi, per non dire dei manoscritti, ci sono due modi: o si va in biblioteca o si comprano gli originali. Gli originali hanno oramai raggiunto prezzi stratosferici». «Rimangono le biblioteche, ma ci sono manoscritti così rari che li fanno vedere solo a uno che si chiami (o si chiamasse) Panofsky o Gombrich», «mentre ogni buona biblioteca può avere il facsimile».
Biblioteche e giardini
Basta possedere un giardino e una biblioteca per conoscere la felicità completa: un saggio l'ha detto e forse sentito direttamente (il saggio non afferma niente che non abbia vissuto). Ma che cosa si deve intendere con l'espressione "felicità completa"? La massima non precisa, giustamente, questo significato, perché il suo contenuto è soggettivo. È l'individuo che giustifica, apprezza e fa proprie le tesi proposte, secondo la sua disponibilità spirituale, le sue convinzioni, la sua sensibilità.
BIBLIOTECHE SENZA CONFINI
E’ stato pubblicato il primo Rapporto sulle Biblioteche Italiane curato l’Associazione Italiana Biblioteche. La conoscenza e la formazione culturale possono essere le garanzie per la libertà dell’individuo e gli strumenti per crescere e progredire personalmente e socialmente. La lettura è lo strumento essenziale della conoscenza. Ma, come risulta da un recente studio sulle nuove generazioni, il 66% dei giovani italiani (tra i 14 e i 18 anni) legge solo un libro all’anno.

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