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Biblioperchè
79 Argomenti
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Conoscete l'effetto "random"?
- Una parola inglese ibrida, nel senso che dà un brivido come quello della vita. In italiano alcuni dicono “randomizzare”. In effetti tutta la nostra vita è sotto l'effetto "random": si nasce per caso, molti vivono a caso, si finisce per caso. E' il caso di dire: sappiamo tanto e tutto, senza sapere niente. A Napoli si dice, per aiutarsi a vivere: "faccimmece fessi!" Proprio così, è l'effetto "random" che ci fa "fessi". Il titolo del libro di cui sto per parlare “Perchè proprio a me?” pone una domanda alla quale solo l’effetto “random” può rispondere. L’autrice, comunque, risponde raccontandoci abilmente come nè è uscita viva ed anche perchè. Ma il suo iniziale “perchè a me”, resta inevaso.
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Manuale di autodifesa intellettuale
- “La prima cosa che dovete fare, è prendervi cura del vostro cervello. La seconda è tirarvi fuori dall'intero sistema di indottrinamento. Giungerà allora un momento in cui diventerà un riflesso naturale leggere la prima pagina del L.A. Times e riuscire a cogliere a colpo d'occhio le bugie e le distorsioni, un riflesso far rientrare tutto ciò entro una sorta di quadro razionale. Per arrivarci, dovete ancora riconoscere che lo Stato, le aziende, i media e così via vi considerano come nemici: il vostro compito è quindi imparare a difendervi. Se disponessimo di un autentico sistema educativo, esso includerebbe corsi di autodifesa intellettuale”. Questa breve citazione del più celebre linguista moderno, Noam Chomsky, apre l’introduzione a questo manuale utile all’esistenza della vita contemporanea. Ce ne sono anche altre come ad esempio questa di Poincarè: “Dubitare di tutto o credere a tutto sono due soluzioni altrettanto comode che, l'una come l'altra, ci dispensano dal riflettere”. Oppure ancora questa di Goya, famosa “Il sonno della ragione genera mostri”. Insomma un manuale di autodifesa per chi si ostina ancora a far funzionare il proprio cervello, e così intende continuare a fare ben sapendo che è destinato a soccombere.
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Lettera a D.
- Un ragazzo di 14 anni, si e’ suicidato ieri a Ischia. I genitori del ragazzo, che vivono a Lacco Ameno, avevano allertato le forze dell’ordine per la sua scomparsa; poi la scoperta del corpo dell’adolescente, che si era impiccato a un ramo di un albero in appezzamento di terra poco lontano dalla sua abitazione. Secondo la madre la delusione di D. era legata a una fama di “secchione” e dal voler frequentare il liceo anche nei giorni di sciopero. Non era stato votato dai suoi compagni quando si e’ candidato a rappresentante di classe. La salma del ragazzo e’ stata trasportata a Napoli per l’esame autoptico disposto dal magistrato che vagliera’ anche le testimonianze di docenti e studenti del liceo.
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Sempre di più. E sempre più vecchi.
- Sempre di più. E sempre più vecchi. Questo il profilo della popolazione italiana uscita dalle stime dell'istat, rese pubbliche oggi. La crescita totale della popolazione, data dalla somma delle componenti del saldo naturale (0,1 per mille) e del saldo migratorio (3,9 per mille), e' dunque stimata positiva anche per il 2006 e dipende quasi per intero dalla dinamica migratoria. Nel corso del 2006 la popolazione residente sul territorio nazionale cresce di oltre 235 mila unita', pari a 4,0 per mille abitanti, avvicinando molto la soglia dei 59 milioni di abitanti.
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Il diritto di scegliere
- Questo post va nella categoria "biblioperchè" perchè nella domanda è intrinseca la risposta: perchè scegliere? Perchè sul diritto di scegliere poggia la libertà dell'Uomo. La tesi di fondo di questo libro è la seguente: per la maggior parte di noi, poter scegliere – e dover fare scelte – è diventato e continuerà a essere il fattore che più influenza al tempo stesso le nostre vite private e la nostra cultura prevalente. Anni fa mi colpì improvvisamente l'idea che essere "moderni" significhi essere in grado di scegliere. Gran parte di noi che viviamo nel mondo sviluppato, in particolar modo negli Stati Uniti, abbiamo a disposizione un ventaglio di scelte molto più ampio di quelle di cui potevano disporre i nostri predecessori appena cento anni prima, sia nelle decisioni prese giorno per giorno sia in quelle che riguardano l'indirizzo da dare alla propria vita. Ma in fondo va ricordato che tutto nasce da quel "libero arbitrio" che ci fa arbitri e giocatori di noi stessi sul campo della vita.
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Lasciar morire un uomo?
- La richiesta avanzata da Piergiorgio Welby al presidente della Repubblica, nella lettera del 22 settembre scorso, di poter essere aiutato a morire in quanto riteneva le condizioni di malattia in cui si trovava per lui non più accettabili, ha scatenato un dibattito e ha prodotto decisioni istituzionali che hanno disvelato una situazione quantomeno confusa riguardo alle dimensioni etiche e giuridiche delle scelte di fine vita. La decisione di Welby di agire in collaborazione con un medico coraggioso e responsabile, Mario Riccio, per affermare il proprio diritto costituzionale di rifiutare il trattamento che lo teneva in vita, ha reso palesi le contraddizioni e le incertezze normative. Nonché i tentativi di inquinare ideologicamente il dibattito, magari camuffando l'operazione dietro argomentazioni coerenti su un piano logico-formale.
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Odiano i libri ed amano la tecnologia
- Chi? Le nuove generazioni. La ricerca di cui si parla qui di seguito non dovrebbe suscitare molta meraviglia a chi conosce sia i libri che le nuove tecnologie della comunicazione. Il sapere, anzi i saperi, hanno perso gran parte del loro monolitismo di un tempo, blocchi di conoscenza da affrontare uniformemente in profondità, spesso a grande profondità, all'interno di realtà individuali che si elevavano, ieri come oggi, anche a distanza di millenni, mostri del sapere e della conoscenza difficili da fronteggiare e digerire. Il sapere di oggi, a causa e per mezzo dei nuovi strumenti comunicativi, risulta frantumato, spezzettato, miniaturizzato, ridotto in pillole, facile da conoscere, gestire e digerire. Saperi che si sono semplificati, ma non banalizzati. Sono sì leggeri, ma non inconsistenti. Possono essere molto più facilmente capiti e conosciuti. Ma la nuova difficoltà consiste nel fatto che i pezzi di questi micro-saperi sono tutti interdipendenti, associati, collegati ed interattivi: l'uno presuppone l'altro, ognuno vive per sè nella misura in cui l'altro è presente ed agente. Ecco perchè i giovani non scelgono e non amano i libri. I libri sono monoblocchi di sapere, non facilmente gestibili, sia dall'interno che dall'esterno. Non sono interattivi se non si sa come usarli e perciò non attirano l'attenzione e l'interesse. I mezzi di comunicazione che le nuove generazioni preferiscono sono invece, attivi, vivi, perciò interattivi, collegabili, flessibili, interscambiabili, deformabili, duttili, soddisfano esigenze e bisogni che il libro non può dare così come è fatto.
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Islam e democrazia: la paura della modernita'
- Gharb, la parola araba che traduce Occidente, indica anche il luogo dell'oscurità e dell'incomprensibile, che mette sempre paura. Gharb è il territorio di ciò che è strano, straniero (gha-rib). Tutto ciò che non capiamo ci fa paura. "Essere estraneo, straniero" in arabo ha una connotazione spaziale molto forte, essendo gharb il luogo dove il sole tramonta e dove l'oscurità incombe. È in Occidente che la notte addenta il sole e lo inghiotte; quindi tutte le cose più terrificanti sono possibili. È là che la gharaba (stranezza) ha preso dimora.
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"La tradizione orale: la letteratura degli analfabeti"
- Questa notizia trova spazio nella sezione "biblioperchè" perchè, appunto, vuole dare una risposta a chi crede che la letteratura sia sempre e solo quella alta, colta, erudita, per pochi eletti, lasciando fuori i molti nella loro ignoranza e nel loro isolamento. Ma, a mio parere, la cultura è anche oralità dalla quale discendono poi tutti gli altri modi per comunicare. La lingua è il veicolo naturale e originario delle parole che sono fatte di suoni, intonazioni, sospiri, lamenti, implorazioni, urla, gemiti e fremiti che danno vita alle idee.
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Ma la Bibbia non è il Corano
- Il problema dell'insegnamento della religione è molto diverso da religione a religione. Per il cristianesimo, che ha prodotto la civiltà moderna e che possedeva fin dall'origine il concetto che il fatto rivelato era esprimibile in forma razionale, l'idea dell'insegnamento laico della religione va in qualche modo da sé. La religione non è solo un corpo dogmatico, è anche una spiegazione del mondo; e lo stesso evento rivelato può essere espresso in modo storico e critico perché non è solo un dono divino, ma anche un'azione umana. Questo doppio elemento è nel cristianesimo legato alla stessa figura centrale di Gesù, per i cristiani vero Dio e vero uomo. Perciò è dunque possibile che l'esposizione del cristianesimo non sia un fatto di esclusiva competenza della Chiesa che avviene nelle sedi a ciò deputate, ma può essere affidato anche a istituzioni pubbliche.
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L'Urlo: perchè?
- Il quadro di Eduard Munch che riproduce l'urlo mi ha sempre affascinato per la sua mobilità, il suo realismo, la sua imprevedibilità. La mobilità sta tutta nelle sue forme senza forme. Se lo guardi in momenti diversi e in sequenza, scoprirai che non è mai lo stesso. Si dilata, si allunga e si distende all'infinito in maniera sempre contrastante. Il suo realismo è tanto reale e soggettivo che diventa chiaramente ossessivo nella sua ripetitività modulare e cadenzata, quasi lo tocchi con mano perchè lo senti nella tua mente. Senza dubbio è imprevedibile perchè non sai da dove viene, come nasce e si sviluppa, ma sopratutto non sai come finirà, fin dove quell'urlo sarà in grado di arrivare e a chi. Senza nemmeno chiedersi poi il perchè di tanto urlo: follia, rabbia, dolore, invocazione, epifània di un accadimento senza una identità precisa? Interrogativi che devono restare senza risposte perchè la domanda già la contiene e la mantiene nella sua perfetta drammaticità.
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Un popolo di creduloni?
- Se tutti conveniamo che la vita è un gran mistero, nel senso che sappiamo ben poco da dove veniamo e dove andiamo, mi sembra umano cercare di capire la nostra presenza qui su questa terra, penetrando nei meandri del labirinto della vita e della morte, leggendo il nostro futuro in termini di destino e di avvenire. E' ciò che dalla notte dei tempi, tutti gli uomini hanno fatto in tutte le lingue e in tutti i modi senza però venirne a capo granchè, a dire il vero. Eppure dalle nostre parti, nel nostro Paese, intendo, un Paese moderno, occidentale e avanzato come si suol dire, abbondano ancora quelli che altrove vengono chiamati "stregoni". Intendiamoci, non vogliamo offendere nessuno, tutti sono liberi di leggere la mano o i numeri o il cielo o gli astri per leggere il futuro. L'importante è che nessuno si prenda troppo sul serio per quello che questi "esperti", altrimenti detti "stregoni", fanno e dicono, e noi creduloni volontari o no, ascoltiamo e ... paghiamo. Ecco una precisa e dcumentata inchiesta in merito.
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La moda e le mode
- Le diverse strategie che coinvolgono creativi, stilisti, psicologi ed esperti di marketing. Ma a volte le idee arrivano dalla strada. Il ruolo della tv. La semplicità oggi è il solo modo per farsi notare. Perché Monica porta i tacchi altissimi a rischio di slogatura e l’ombelico al vento, che sottozero garantisce il raffreddore? E come mai Andrea indossa i pantaloni a paracadute con il cavallo sotto al ginocchio? Per quale motivo lei ha sulla nuca una cresta colorata e lui esibisce ciuffi di capelli lucidi di lacca? Dove sta scritto che per camminare lui debba sollevare due carri armati e lei sia costretta alla tortura delle punte che le serrano i piedi in una morsa? E come si spiega che entrambi abbiano scelto lo stesso zaino scolastico con il marchio di un canale televisivo dedicato alla musica? Questione di moda. E allora che cos’è la moda? E chi la stabilisce?
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Obbligo di leggere, obbligo di scrivere
- Chi ha la presunzione di scrivere deve anche avere l'obbligo di leggere. Non è la stessa cosa il contrario. Chi legge, cioè, può anche astenersi dallo scrivere. Ne consegue, pertanto, che è sempre bene leggere se si vuole scrivere e sopratutto essere letti. Insomma la lettura e la scrittura sono meccanismi connessi e interdipendenti.
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Una crociera che vi consiglio di non fare!
- Una crociera che vi consiglio di non fare. Un uomo e una donna si accingono a entrare in un ascensore. Sono giovani: lei attraente, lui interessante. Entrambi hanno in mano quella che sembra essere una rivista ma che poi si rivelerà essere il catalogo di una famosa società di navigazione che organizza crociere per il mondo. Una società che, a mio modesto parere, ha commissionato il più stupido e volgare spot commerciale che sia stato mai girato e che da qualche settimana gira su tutte le televisioni italiane.
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Foglie non fogli: scrittori per le foreste
- Le foglie degli alberi sono come le pagine dei libri. Le pagine dei libri sono come le foglie degli alberi. L’idea della natura e l’idea della scrittura si incontrano sui sentieri del mondo, percorrendo le pagine dei libri. Il mondo della comunicazione, del pensiero, della scoperta, della ricerca, tutti i pensieri del mondo sul foglio di un libro, tutta la natura del mondo sulla foglia di un albero. Un pensiero che si rinnova ogni qualvolta che si gira la pagina di un libro. Una natura che si rinnova ogni qualvolta una foglia cade da un albero. Ma per fare i fogli dei libri non dobbiamo abbattere gli alberi perché altrimenti sia le foglie che i fogli sono destinati a scomparire dalla faccia della terra. Questo è il senso dell’operazione lanciata da “Greenpeace” e da tanti scrittori in difesa della natura, per una editoria che non distrugga gli alberi e che faccia rifiorire sempre le foglie affinché possiamo continuare a girare le pagine dei libri e conservare i pensieri di chi legge e di chi scrive.
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Il perché della nostra vita
- Perché viviamo? Ha senso porsi questa domanda oggi, in una società che ha celebrato la fine di tutte le ideologie, tranne quella del consumo e che vive nel presente, dell’immediato, ponendosi solo fini a breve termine, come la redditività o la competitività? Nell’epoca della globalizzazione siamo incapaci di rispondere a domande come: a che cosa serve la conoscenza? E lo sviluppo economico? A cosa il potere? Troppo spesso questo silenzio lascia spazio a risposte selvagge che nessuno riesce a controllare né tanto meno il povero bibliomane che affoga nel mare magnum della sua sete di sapere e scopre che più sa e più sa di non sapere.
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L'11 settembre in una poesia di Orazio
- Seamus Heaney, lo scrittore irlandese premio Nobel per la letteratura nel 1995, ha scritto che in un'ode di Orazio di circa 2000 anni fa, c'è una possibile risposta sulla morte "che giunge dal cielo" e che distrusse le torri gemelle a New York e cambiò il corso della storia del mondo moderno. Il suo scritto è pubblicato in un libro che vedrà la luce in occasione dell'anniversario dell'11 settembre.
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“Ground Zero”
- Arrivammo a “ground zero” prendendo un enorme cab giallo guidato da un giovane tassista nero che sembrava parlasse a se stesso ed invece colloquiava attraverso l’auricolare con qualcuno chissà dove. Parlava di donne, di cibo, di abitudini non condivise, di soldi che doveva avere. Di tanto in tanto si voltava e ci diceva dove eravamo: i ponti, i grattacieli, il palazzo delle Nazioni Unite, il traffico. Tutto detto in una lingua che non era inglese, né americana, né africana o creola, ma che aveva sapore e significato anche per chi, come mia cugina, di inglese non ne sapeva nulla. Bastava usare la fantasia. Quando arrivammo in zona, accostò e disse: “This was the spot”, questo era il posto.
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“1776” di David McCullough
- Un libro che è stato per molti mesi nella lista dei best sellers del NYT. La storia umana di quegli uomini che marciarono a fianco del generale George Washington nell’anno della Dichiarazione di Indipendenza, allorquando l’intera causa dell’Indipendenza americana era legata ad un filo senza il quale tutte le speranze di vittoria sarebbero stare cancellate e i nobili ideali presenti nella carta della Dichiarazione stessa sarebbero rimasti solo parole scritte.
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