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Il nemico viene dal cielo: 20 Anni da Chernobyl
Ricordo quel giorno allorquando sembrò che il cielo fosse diventato il nemico numero uno dell'uomo e della sua umanità. Temevamo che la pioggia radioattiva potesse cadere con le sue scorie sulla nostra frutta, sulla verdura, sui nostri campi coltivati, sulle nostre acque, sul nostro mare. Temevamo il vento dell'est, che portasse le scorie avvelenandoci tutti, destinandoci ad una morte lenta ed inaspettata. Allora c'era ancora il Muro. Infinite e veementi furono le maledizioni inviate a quella parte del mondo dal quale quello stesso muro ci divideva ideologicamente e divideva il mondo in due. Tutte e due le parti, comunque, si ritrovavano sotto lo stesso cielo, un cielo dal quale proveniva il pericolo e sembravano dovere condividere lo stesso destino nucleare di una fine annunciata e prevista ma sfuggita dalle mani di politici e tecnici che avevano osato sfidare il cielo.
2006-2026: Tre Mondi e Sedici Scenari
Sta per iniziare un nuovo anno. Vi propongo un gioco e vi invito ad immaginare quello che sarà il nostro pianeta tra venti anni, nell’anno 2026. Questo articolo vuole ipotizzare il futuro in tre Mondi e Sedici Scenari. I sedici temi che riguardano la vivibilità, la genetica e la sostenibilità con i quali viaggeremo tra realtà e fantasia. Quest’ultima, si sa, è sempre anticipatrice della prima, se non in tutto, almeno in parte. I tre mondi di cui parliamo sono: Mondo 1: quello che riguarda il mondo della tecnologia dei paesi tecnologicamente più avanzati. Mondo 2: una realtà che include la Cina, l’India, la Russia, il Brasile, l’Indonesia ed altri piccoli paesi. Il Mondo 3 è formato dai paesi più poveri, in gran parte paesi dell’Africa, e paesi come Haiti e Afganistan.
Io appartengo alla “generazione fortunata”
Non sapevo di appartenere ad una generazione fortunata. Mi riferisco a quella dei nati tra 1935 e il 1955. Ora lo so grazie a questo libro appena uscito. Un libro dedicato a chi ha diversi “anta”, ma senza malinconie o tristezze, ben sapendo che i sogni finiscono sempre all’alba e che tutta la vita è fatta di tante albe che rinnovano l’esistenza. Come ben dice qualcuno, la vita è fatta di sogni e i sogni aiutano a vivere. Coloro che hanno avuto la fortuna di nascere in questo ventennio, allora, hanno avuto a disposizione opportunità storiche e private di costruirsi un’esistenza ricca di conquiste positive e radicali. “Progetti personali, sogni come ideali collettivi, sogni come ottimismo sulle sorti dell’umanità e sul contributo che noi, ciascuno di noi, avremmo potuto dare”, così si esprime l’autrice. E’ vero, c’entro anche io. Cinquantenni e sessantenni che abbiamo avuto il sogno di cambiare il mondo, partecipando attivamente alla vita democratica, dopo le dittature e gli orrori.
Le inevitabili sorprese del "Mondo Nuovo"
«Nei prossimi 20 anni, grazie alla medicina rigenerativa, basata sulle cellule staminali, cureremo gran parte delle malattie, comprese quelle neurodegenerative, o le rallenteremo fino a renderle innocue per l’organismo. Ma soprattutto vivremo più a lungo, molto più di quello che si possa immaginare». Quanto a lungo? «Credo che i nostri figli vivranno anche un paio di secoli. Diventerà possibile frenare i processi di invecchiamento a livello cellulare, dei quali cominciamo già a conoscere i meccanismi, per rimanere giovani per un tempo lunghissimo. I primi esperimenti sono stati positivi».
Il mondo duemila anni fa: "Expositio totius mundi"
Avere tra le mani un libretto del genere è come vivere e rivivivere indietro nel tempo, attraverso parole nuove perchè antiche, eppure diverse e moderne, perchè esprimono pensieri che ormai appartengono al tempo assoluto e a chi in quei tempi visse visitando quei luoghi che oggi ci sopravvivono ma che appartennero ad altri.
“Se l’inverno è qui, può la primavera essere lontana?””
Così si chiedeva il poeta inglese Percy Bysshe Shelley nella sua famosa poesia “Ode al vento d’Occidente”. Possiamo ben sperare da un interrogativo del genere, tipico esempio di pensiero positivo, perché sappiamo che, per quanto duro, lungo e sofferto possa essere un inverno (e quello appena trascorso lo è stato davvero!), è comunque destinato a finire e a dare spazio alla primavera. Una speranza certa, quindi, che aiuta gli esseri umani a continuare a vivere. Possiamo di nuovo seminare per crescere e rigenerarci. Senza semina non c’è vita, e saremmo tutti inevitabilmente destinati a morire.
E Palladio inventò la villa
Fu Palladio il vero inventore della villa moderna, colui che riuscì ad armonizzare esigenze funzionali, strutturali ed estetiche, tanto che i suoi modelli, da lui spiegati nel Trattato di architettura del 1570, sono stati imitati e riproposti per secoli nel Veneto. Dalle ville palladiane a quelle regie del Settecento, dai villini liberty fino alle recenti riletture di Carlo Scarpa, la mostra vicentina permette appunto di compiere un affascinante viaggio in questo passato grazie alle centinaia di opere d'arte esposte, provenienti da più di cinquanta musei di tutto il mondo: dipinti di Veronese, Tiziano, Guercino, Jacopo Bassano, disegni di Raffaello, Giulio Romano, Peruzzi, Canaletto, Tiepolo e Palladio, ma anche mosaici e affreschi romani, manoscritti medievali e rinascimentali, incisioni, mappe e libri rari, modelli architettonici originali o eseguiti appositamente per la mostra descrivono perfettamente la struttura e la filosofia della villa veneta. A Vicenza, una mostra sull'architettura neoclassica. Un fenomeno artistico esportato in tutto il mondo, capace di influenzare anche le dimore coloniche degli Stati Uniti e della stessa Casa Bianca.
Quando è nato il primo fumetto?
La domanda che sorge spontanea ogni volta che si affronta la storia del fumetto è: quando è nato il primo fumetto? Per rispondere, anche approssimativamente, a una domanda del genere (è un po' come chiedere quand'è nato il primo racconto illustrato o il primo graffito murale), bisognerebbe mettersi d'accordo su un piccolo dettaglio: cos'è un fumetto? Il termine italiano "fumetto" è un po' fuorviante perché si riferisce solo a un elemento particolare di questo linguaggio: le nuvolette dei dialoghi. Di questo artificio grafico si può anche tracciare la storia, che va dalle scritte accanto alle figure dei vasi greci ai "papiri" di parole dei quadri medievali, e infine ai "palloncini" (o balloons) delle vignette inglesi del Settecento.
Il futuro del libro
Davvero il libro, cosi’ come e’ fatto oggi, e come e’ stato dalle sue origini, rimaste piu’ o meno immutate, e’ destinato a cambiare non solo la faccia ma anche il modo con il quale trasmette i suoi contenuti? La diffusione degli e-book, delle piattaforme di linkaggi integrati e di tutti gli altri sistemi prossimi futuri sembrano essere soltanto dei preavvisi sulle grandi trasformazioni in atto nel mondo della comunicazione e dell’editoria in particolare. Il brano che qui di seguito vi proponiamo parla, appunto, di “pillole-libri” uno dei tanti modi nei quali grandi scrittori si sono cimentati nel prevedere il futuro del libro. Sabastiano Vassalli, nel suo romanzo “3012” uscito da Einaudi nel 1995, ne da’ una descrizione che merita di essere fatta conoscere e che non ha nulla di utopistico, a ben vedere
L'ITALIA DEL '700 NEL GRAND TOUR DI THOMAS JONES

Pubblicata da electa la prima traduzione italiana del 'diario' Thomas Jones o il disagio della modernita'. La figura del grande paesaggista inglese (1742-1803) viene riproposta nella prima traduzione italiana commentata del suo celebre 'Diario' del Grand Tour, pubblicato da Electa e che sara' presentato domani a Roma dalla curatrice Anna Ottani Cavina e dal soprintendente Claudio Strinati. L'opera, intitolata 'Viaggio d'artista nell'Italia del '700. Il Diario di Thomas Jones' puo' a ragione essere considerata una vera e propria monografia dell'artista ed affianca al testo ironico ed elegante, ben lontano dai reportage tradizionali del viaggio in Italia, anche un'ottantina di riproduzioni dei dipinti, egualmente non convenzionali, che il pittore realizzo' durante le permanenze a Roma e a Napoli.
I 40 anni della MINIGONNA

Via i cappotti, via i maglioni, via i guanti e i pantaloni pesanti...un benvenuto alle t-shirt, ai pantaloncini e alle gonne corte... ed è proprio delle gonne corte che vi vogliamo parlare...le cosiddette minigonne ! La prima ad indossarne una fu la top model diciasettenne Twiggy nel lontano 1964. Mary Quant, la stilista inglese considerata la madre della minigonna, diceva che "Le vere creatrici della mini sono le ragazze, le stesse che si vedono per la strada".
Censura in Internet: ricordiamoci del 10 settembre

di Julien Pain *
L'esplosione di episodi di terrorismo ha sconvolto l'ordine mondiale ed ha avuto delle ripercussioni dirette sul mondo di Internet. Per tentare di proteggere i loro cittadini, le democrazie hanno a poco a poco limitato le libertà individuali. Così, anche in paesi abitualmente rispettosi della libertà di espressione negli ultimi tre anni si sono rapidamente sviluppate una serie di leggi liberticide, come quelle che consentono di mettere sotto sorveglianza le comunicazioni elettroniche o di censurare i siti.
L'Inquisizione

Il volume “L’Inquisizione” è stato presentato nei giorni scorsi durante una conferenza presso la sala stampa vaticana. Sono intervenuti i cardinali Roger Etchegaray, già presidente del comitato per il giubileo del 2ooo; Jean-Louis Tauran, archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa; Georges Cottier, pro-teologo della Casa Pontificia; ed il prof. Agostino Borromeo, curatore del volume,secondo il quale “vi è motivo di sperare che la sua pubblicazione rilancerà il dibattito intellettuale sull’argomento e stimolerà nuove ricerche”.
Ulisse a Dublino

A Dublino, sulle orme di Joyce. Nella capitale irlandese ogni anno, il 16 giugno, si festeggia il Bloomsday, una giornata dedicata al ricordo dell'epico viaggio di Stephen Dedalus e Leopold Bloom descritto nell'Ulisse di James Joyce. E la notte…

Immaginate di fare un tuffo nel passato e trovarvi improvvisamente in un romanzo di James Joyce. E poi immaginate di camminare per strada e vedere attorno a voi i protagonisti dell’Ulisse, il celebre romanzo dello scrittore irlandese, banchetti improvvisati, letti a baldacchino e persino lo stesso Joyce che passeggia al vostro fianco… A Dublino, in Irlanda, tutto questo succede ogni anno, il 16 giugno, nel Bloomsday, un giorno magico, in cui si ricorda l’epico viaggio attraverso le vie della città di Stephen Dedalus e Leopold Bloom nel 1904, di cui si parla nell'Ulisse. Una ricorrenza che è diventata una tradizione per gli amanti di questo scrittore, che arrivano nella capitale irlandese da tutte le parti del mondo per assistere alle letture, rappresentazioni teatrali e improvvisazioni per strada di scene tratte dal romanzo.
D-Day
Il 6 giugno è il D-Day in Europa. Una storia di segreti, di sangue e di...lingua. Il temine D-Day viene usato genericamente dai militari per indicare semplicemente il giorno in cui si deve iniziare un attacco o una operazione di combattimento, ma viene spesso usato per riferirsi allo Sbarco in Normandia del 6 giugno 1944, che segnò l'inizio della liberazione dell'Europa continentale dall'occupazione tedesca durante la seconda guerra mondiale.
"Desiderata"
“Manoscritto del 1692 trovato a Baltimora nell'antica chiesa di San Paolo”. Questa poesia ha una storia che è degna di essere conosciuta. L’autore è Max Ehrmann, poeta e avvocato dell’Indiana, USA, che visse dal 1872 al 1945. Si dice che l’abbia scritta nel suo diario con l’ambizione di lasciare ai futuri lettori qualcosa che fosse di insegnamento.
Bibliofuturo
Appunti per una cronaca prossima ventura

Il telefono ha creato una rete di contatti tra persone. Internet ha creato una rete di contatti tra persone e informazioni. La prossima "rete" metterà in contatto cose con cose. Alcuni esempi? Le macchine che guideremo inizieranno a parlarsi tra di loro. "Non è che mi stai venendo addosso?"; "C'è una macchina in arrivo dietro quella curva?"; "Attenzione alla buca, alla chiazza di olio".
Bibliowebmania
Navigando in rete mi sono imbattuto in questo articolo che riproduco integralmente perché pertinente ed attuale: da Babele a Pentecoste.
Quando si scrivono e si stampano i libri
“Una Proposta Immodesta”

di Joseph Brodsky, (1940-1996), premio Nobel per la letteratura nel 1987, è il titolo di questo suo famoso discorso nel quale ricalcava l'altrettanto famosa satira di Jonathan Swift “Una Modesta Proposta per far sì che i bambini non siano un fardello ai loro genitori”.

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