Progetto Gutenberg >/I>Il Progetto Gutenberg è senza dubbio una delle più note e vaste collezioni di testi elettronici presenti su Internet. Non solo: è anche stata la prima. Le sue origini, infatti, risalgono al lontano 1971, quando l’allora giovanissimo Michael Hart ebbe la possibilità di accedere al mainframe Xerox Sigma V della University of Illinois. Hart decise che tanta potenza poteva essere veramente utile solo se fosse stata usata per diffondere il patrimonio culturale dell’umanità al maggior numero di persone possibile. E digitò manualmente al suo terminale il testo della Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti.Nel giro di pochi anni il progetto Gutenberg, nome scelto da Hart in omaggio all’inventore della stampa, le cui orme stava ripercorrendo, attirò decine e poi centinaia di volontari, che iniziarono a contribuire all’obiettivo individuato dal fondatore: raggiungere i diecimila titoli entro il 2001. Per lungo tempo l’iniziativa ha anche goduto dell’esiguo supporto finanziario e logistico di alcune università, supporto che è venuto a mancare nel dicembre 1996. Nonostante il periodo di difficoltà, Michael Hart non si è perso d’animo; anzi è riuscito a potenziare ulteriormente la sua incredibile creatura.Infatti, accanto al patrimonio testuale in lingua inglese, che costituisce il fondo originario e tuttora portante della biblioteca, recentemente sono state aggiunte trascrizioni da opere in molte altre lingue, tra cui il francese, lo spagnolo e l’italiano. Nel momento in cui scriviamo l’archivio contiene più di 2 mila testi - prevalentemente testi della letteratura inglese e americana, ma anche testi saggistici traduzioni di opere non inglesi e testi in altre lingue. Circa settecento volontari in tutto il mondo collaborano all’incremento con un tasso di quaranta nuovi titoli al mese.I testi sono programmaticamente in formato ASCII a sette bit (il cosiddetto Plain Vanilla ASCII). Michael Hart, infatti, ha sempre affermato di volere realizzare una banca dati che potesse essere utilizzata da chiunque, su qualsiasi sistema operativo, e in qualsiasi epoca: tale universalità è a suo avviso garantita solo da questo formato. Lo stesso Hart ha più volte declinato gli inviti a realizzare edizioni scientifiche dei testi. Infatti lo spirito del progetto Gutenberg è di rivolgersi al novantanove per cento degli utenti fornendo loro in maniera del tutto gratuita testi affidabili al novantanove per cento. Come ha più volte affermato, fare un passo ulteriore richiederebbe dei costi che non sono alla portata di un progetto interamente basato sul volontariato, e sarebbe al di fuori degli obiettivi di questa iniziativa.Il sito contiene il catalogo completo della biblioteca, da cui è possibile ricercare i testi per autore, titolo, soggetto e classificazione LC. Una volta individuati i titoli, è possibile scaricare direttamente i file (compressi nel classico formato zip). Ma il progetto Gutenberg per la sua notorietà è replicato su moltissimi server FTP, e viene anche distribuito su CDROM dalla Walnut Creek. Al progetto Gutenberg sono anche dedicati una mail list e un newsgroup, denominato bit.listserv.gutenberg, tramite i quali si possono avere informazioni sui titoli inseriti nella biblioteca, si può essere aggiornati sulle nuove edizioni, e si possono seguire i dibattiti che intercorrono tra i suoi moltissimi collaboratori. Progetto Manuzio Il progetto Manuzio è la più importante collezione di testi in lingua italiana nata nell’ambito del volontariato telematico. Questa iniziativa, in analogia al progetto Gutenberg, prende il suo nome dal noto stampatore Aldo Manuzio, considerato uno dei massimi tipografi del Rinascimento.Il progetto Manuzio è gestito da una associazione culturale denominata Liber Liber (della quale fanno parte tutti e quattro gli autori del manuale che state leggendo), che coordina il lavoro offerto - a titolo del tutto gratuito e volontario - da numerose persone. Grazie a questo sostegno il progetto ha potuto acquisire in poco tempo numerosi testi, fra cui si trovano grandi classici quali La Divina Commedia, i Promessi sposi, i Malavoglia, ma anche opere rare e introvabili da parte di lettori ‘non specialisti’.L’archivio del progetto è costituito da testi in formato ISO Latin 1. Alcuni titoli sono stati codificati anche in formato HTML - e dunque possono essere consultati direttamente on-line tramite un browser Web - e in formato RTF. Allo stato attuale l’archivio comprende circa quattrocento titoli, tutti disponibili gratuitamente.Le pagine Web dell’associazione Liber Liber contengono il catalogo completo dei testi disponibili, insieme ad informazioni sull’iniziativa. Il catalogo è organizzato per autori, e offre per ogni titolo una breve scheda informativa nella quale, oltre ai dati bibliografici essenziali e una breve nota di commento, sono indicati l’autore del riversamento, i formati di file disponibili e il livello di affidabilità del testo. Il progetto, infatti, ha l’obiettivo di fornire testi completi e filologicamente corretti, compatibilmente con la natura volontaria del lavoro di edizione.Il progetto Manuzio è nato come biblioteca di classici della letteratura italiana. In questo ambito si colloca il suo fondo principale, che comprende opere di Dante, Boccaccio, Ariosto, Leopardi, Manzoni, Verga. Ma con il passare degli anni il progetto si è sviluppato in direzione di un modello di biblioteca generalista; sono infatti state accolte anche traduzioni di testi non italiani, una serie di opere di saggistica, oltre ai Verbali della Commissione parlamentare antimafia. La biblioteca ospita anche un’importante rivista scientifica, Studi Storici, edita dall’Istituto Gramsci.Alcuni titoli della biblioteca, ancora coperti da diritti d’autore, sono stati donati direttamente da case editrici o da privati che ne possedevano la proprietà intellettuale. Questo esempio di collaborazione tra editoria elettronica ed editoria tradizionale dimostra come i supporti elettronici non debbano essere necessariamente pensati in conflitto con i libri a stampa. Proprio in questi casi, anzi, la libera disponibilità e circolazione dei testi elettronici si trasforma in uno strumento di promozione per il libro stampato e, in ultima analisi, in un potente veicolo di diffusione culturale. Anche per questo motivo abbiamo scelto dal canto nostro di inserire Internet 2000 (come è avvenuto per le precedenti edizioni di questo manuale) fra i titoli del progetto. Altri archivi testualiSulla scia del capostipite Gutenberg, sono nati una serie di progetti simili, dedicati ad altre letterature nazionali. L’omonimo progetto Gutenberg per la letteratura tedesca.Il progetto Runeberg per le letterature scandinave è uno dei maggiori archivi europei di testi elettronici. Nato come progetto volontario, ora è gestito congiuntamente da Lysator (un centro di ricerca informatico molto importante) e dalla Università di Linköping. Contiene infatti oltre duecento tra classici letterari e testi folclorici provenienti da Svezia, Norvegia e Danimarca.Il progetto ABU (Association des Bibliophiles Universels, nome anche dell’associazione che lo cura, tratto dal romanzo di Umberto Eco Il pendolo di Foucault) sta realizzando un archivio di testi della letteratura francese. Fino ad ora possiede un archivio di 200 classici tra cui opere di Molière, Corneille, Voltaire, Stendhal, Zola, nonché una trascrizione della Chanson de Roland, nel manoscritto di Oxford. ABU, come il progetto Manuzio, sta accogliendo contributi originali donati da autori viventi, e alcune riviste. Il progetto ABU ha una pagina Web all’indirizzo http://cedric.cnam.fr/ABU/, dalla quale è possibile consultare ed effettuare ricerche on-line sui testi archiviati; la stessa pagina contiene anche un elenco di altre risorse su Internet dedicate alla cultura e alla letteratura francese.Ricordiamo infine anche il Progetto Libellus. Come il nome lascia intendere, si tratta di un archivio contenente trascrizioni elettroniche dei classici latini, affiancati da alcuni commenti. Recentemente è stata aggiunta anche una sezione per i classici greci. L’indirizzo dell’archivio è http://osman.classics.washington.edu/libellus/libellus.html, e contiene testi in formato HTML e in formato TEX, un linguaggio di codifica molto usato per la preparazione di stampe professionali.
I progetti non istituzionali
Come abbiamo visto, il tema delle biblioteche digitali è al centro dell'interesse della comunità scientifica internazionale e attira grandi progetti di ricerca e notevoli finanziamenti. Ma in questo settore, come spesso è avvenuto su Internet, le prime iniziative sono nate al di fuori di luoghi istituzionali, per opera del volontariato telematico. Novelli copisti, che, nell'era digitale, hanno ripercorso le orme dei monaci medievali, i quali salvarono il patrimonio culturale dell'antichità, e dei primi grandi stampatori che, a cavallo tra Quattro e Cinquecento, diedero inizio all'era della stampa. E non è un caso che alcuni di questi progetti abbiano scelto di onorare questa ascendenza, intitolandosi con i nomi di quei lontani maestri: Johannes Gutenberg, Aldo Manuzio.I progetti di questo tipo sono numerosi, con vari livelli di organizzazione, partecipazione, dimensione e attenzione alla qualità scientifica dei testi pubblicati. Ne esamineremo due in particolare: il Project Gutenberg, il capostipite delle biblioteche digitali, e il Progetto Manuzio, dedicato alla lingua italiana.
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Pubblicato il lunedì 16 luglio 2001 in: Biblioteche Virtuali
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