
2025. Francesco Rossi in compagnia del suo medico osserva con ansia il computer che sta analizzando i dati. Dati che provengono direttamente dal chip che il sig.Rossi ha impiantato sotto la pelle. Il suo tumore colon-rettale è in remissione, è necessario mantenere la sua terapia personalizzata e monitorare l’andamento del processo.
Sembrerebbe fantascienza…: forse, anche se al di là del racconto, c’è un fondo di verità, ossia che nel futuro, si cercherà di personalizzare la cura antitumorale così come la diagnostica sarà a sua volta personalizzata. Dai pattern di espressione genica in diagnostica alla più attuale proteomica, tecnologia in grado di darci informazioni rapide e dettagliate sul patrimonio proteico di una data cellula o tessuto. Tra i maggiori goals, sicuramente si piazza ai primi posti la determinazione di antigeni tumorali utili sia in diagnostica che nel trattamento, anche se secondo il parere di molti la parte del leone (sia di fama sia di introiti) la faranno le cosiddette “small molecules”, piccole molecole organiche con un potenziale ruolo antitumorale o immunostimolatorio.
Non credo che mai riusciremo a trovare una unica via d’uscita nella cura, ma tante alternative combinabili e personalizzabili.
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