Guardi Sanremo?
A cura di Blues Girl
Pubblicato il 28/10/2001
ecco le parole di Ernesto de Pascale, veramente entusiasta di questa grande scoperta:
Scrivetevi questo nome sul primo pezzetto di carta che trovate a portata di mano: Alicia Keyes.
Alicia è una amorevole ventenne, dea del nuovo sound of blackness americano, un talento musicale scoperto da quel Clive Davis che seppe scegliere Aretha Franklin, Janis Joplin, Whitney Houston per nominarne tre.
Tutti in America parlano di lei dopo l'apparizione poche sere fa allo show tv di Conan O' Brian, il più diretto concorrente di David Letterman, incontrastato padronea dei talk show televisivi notturni d'America.
Alicia ha fatto sognare in diretta qualche decina di milioni d'americani con alcune,ben scelte, canzoni dal suo album d'esordio "Songs in A minor" una perla dimessa di grande soul music sussurrata dove l'elettronica e ridotta al minimo e tutto gira intorno al melisma vocale di Alicia e al suo sparso tocco pianistico.
Qualcuno ha detto adamantinamente "ci siamo" e sono quelli che già non soppportano più Macy Gray, Jill Scott, Kelis, Indie.
altri che considerano Janet Jackson una superata artista da classifica e niente più.
Sono, insomma,coloro i quali, pur amando la musica nera con un piede nella storia del soul classico non si sono fatti imbrogliare dalle nuove regine e guardano oltre.
Bene, forse, e sottolineiamo forse, con Alicia la ricerca è finita.
Le canzoni di Alicia Keys sono modernissime e antichissime allo stesso tempo: certo, questo disco,"Songs in A minor" non è nè "Aretha arrives", nè "Aretha now" nè tantomeno "Lady soul", i tre dischi della Franklin che, tra il 1967 e il 1968, fecero fermare il mondo e consideare per un attimo il miracolo avvenuto ai Muscle Shoals in Alabama o agli studi Stax di Memphis.
Eppure "Songs in A minor" si posiziona lontana da quello che le altre signore del soul contemporaneo ci hanno raccontato perchè vi è un retrogusto agrodolce che sa di storie di un'altra America nera, non urbana, storie come "Il Colore Viola" per intenderci, storie di radici e serate sull'aia di vecchi country shack adiacenti ai campi di cotone del Sud.
E quando Alicia si siede sola dinanzi al pianoforte per intonare le sue canzoni in la minore l'unico paragone è con il più alto Stevie Wonder ed altro non viene.
E' allora che Alicia stacca tutti di una spanna pur al primo disco, adesso che Macy Gray ha prodotto un secondo album fotocopia e che Jill Scott, Kelis e altre hanno cominciato a sbarracciare e dimenarsi per trovare posto in una qualsiasi Mtv del mondo.
Attraverso "Rock with u", con un grande arrangiamento di Isaac Hayes, la sinuosa "A woman's worth" che richiama la New York di Roberta Flack,Danny Hathway e Les McCann, la splendida "Butterflyz" l'album di Alicia Keys si infila nella vita di un soul fan come una mattina di sole che rompe le ultime nebbie.
Effetto deflagrante questo che in America si sta tramutando in una piccola mania e che sarebbe un peccato qui da noi passasse solo attraverso le immagini dei video trasmessi. Perchè questo album di debutto ci dice che Alicia Keys è già qualcosa di più che unasemplice "one hit wonder".
di Ernesto de Pascale