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Q-S

LOU REED DISCOGRAFIA - CONTINUA

A cura di Blues Girl

Pubblicato il 19/06/2002

SOLISTA

foto intervento Lou Reed
Giugno 1972

L'album di debutto di Lou; i Velvet Underground ancora trasudano dalle sue canzoni, ma Lou muove passi decisi verso una sua poetica personale. Un esordio fulminante di una carriera tutta in salita, con perle come "I can't stand it" e "Lisa says". Da avere.

Transformer
Novembre 1972
Il primo capolavoro di Mr. Reed e la prima camminata "on the wild side" sugli aspetti personali e sulla promiscuita sessuale. Uno dei suoi album migliori, nato sotto l'aura protettrice e produttrice di David Bowie e contenente alcuni dei classici di Lou: "Walk on the wild side", la potente "Vicious", "Perfect day" e la stupenda "Satellite of love".

Berlin
Settembre 1973
Probabilmente il miglior album di Lou Reed, con le sue "Caroline says" e "Sad song"; vero e proprio concept album oscuro e intenso, permeato di disperazione, confusione e dolore. Un grandioso album "maledetto

Rock 'N' Roll Animal
Marzo 1974
Primo disco live di un Lou in splendida forma supportato da una band affiatatissima: il risultato è eccezionale. Le storie di Lou prendono vita e si muovono da sole. Il sound è potente e grintoso, i riffs originali, l'interpretazione eccezionale. L'introduzione a "Sweet Jane" è forse la migliore che abbia mai fatto.

Sally Can't Dance
Ottobre 1974
Primo tentativo commerciale di Lou, assolutamente non all'altezza dei precedenti lavori. Ma, malgrado tutto, un ottimo album con pezzi storici come "Kill your sons" e "Baby face". Da avere.

Lou Reed Live
Marzo 1975
Questo secondo disco dal vivo è il proseguimento di "Rock'n'roll animal", ovvero le tracce dello stesso concerto non incluse in quell'album. Sebbene non all'altezza del precedente, l'affiatamento e la resa dei pezzi lo rendono un album straordinario

cover
Luglio 1975
Innovativo, arrogante, pretenzioso, strabiliante e inascoltabile: questo è il doppio album che Lou mette insieme quest'anno. Un autentico pugno allo stomaco delle orecchie commerciali e delicate, un autentico rumore senza fine, assordante e distorto, diviso in quattro sezioni. A meno che non abbiate lo stomaco molto forte, passate oltre

Coney Island Baby
Dicembre 1975
Lo shock dell'album precedente è attutito, cinque mesi più tardi, da un ritorno ad atmosfere e sound più sofisticati. Ritratti e bozzetti delle strade di New York, piccole storie personali e non, raccontate con estrema raffinatezza. "She's my best friend" e la title track sono senza subbio le migliori dell'album

cover
Novembre 1976
Primo approccio verso atmosfere più soft e delicate, lontane dai suoi primi lavori e da quelli che seguiranno; una mossa per discostarsi da un rock che, al tempo, non sapeva più osare. Malgrado il titolo, uno dei suoi album meno rock in assoluto, con alcune tracce molto interessanti. cover
Marzo 1978
Un altro viaggio nel "wild side", nei sobborghi più malfamati e disperati e un altro capolavoro per Lou Reed, che sfodera una grinta e una spietata analisi del popolo della strada. La title-track è un'opera sulla disperazione divisa in tre parti. Da avere

Take No Prisoners

Luglio 1979
La testimonianza del suo tour del 77/78 arriva con questo live, che contiene delle eccellenti rese di "Berlin" e "I wanna be black". Un album robusto, rude, che vede un Lou Reed che si bilancia perfettamente tra rocker e poeta, improvvisando dei veri e propri blues urbani e stravolgendo le canzoni. Grandioso

cover
Maggio 1979
Le campane della fine degli anni 70, Mr. Reed, le fa cantare al suono di questo piacevolissimo album. Buoni arrangiamenti, ottima produzione danno all'insieme una sonorità originale e regalano alcune belle canzoni come "Want to boogie with you" e "City lights".

Growing Up in Public
Maggio 1980
A cavallo tra gli anni 70 e gli anni 80, Lou si concede un album di transizione che si incentra soprattutto sull'essere un personaggio pubblico. Forse l'album più sottovalutato di Reed. Intenso e bello e con alcuni pezzi indimenticabili, come "Standing on ceremony" e "So alone".

The Blue Mask
Marzo 1982
Nel 1982 Lou Reed pubblica un altro album che entrerà nei classici. Arrangiamenti raffinati che si alternano tra splendide ballate sentimentali e un rock duro e graffiante. I testi si fanno più personali e intimi. Livelli così alti li raggiungerà solo alla fine degli anni '80. Da avere assolutamente.

Legendary Hearts
Marzo 1983
Dedicato alla moglie Sylvia, parla della perdita, dell'amore, della dipendenza. Un album schizofrenico che cambia di traccia in traccia, regalandoci attimi di profonda riflessione e attimi di energia pura, come nella stupenda "Betrayed" e nella poppeggiante "Pow wow". Da ascoltare attentamente.

cover
1983
Ennesimo album live registrato nel nostro paese, precisamente nelle date del tour di Verona e Roma. Alcuni buoni riarrangiamenti, ma per il resto non all'altezza dei precedenti lavori dal vivo. È stato in seguito ristampato con il titolo " In concert". Per chi ama valutare i cambiamenti e l'evoluzione nell'approccio dal vivo di Lou Reed. cover
Aprile 1984
Anche Reed è contagiato dall'era del pop e dai sintetizzatori, e pubblica questo album commerciale. Nessuna canzone da ricordare veramente, e un Reed in tono minore, che riserva comunque qualche piccola sorpresa.

Mistrial
Aprile 1986
Album decisamente politico: o meglio antipolitico. Il disgusto di Lou si fa forte e potente, coadiuvato da un beat deciso e secco. Anche attacchi alla religione con alcune chicche come "Tell it to your heart". Un altro album di un Reed in tono minore.

New York
Gennaio 1989
Lou decide di chiudere gli anni 80 in grande stile e torna in piena vena creativa sfornando uno degli album migliori della sua carriera, incentrato sulla decadenza economica, sociale e morale dell'America con il suo substrato di pseudo-vita moderna. Un album potente, eccitante, un autentico gioiello da ascoltare e riascoltare. Imperdibile!

Songs for Drella
1990
Lavoro ideato e registrato insieme all'ex Velvet Undergorund John Cale, è la storia di Andy Warhol in musica. Intenso atto d'amore e di rispetto verso questo straordinario personaggio, è un album che riserva alcune bellissime sorprese, come "Open house" o la bellissima "Nobody but you". Ispirato e sentito. Da ascoltare.cover
1992
Uno struggente, doloroso, intenso e vibrante sguardo alla morte. La perdita di due dei suoi amici più cari porta Lou a una lunga riflessione sulla vita e la morte. Canzoni di rarefatta e incredibile bellezza. Un album imperdibile, da ascoltare e da leggere, che affascina e ipnotizza.

Set the Twilight Reeling
1996
Altro bellissimo album con una produzione eccellente e delle perle: "Hookywooky", "Trade In", "NYC man". Da ascoltare e riascoltare con il testo davanti, per non perdersi la raffinata poesie e ironia di un Lou Reed in splendida forma

Perfect Night
1998
Suono pulito, lucido, ottima registrazione di un concerto di beneficenza tenuto in un club di Londra. Veramente una notte perfetta, come anche perfetto è questo album, splendida testimonianza del nuovo Lou Reed in versione semi-acustica. "Vicious" riarrangiata è forse la versione più bella che abbia mai inciso.

Ecstasy Lou Reed decide di cominciare il nuovo millennio alla grande, regalandoci uno dei suoi migliori album da qualche anno a questa parte. Bellissime ballate rock, arrangiamenti raffinati, e un ritorno al passato con la sorprendente jam di 18 minuti "Like a possum". Reed stupisce ancora. cover Finalmente esce ufficialmente uno dei concerti più bootlegati della carriera di Reed. Registrato nel 1972, poco prima dell'uscita di "Transformer", questo album live immortala un Lou Reed ancora non famoso che regala ai suoi fan un assaggio del suo nuovo LP. Contiene anche pezzi di intervista. Esecuzioni magistrali. Meraviglioso.

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