LOU REED DISCOGRAFIA - CONTINUA
SOLISTA
Lou Reed
Giugno 1972
L'album di debutto di Lou; i Velvet Underground ancora trasudano
dalle sue canzoni, ma Lou muove passi decisi verso una sua poetica
personale. Un esordio fulminante di una carriera tutta in salita,
con perle come "I can't stand it" e "Lisa says". Da avere.
Transformer
Novembre 1972
Il
primo capolavoro di Mr. Reed e la prima camminata "on the wild
side" sugli aspetti personali e sulla promiscuita sessuale. Uno
dei suoi album migliori, nato sotto l'aura protettrice e produttrice
di David Bowie e contenente alcuni dei classici di Lou: "Walk
on the wild side", la potente "Vicious", "Perfect day" e la stupenda
"Satellite of love".
Berlin
Settembre 1973
Probabilmente
il miglior album di Lou Reed, con le sue "Caroline says" e "Sad
song"; vero e proprio concept album oscuro e intenso, permeato di
disperazione, confusione e dolore. Un grandioso album "maledetto
Rock 'N' Roll Animal
Marzo 1974
Primo
disco live di un Lou in splendida forma supportato da una band affiatatissima:
il risultato è eccezionale. Le storie di Lou prendono vita e si
muovono da sole. Il sound è potente e grintoso, i riffs originali,
l'interpretazione eccezionale. L'introduzione a "Sweet Jane" è forse
la migliore che abbia mai fatto.
Sally Can't Dance
Ottobre 1974
Primo
tentativo commerciale di Lou, assolutamente non all'altezza dei
precedenti lavori. Ma, malgrado tutto, un ottimo album con pezzi
storici come "Kill your sons" e "Baby face".
Da avere.
Lou Reed Live
Marzo 1975
Questo
secondo disco dal vivo è il proseguimento di "Rock'n'roll
animal", ovvero le tracce dello stesso concerto non incluse
in quell'album. Sebbene non all'altezza del precedente, l'affiatamento
e la resa dei pezzi lo rendono un album straordinario
Luglio 1975
Innovativo,
arrogante, pretenzioso, strabiliante e inascoltabile: questo è il
doppio album che Lou mette insieme quest'anno. Un autentico pugno
allo stomaco delle orecchie commerciali e delicate, un autentico
rumore senza fine, assordante e distorto, diviso in quattro sezioni.
A meno che non abbiate lo stomaco molto forte, passate oltre
Coney Island Baby
Dicembre 1975
Lo
shock dell'album precedente è attutito, cinque mesi più tardi, da
un ritorno ad atmosfere e sound più sofisticati. Ritratti e bozzetti
delle strade di New York, piccole storie personali e non, raccontate
con estrema raffinatezza. "She's my best friend" e la title track
sono senza subbio le migliori dell'album
Novembre 1976
Primo
approccio verso atmosfere più soft e delicate, lontane dai suoi
primi lavori e da quelli che seguiranno; una mossa per discostarsi
da un rock che, al tempo, non sapeva più osare. Malgrado il titolo,
uno dei suoi album meno rock in assoluto, con alcune tracce molto
interessanti.
Marzo 1978
Un
altro viaggio nel "wild side", nei sobborghi più malfamati e disperati
e un altro capolavoro per Lou Reed, che sfodera una grinta e una
spietata analisi del popolo della strada. La title-track è un'opera
sulla disperazione divisa in tre parti. Da avere
Take No Prisoners
Luglio 1979
La
testimonianza del suo tour del 77/78 arriva con questo live, che
contiene delle eccellenti rese di "Berlin" e "I wanna be black".
Un album robusto, rude, che vede un Lou Reed che si bilancia perfettamente
tra rocker e poeta, improvvisando dei veri e propri blues urbani
e stravolgendo le canzoni. Grandioso
Maggio
1979
Le
campane della fine degli anni 70, Mr. Reed, le fa cantare al suono
di questo piacevolissimo album. Buoni arrangiamenti, ottima produzione
danno all'insieme una sonorità originale e regalano alcune belle
canzoni come "Want to boogie with you" e "City lights".
Growing Up in Public
Maggio 1980
A
cavallo tra gli anni 70 e gli anni 80, Lou si concede un album di
transizione che si incentra soprattutto sull'essere un personaggio
pubblico. Forse l'album più sottovalutato di Reed. Intenso
e bello e con alcuni pezzi indimenticabili, come "Standing
on ceremony" e "So alone".
The Blue Mask
Marzo 1982
Nel
1982 Lou Reed pubblica un altro album che entrerà nei classici.
Arrangiamenti raffinati che si alternano tra splendide ballate sentimentali
e un rock duro e graffiante. I testi si fanno più personali
e intimi. Livelli così alti li raggiungerà solo alla
fine degli anni '80. Da avere assolutamente.
Legendary Hearts
Marzo 1983
Dedicato
alla moglie Sylvia, parla della perdita, dell'amore, della dipendenza.
Un album schizofrenico che cambia di traccia in traccia, regalandoci
attimi di profonda riflessione e attimi di energia pura, come nella
stupenda "Betrayed" e nella poppeggiante "Pow wow". Da ascoltare
attentamente.
1983
Ennesimo
album live registrato nel nostro paese, precisamente nelle date
del tour di Verona e Roma. Alcuni buoni riarrangiamenti, ma per
il resto non all'altezza dei precedenti lavori dal vivo. È stato
in seguito ristampato con il titolo " In concert". Per chi ama valutare
i cambiamenti e l'evoluzione nell'approccio dal vivo di Lou Reed.

Aprile 1984
Anche
Reed è contagiato dall'era del pop e dai sintetizzatori,
e pubblica questo album commerciale. Nessuna canzone da ricordare
veramente, e un Reed in tono minore, che riserva comunque qualche
piccola sorpresa.
Mistrial
Aprile 1986
Album
decisamente politico: o meglio antipolitico. Il disgusto di Lou
si fa forte e potente, coadiuvato da un beat deciso e secco. Anche
attacchi alla religione con alcune chicche come "Tell it to your
heart". Un altro album di un Reed in tono minore.
New York
Gennaio 1989
Lou
decide di chiudere gli anni 80 in grande stile e torna in piena
vena creativa sfornando uno degli album migliori della sua carriera,
incentrato sulla decadenza economica, sociale e morale dell'America
con il suo substrato di pseudo-vita moderna. Un album potente,
eccitante, un autentico gioiello da ascoltare e riascoltare. Imperdibile!
Songs for Drella
1990
Lavoro
ideato e registrato insieme all'ex Velvet Undergorund John Cale,
è la storia di Andy Warhol in musica. Intenso atto d'amore e di
rispetto verso questo straordinario personaggio, è un album che
riserva alcune bellissime sorprese, come "Open house" o la bellissima
"Nobody but you". Ispirato e sentito. Da ascoltare.
1992
Uno
struggente, doloroso, intenso e vibrante sguardo alla morte. La
perdita di due dei suoi amici più cari porta Lou a una lunga riflessione
sulla vita e la morte. Canzoni di rarefatta e incredibile bellezza.
Un album imperdibile, da ascoltare e da leggere, che affascina e
ipnotizza.
Set the Twilight Reeling
1996
Altro
bellissimo album con una produzione eccellente e delle perle: "Hookywooky",
"Trade In", "NYC man". Da ascoltare e riascoltare con il testo davanti,
per non perdersi la raffinata poesie e ironia di un Lou Reed in
splendida forma
Perfect Night
1998
Suono
pulito, lucido, ottima registrazione di un concerto di beneficenza
tenuto in un club di Londra. Veramente una notte perfetta, come
anche perfetto è questo album, splendida testimonianza del nuovo
Lou Reed in versione semi-acustica. "Vicious" riarrangiata
è forse la versione più bella che abbia mai inciso.
Ecstasy
Lou
Reed decide di cominciare il nuovo millennio alla grande, regalandoci
uno dei suoi migliori album da qualche anno a questa parte. Bellissime
ballate rock, arrangiamenti raffinati, e un ritorno al passato con
la sorprendente jam di 18 minuti "Like a possum". Reed
stupisce ancora.
Finalmente
esce ufficialmente uno dei concerti più bootlegati della
carriera di Reed. Registrato nel 1972, poco prima dell'uscita di
"Transformer", questo album live immortala un Lou Reed
ancora non famoso che regala ai suoi fan un assaggio del suo nuovo
LP. Contiene anche pezzi di intervista. Esecuzioni magistrali. Meraviglioso.