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By Blues di Blues Girl
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Blues di Blues Girl guida dal 31-08-2001
Remy Shand, un ragazzo di 23 anni che viene da Winnipeg (Canada): un bianco alla corte della Motown! Il suo album di debutto, questo “The way I feel”, è sicuramente uno dei casi discografici dell’anno...
non solo per il fatto di essere stato pubblicato dalla storica etichetta della grande musica nera, quanto per aver letteralmente portato alla luce un talento puro come quello di Remy, un autore che così giovane è capace di scrivere, suonare (con tutti gli strumenti) ed arrangiare la propria musica. Musica di altissimo livello, tra l’altro: raffinata, colta, elaborata. Un produttore di se stesso, come affermano le note che accompagnano l’album. E se questo è il risultato di un primo lavoro, immaginate a cosa può arrivare questo talento con l’aggiunta dell’esperienza…
Il singolo di lancio, “Take a message”, è diventato subito una vera e propria hit radiofonica, senza considerare il relativo video, che lo vede suonare “da solo” - con diverse versioni di se stesso ai vari strumenti - in un club dalla tipica iconografia soul/jazz anni ‘70, conquistando un pubblico all’inizio perplesso e distratto, e soprattutto un gruppo di discografici neri che seduti al proprio tavolino, come da copione lo assalteranno di proposte alla fine della sua esibizione.
Ma cos’è che rende così speciale questo disco? Probabilmente la maturità espressiva, i giusti riferimenti culturali, la tecnica. Remy Shand riesce là dove tanti altri “colleghi” della attuale scena statunitense orientata all’R&B e al soul non riescono, ovvero partire dalle radici della black music classica e portarla con originalità e freschezza dalle suggestioni sonore della stessa Motown al nu-soul di più alta fattura, quello che forse solo Erykah Badu, Maxwell o D’Angelo hanno saputo recuperare ed aggiornare con analogo talento. Se però pensiamo che lui - a differenza di loro - è bianco, allora l’autenticità che ne risulta è doppiamente sorprendente, perché non potendo contare a priori su un’appartenenza “razziale”, l’apprendimento dai grandi Maestri sa di prodigio; non basta infatti essersi abbuffati da ragazzini di film e telefilm 70’s, quelli dei vari Shaft o Foxy Brown, quelli della blaxploitation con le musiche di Isaac Hayes… no, qui c’è il completo assorbimento di interi album di Marvin Gaye (su tutti!) e ancora di Stevie Wonder, degli Isley Brothers, Ann Peebles, Rufus, Sly & The Family Stone. E anche del miglior Prince, visto l’effetto che scatta immediatemente alla prima traccia, proprio con “The way I feel” che titola l’album.
Tutti elementi che Kedar Massenburg (presidente della Motown) deve aver capito subito, inserendolo in scuderia accanto alle ultime grandi artiste dell’etichetta quali la Badu o India.Arie. Posizione che Remy occupa di diritto. Ascoltate il disco dall’inizio alla fine, da “Looking back on vanity” a “Everlasting”, da “The color of the day” a “Rocksteady”, da “I met your mercy” a “The mind’s eye”; troverete jazz, R&B di Memphis e soul classico; troverete un nuovo standard da superare, stabilito da Remy Shand, un ragazzo bianco che viene da Winnipeg…