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Solomon Burke

A cura di Blues Girl

Pubblicato il 30/03/2004

"Niente da fare. Il più grande cantante soul di tutti i tempi è Solomon Burke." Jerry Wexler * "E tuttavia la voce era sempre quella, levigata come la seta, capace di dispiegarsi senza sforzo in un crescendo appassionato, pronta a librarsi verso una nota alta piena di pathos o a ricadere in un sussurro confidenziale. Il talento era intatto, e così il suo fascino. Solomon Burke restava un re." Peter Guralnick °

foto intervento

Solomon Burke è a buon diritto considerato il "re", una delle più alte celebrità della black music. Le sue credenziali artistiche parlano chiaro in tal senso: tra album, greatest hits e live ha al suo attivo oltre 35 dischi disponibili in varie etichette; la sua "Everybody Need Somebody To Love" è stata portata al successo interplanetario dai mitici Blues Brothers; nel 2001 è stato ammesso alla prestigiosissima "Rock and Roll Hall of Fame" americana! Dall'inizio alla fine conserva il ruolo centrale del grande showman, animatore e orchestratore di tutto, in grado di magnetizzare il pubblico sino alla battuta finale. Un narratore che snocciola racconti sul passato, proprio e di tutta la terra.

Solomon nasce il 21 Marzo 1936. Da allora la sua vita è sempre stato in bilico tra la sua carriera artistica e quella di predicatore della chiesa "The House Of God For All People" fondata in suo onore dalla nonna. Questo fervore religioso lo si ritrova nella sua vita privata e in tutta la sua veemente drammaticità anche nei suoi show, che finiscono col diventare dei grandi riti musicali collettivi in cui il pubblico si lascia gioiosamente coinvolgere.

Padre di 21 figli ha sempre sostenuto di aver preso alla lettera la Bibbia che diceva "crescete e moltiplicatevi". Voce inconfondibile e di grande dinamica e intensità, è capace di tuonare o di sussurrare, scuotere o accarezzare. Solomon è artista che esalta le contaminazioni tra sacro e profano, contendendo ad Otis Redding il posto più alto nell'olimpo del soul. Dotato di una voce straordinaria e di un carisma unico è considerato uno dei padri fondatori della black music.

Sul palco, a dispetto della sua mole, è inarrestabile, in grado di magnetizzare l'attenzione di ogni singolo spettatore e di dirigere la sua big band con mano ferma e sicura fino a raggiungere il totale coinvolgimento del pubblico presente.

E' autore ed interprete di centinaia di hit, ripresi poi anche da altri artisti (Tom Petty, Rolling Stones, Eric Burdon, Blues Brothers), che negli anni scalano le classifiche Usa e internazionali. Il grosso successo commerciale di brani quali "Just Out Of Reach", "Cry To Me", "Can' t Nobody Love You" o la sua straordinaria versione di "Proud Mary" non lo allontanano però dall'impegno sociale: nel 1974 pubblica l'album "I Have A Dream", dedicato a Martin Luther King, del quale si possono ascoltare molti interventi tra un brano e l'altro.

Dopo un fortunatissimo ritorno alla produzione di album di musica gospel (che gli valgono il titolo di miglior Gospel Singer), riparte con produzioni più marcatamente soul e funky. Costantemente impegnato in tour che lo portano al cospetto delle platee di tutto il mondo, Solomon Burke rimane uno dei pochi cantanti soul in attività che ha ancora le capacità vocali e sceniche di ammaliare ed emozionare nel profondo ogni singolo spettatore.

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