Guardi Sanremo?
A cura di Blues Girl
Pubblicato il 22/06/2004
Da più di 10 anni Don Byron è una tra le voci più singolari dell'intero panorama musicale. Egli esplora tradizioni diametralmente opposte per far emergere ciò che ama chiamare "una musica al di sopra di ogni genere".
Clarinettista, compositore e arrangiatore sempre volto al sociale, ridefinisce ogni genere che gli capiti di suonare. Dalla musica classica all'hip-hop, dal funk al jazz nelle sue varie accezioni. Nel 1992, Down Beat l'ha nominato "Artista Jazz dell'anno" e critici e lettori delle maggiori riviste musicali lo considerano il miglior clarinettista vivente. Amato sia per la fervida creatività che per le sue eccelse capacità di suonatore, Byron ha presentato un gran numero di progetti ai maggiori festival internazionali. Le sue più recenti apparizioni sono state ai festival di Vienna, San Francisco, Hong Kong, Londra, New York e Monterey. Ha partecipato a due film: Kansas City di Robert Altman e Lulu on the bridge di Paul Auster, per il quale ha anche composto ed eseguito la colonna sonora.
Nato e cresciuto nel Bronx di New York, Byron è stato immerso fin dall'infanzia in ambiente musicale vario. Suo padre, infatti, suona il basso in una band di calypso mentre sua madre è una pianista. Il suo gusto si affina grazie all'incontro con la musica sinfonica, con la danza classica e all'ascolto di Dizzy Gillespie, Miles Davis e Machito. Mentre studia clarinetto con Joe Allard suona e fa arrangiamenti per pezzi "salsa" per piccole band di giovani studenti. Più tardi si perfeziona al fianco di George Russel al Conservatorio del New England e mentre si trova a Boston suona in complessi di musica latina e jazz.
Molltissime le collaborazioni con altri artisti, tra i quali vale la pena citare Mario Bauza, John Hicks, Vernon Reid, Marc Ribot, Cassandra Wilson, Anthony Braxton, Marylin Crispell, David Murray, DD Jackson, Tom Pierson, Steve Coleman, Uri Caine.
Per quattro stagioni è stato direttore artistico per il jazz alla Brooklyn Academy of Music curando una serie di concerti per il Next Wave Festival e inaugurò il suo spettacolo per bambini "Bug Music for Juniors".
Don Byron ha pubblicato molto negli ultimi 10 anni. Dal suo album di debutto Tuskegee Experiments (Nonesuch, 1992) si è rivelato un musicista molto prolifico: Don Byron Plays the Music of Mickey Katz (Nonesuch, 1993), un tributo all'opera stravagante e umoristica di Mickey Katz; Music for Six Musicians (Nonesuch, 1995) che esplora una parte significativa della sua identità musicale, le sue radici afro-caraibiche e l'ambiente in cui è cresciuto; No-Vibe Zone (Knitting Factory Works, 1996), un album live insieme al suo quintetto; Bug Music (Nonesuch,1996).
Nel 1998 esce Nu Blaxploitation, meditazione musicale vicina al funk e all'hip hop realizzata con la sua band Existential Dred; Romance With The Unseen (1999) propone un repertorio che spazia da Duke Ellington ai Beatles passando per pezzi originali di Byron, che si fa portatore di messaggi di critica sociale e politica. Con A Fine Line: Arias and Lieder (2000) Byron continua ad ignorare i confini stilistici che separano i vari generi esplorando i territori musicali più disparati, da Schumann a Roy Orbison, da Puccini a Stevie Wonder. Nell'album You are 6, del 2001, Byron ritrova il gruppo Music for Six Musicians, con il quale mette insieme un'opera che è un tributo ai ritmi latini e afro-caraibici.
Oggi Don Byron si esibisce con diversi complessi, tra i quali va ricordato il Don Byron Quartet, con il quale sarà in tour quest'estate. Gli altri membri della band sono Hugh Marsh, Kermit Driscoll, Pheeroan Aklaff.