Guardi Sanremo?
A cura di Blues Girl
Pubblicato il 22/06/2004
Solomon Burke è a buon diritto considerato un "re", una delle più alte celebrità della black music. Le sue credenziali artistiche parlano chiaro: tra album, greatest hits e live ha al suo attivo oltre 35 dischi.
Il suo brano Everybody Need Somebody To Love è stato portato al successo interplanetario dai mitici Blues Brothers. Nel 2001 è stato accolto alla prestigiosissima Rock and Roll Hall of Fame americana! A testimoniare il fatto che stiamo parlando di un artista ancora pienamente in attività, ecco arrivare nel 2002 il suo ultimo capolavoro Don't Give Up On Me. Le canzoni dell'album sono scritte e composte dai più grandi autori del mondo che gli sono anche amici: da Bob Dylan a Tom Waits, da Elvis Costello a Dan Penn, da Van Morrison a Brian Wilson. Solomon le interpreta magistralmente. Critica e pubblico sono in delirio e il disco si aggiudica un Grammy Award come miglior album di blues contemporaneo. Dall'inizio alla fine conserva il ruolo centrale del grande showman, animatore e orchestratore di tutto, in grado di magnetizzare il pubblico sino alla battuta finale. Un narratore che snocciola racconti sul suo passato e su quello di tutta la terra.
Solomon nasce a Philadelphia (U.S.A.) il 21 Marzo 1936. Da allora la sua vita è sempre stata in bilico tra la carriera artistica e quella di predicatore della chiesa The House Of God For All People fondata in suo onore dalla nonna. Questo fervore religioso lo si ritrova anche nei suoi show, che finiscono col diventare dei grandi riti musicali collettivi in cui il pubblico si lascia gioiosamente coinvolgere. Padre di 21 figli ha sempre sostenuto di aver preso alla lettera la Bibbia che diceva "crescete e moltiplicatevi".
Voce inconfondibile e di grande dinamica e intensità, è capace di tuonare o di sussurrare, scuotere o accarezzare. Solomon è artista che esalta le contaminazioni tra sacro e profano, contendendo ad Otis Redding il posto più alto nell'olimpo del soul. Dotato di una voce straordinaria e di un carisma unico è considerato uno dei padri fondatori della black music. Sul palco, a dispetto della sua mole, è inarrestabile, in grado di magnetizzare l'attenzione di ogni singolo spettatore. E' autore ed interprete di centinaia di hits, ripresi poi anche da altri artisti (Tom Petty, Rolling Stones, Eric Burdon degli Animals, Blues Brothers), che negli anni scalano le classifiche Usa e internazionali. Il grosso successo commerciale di brani quali Just Out Of Reach, Cry To Me, Can't Nobody Love You o la sua straordinaria versione di Proud Mary non lo allontanano però dall'impegno sociale: nel 1974 pubblica l'album I Have A Dream, dedicato a Martin Luther King, del quale si possono ascoltare molti interventi tra un brano e l'altro. Dopo un fortunatissimo ritorno alla produzione di album di musica gospel (che gli valgono il titolo di miglior Gospel Singer), riparte con lavori più marcatamente soul e funky.
Costantemente impegnato in tour che lo portano al cospetto delle platee di tutto il mondo, Solomon Burke rimane uno dei pochi cantanti soul in attività dotato di capacità vocali e sceniche in grado di ammaliare ed emozionare veramente nel profondo ogni singolo spettatore.