Guardi Sanremo?
A cura di Blues Girl
Pubblicato il 05/07/2004
SON HOUSE nato nel 1902 a Lyon vicino Clarksdale, Miss. Autodidatta, fin da giovane si esibiva pubblicamente. Il suo canto era molto particolare, potente ed evocativo così come lo stile chitarristico bottleneck che influenzò Robert Johnson e Muddy Waters.
Alan Wilson, indimenticato cantante e armonicista dei Canned Heat, decise, a metà degli anni sessanta, che quest'artista nato a Riverton, Mississippi nel 1902, era una leggenda; decise che era quanto di meglio il blues, una musica già vecchia come il mondo, avesse già espresso. Era il tempo della riscoperta, dei tour europei, uno dei quali verrà affrontato proprio da Eddie "Son" House (al secolo Eddie James House Jr.) nel 1967; furono i cugini di lingua, gli inglesi, ad apprezzarlo di più. Il blues aveva già i suoi miti, ovviamente più freschi in memoria di quanto lo siano oggi. Charley Patton, defunto nel 1934, Robert Johnson, dipartito quattr'anni più tardi, LeadBelly. Per cui, riferiscono gli storici e le cronache, nessuno di quei giovani appassionati, per lo più bianchi e universitari, si azzardava a indicare quei personaggi come "inventori" del blues.
A distanza di oltre vent'anni dalle sue incisioni per Alan Lomax, datate 1942 (tra cui l'amara Country Farm, resoconto di due anni passati al penitenziario di Parchman Farm per aver sparato a un uomo), lo stile di House manteneva intatto il suo fascino; e il suono della sua slide, lancinante e arcaico, meno sapiente di quello di Robert Johnson, ma più aspro, disorganico e vitale, non aveva perso smalto. La voce era senz'altro la cosa che colpiva di più, accorata e rasposa. La sua infanzia e la sua adolescenza erano state forgiate a suon di lavoro nei campi e canti religiosi. Eddie incontra il blues a metà degli anni venti, sulle tracce dell'oscuro Willie Wilson. Dopo i due anni trascorsi al fresco si trasferisce a Lula, sempre Mississippi e conosce Charley Patton e Willie Brown. L'occasione per incidere gliela offre la Paramount nel 1930; sono brani di grande intensità e di inestimabile valore artistico, veri e propri modelli per il sound che sarà identificato come delta blues. Quei pezzi, tra cui Preachin' Blues, che la dice lunga sui richiami del sacro e del profano, e Walkin' Blues (realizzati a Grafton, Wisconsin), lasciano un'impronta profonda su gente come Robert Johnson e Muddy Waters.
Sia come sia, dopo qualche anno di intensa attività musicale, House scompare dalle scene e di lui si sente parlare di nuovo a proposito delle già menzionate session per Alan Lomax (la leggenda vuole che costui lo abbia pagato pochissimo). Poi di nuovo un salto di due decadi, la "riscoperta" (per opera degli appassionati Dick Waterman, Nick Pearls e Phil Spiro), l'esibizione al Festival di Newport del 1964, l'album basilare Father Of The Folk Blues (più tardi ristampato come Death Letter) del '65 e il salto in Europa. Ma dall'inizio degli anni settanta, i segni della malattia si fanno vieppiù evidenti, nonostante Son continui ad esibirsi dal vivo. La morte lo coglie a Detroit, un giorno di ottobre del 1988.