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Dischi

Jon Spencer Blues Explosion

A cura di Blues Girl

Pubblicato il 12/10/2004

Ancora una volta, ecco l’ennesima dimostrazione che la teoria dei corsi e ricorsi storici applicata alla musica funziona, eccome.

foto intervento In sostanza, facendo filosofia spicciola, la teoria sostiene che gli eventi hanno un andamento fatto di alti e bassi, circolare e tutto sommato prevedibile. Applicata alla musica, questa teoria si traduce in una tendenza degli artisti a stabilire uno stile, abbandonarlo e ritornarci, abbandonarlo e ritornarci.
Chiamatela irrequietezza artistica, chiamatela come volete, ma non si contano più i gruppi che ottengono successo con un suono, lo abbandonano (spesso con insuccesso) e poi ci ritornano come dei figlioli prodighi.
Jon Spencer ne è l’ennesima dimsostrazione. Il suo blues post-moderno - un taglia e incolla di chitarre lancinanti, attittudine rock ‘n’ roll e ritmi e suoni derivati dall’elettronica - ha fatto scuola, giungendo al suo apice con “Acme” e con il disco di remix “Acme plus”. L’ultimo “Plastic fang” era un album di rock ‘n’ roll , ripulito da molti degli elementi chiave del suono del combo formato insieme a Judah Bauer (chitarra) e Russell Simins (batteria). Anche per questo si era attirato non poche critiche.

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