Guardi Sanremo?
A cura di Blues Girl
Pubblicato il 15/02/2005
pubblicato da: Edizioni Clandestine prima edizione: 2004 Stefano Lorefice
Coi suoi lavori precedenti, Stefano Lorefice ci aveva abituato a poesie malinconiche, che si spandevano in metropoli elettriche ed antiche al ritmo di jazz e di fusion. Con 'Cosmo Blues Hotel', invece, raccolta di racconti non del tutto slegati tra loro, il giovane e promettente scrittore lombardo decide di tentare la strada della prosa, arricchendola di degradazione, miseria e non-sense.
I due mondi, quello dei libri precedenti ed il nuovo, non sono in antitesi, ma paiono anzi l'uno il proseguimento e l'ampliamento degli altri: quelle che prima erano espressioni, sentimenti rubati, stati d'animo irrazionali, ora si tramutano in monologhi se possibile ancora più allucinati, in storie banali e, nella loro banalità, orrende ed in storie orrende raccontate come se fossero banali. Come lascia intuire il bel racconto che chiude la raccolta, il Cosmo Blues Hotel è un momento di passaggio, che da Budapest (città echeggiata nel titolo dell'ultimo libro) porta verso nuovi lidi, nuove storie, con tutte le difficoltà che questo comporta. Le storie di Lorefice sono strane, ancora più strane delle sue poesie: a volte dei pugni nello stomaco, altre volte quasi l'aneddoto del compagno di scuola incontrato per caso in un bar; ma proprio questa alternanza dà, alla fine, il quadro dell'assurdità disarmante in cui ci troviamo ogni giorno a vivere senza che ce ne rendiamo conto.
Un libro, sia chiaro, a tratti anche sgradevole, che decide di mettere da parte perbenismi e reticenze per affrontare, a partire proprio dal linguaggio, la vita vera (o almeno una parte di essa), bella o brutta che sia. Ma un libro, paradossalmente, a tratti anche discretamente affascinante.