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blues e altro

Nero: la musica e i bambini difficili protagonisti

A cura di Blues Girl

Pubblicato il 16/10/2005

Nero: la musica e i bambini difficili protagonisti della mia prima regia

Forever Blues, primo film di Franco Nero come regista, presentato a Washington nell'ambito del festival Washington-Italia, organizzato dall'istituto Capri nel Mondo, ha avuto un incredibile successo. Si tratta di una storia, l'incontro tra un bimbo autistico e un anziano suonatore di blues, che riflette due interessi di Nero: il blues e i giovani che hanno problemi.
Cos'è esattamente Forever Blues?
«Un film sull'incontro tra un trombettista e un bambino semi autistico che ha grossi problemi familiari.
L'uomo non ha più ambizioni personali, ma insegna al bambino ad amare il blues. È anche un omaggio a Louis Armstrong».
Qual è stata la molla che l'ha spinta al debutto nella regia?
«Sono co-sceneggiatore assieme a Lorenzo de Luca ed Enrico Bernard, produttore, regista e interprete. Forever Blues è un piccolo regalo che mi sono fatto dopo essere stato appassionato di musica tutta la vita. Sono stato influenzato da due film, Da qui all'eternità, dove Montgomery Clift suonava la tromba e Giovani arrabbiati dove il trombettista era Richard Burton.
Ho sempre voluto essere un grande concertista, per questo ho voluto suonare almeno sullo schermo».
La storia di Forever Blues è in una qualche maniera ispirata a Million Dollar Baby?
«Ci sono molte affinità. Il protagonista di Million Dollar Baby è un anziano pugile senza ambizioni che incontra una ragazza piena di problemi. Il mio trombettista incontra un bambino difficile. Forse si può dire che Forever Blues è la risposta italiana a Million Dollar Baby».
Come ha trovato il soggetto?

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