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Dischi

Ben Harper - There will be a light

A cura di Blues Girl

Pubblicato il 22/03/2006

Dopo la fruttuosa parentesi con i Blind Boy of Alabama, Ben Harper torna con gli Innocent Criminals, e con loro mette in luce due aspetti della sua anima; una calda e rassicurante, morbida come una carezza, l’altra secca e critica, severa come uno schiaffo.

foto intervento  

"I folli saranno folli e i savi saranno savi, ma io guarderò questo mondo diritto negli occhi." Ben Harper lo dice e lo fa, equilibrio e coerenza muovono le sue parole e le sue dita sulle corde. La grande musica del passato è stata assimilata, metabolizzata e, con mani esperte e delicate, è stata rinnovata, con il rito della creazione, la sua musica nasce come farebbe un esperto falegname con un grezzo pezzo di legno. Ben Harper canta della rabbia e dell'amore, due volti dell'animo hanno bisogno di due momenti. Due dischi, una sola opera, per la quale l'autore rinuncia ad una parte degli introiti sui diritti, lasciando il prezzo dell'album come fosse singolo.

Ispirato dai doppi album che hanno segnato la storia (Blonde On Blonde di Bob Dylan a White Album dei Beatles), Ben Harper torna con gli Innocent Criminals con una manciata di canzoni che tracciano un nuovo sentiero per il musicista di Cleremont. Il primo cd entra in modo fluido nelle intime visioni della vita di Ben Harper, nei pensieri, fino alla camera da letto dove Ben Harper si sveglia con un desiderio forte e malinconico di giorni migliori, Morning Yearning. La voce di Ben Harper è la sua anima, esile e penetrante, lacrimosa come una preghiera, a volte misericordiosa. Per tutto il primo cd è un continuo assuefarsi alle sue armonie, ai suoi toni dolci. La purezza del suono di questo album è poi disarmante, sembra di poter toccare con mano gi strumenti, come avviene durante l'ascolto delle produzioni anni 60 (Rolling Stone sopra a tutti). Waiting For You, commuove, anche se è inevitabile accostare il fraseggio a quello della più nota Wish You Where Here. Di Picture In A Frame l'autore non parla, è troppo diretta e profonda, "remember when your kisses were for me".
Sull'introduzione di Michelle dei Beatles Ben Harper sembra costruire un'altra canzone, Never Leave Lonely Alone, breve e sottile, e di nuovo ci si può solo arrendere ad un talento così sincero, perchè la chitarra è acustica, la voce è una, e la sua composizione nasce da una leale complicità con il passato. Come quando canta, in More Then Sorry, il suo dispiacere per la troppa gente che dice addio prima di dire ciao, si sente la matura consapevolezza della debolezza e la solitudine che può avvolgere a volte la natura umana, senza strumenti chirurgici, Harper apre il torace, con semplici melodie.

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