Guardi Sanremo?
A cura di Blues Girl
Pubblicato il 07/03/2007
Una doppia pubblicazione per conoscere le ultime evoluzioni musicali di uno dei più grandi chitarristi del mondo: Joe Satriani.
Una doppia pubblicazione per conoscere le ultime evoluzioni musicali di uno dei più grandi chitarristi del mondo: Joe Satriani.
“Satriani live” (disponibile anche su CD) è un DVD che riprende da diverse angolature il musicista newyorkese, cominciando con la dimensione che più gli è consona: il concerto. Il primo disco include infatti l’intera esibizione tenuta da Joe Satriani al The Grove di Anaheim (California) il 2 maggio del 2006.
Il chitarrista newyorkese, accompagnato sul palco da Jeff Campitelli alla batteria, Dave LaRue al basso e Galen Hanson alla chitarra, sfodera oltre due ore di musica, eseguendo “Flying in a blue dream”, “The extremist”, “Redshift riders”, “Cool #9”, “A cool new way”, “Satch boogie”, “Super colossal”, “Just like lightnin’”, “Ice 9”, “One robot’s dream”, “Ten words”, “The mystical potato head groove thing”, “The meaning of love”, “Made of tears”, “Circles”, “Always with me, always with you”, “Surfing with the alien”, “Crowd chant” e “Summer song”. I contenuti speciali mostrano alcuni aspetti più nascosti della vita musicale di Joe, addentrandosi nel suo studio di registrazione, dietro le quinte della tournèe, mostrando anche una divertente sorpresa preparatagli dai suoi collaboratori per l’ultima data statunitense.
Il secondo disco è invece un documentario sul tour indiano intrapreso da Joe Satriani nel maggio del 2005. Le riprese iniziano dal viaggio in aereo della troupe e proseguono con immagini di strada, la preparazione del palco per il concerto, l’entusiasmo della folla indiana e si concludono con alcuni spezzoni dell’esibizione di Satriani, per un totale di 45 minuti. I contenuti speciali includono alcune immagini relative al tour europeo, video girati dietro le quinte ed una galleria fotografica. “Satriani live” è un DVD che verrà sicuramente apprezzato dai fan del chitarrista americano, sia per il pregevole concerto, che per l’intrigante documentario sull’esperienza indiana. A chi invece non ama il genere, probabilmente interesserà solo il secondo.