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Quando il blues è vintage

A cura di Blues Girl

Pubblicato il 08/11/2007

Il trio di Prandi entusiasma il Milestone

Ritmi afroamericani, piantagioni di cotone, cattività ? e poi ancora malinconia, anche disperazione, sì, il blues è tutto questo, è stato tutto questo, forse anche di più. Ma oggi è solidissima tendenza musicale diffusa in tutto il mondo che non ha però dimenticato le proprie radici. Come dimostrato al Milestone - The jazz place, in questo caso con cooperativa Fedro e Groove company di Milano tra i sostenitori della serie di concerti Icy Blues - dal Max Prandi vintage trio, in altre occasioni anche Max Prandi Chatuking's, composto dallo stesso Prandi (voce e chitarra), Max Lugli (armonica) e Paolo Xeres (batteria).
Prandi, a nome del gruppo, ci ha subito sottolineato l'atipicità dello spettacolo: «Un down home, cioé situazione senza basso come nell'area del Mississippi anni '30 e '40. Andiamo alle origini della musica, pezzi poco conosciuti, ritmi e sonorità vecchie, fedeli a determinati periodi».
Operazione tecnica ma anche culturale necessaria anche per gli altri componenti: per Lugli «il blues è stile di vita, musica ma anche modo di vivere, non proprio forma d'arte. Suoniamo il primo blues, riesumiamo tempi tipici dell'Africa». Per Xeres «il blues è energia, calore, stato mentale che si tramanda dall'Africa dell'800».

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