Guardi Sanremo?
A cura di Blues Girl
Pubblicato il 13/12/2007
Ha messo il tarlo della "black music" in 111 città del pianeta e ora Zucchero si concede tre mesi di riposo prima di riprendere, a marzo, la chitarra e salire nuovamente sul palcoscenico.
Sugar ha chiuso ieri sera a Padova il tour mondiale con un omaggio a Billy Preston e un ricordo a Luciano Pavarotti regalando quel piccolo-grande gioiello che è "Miserere".
Un concerto compresso in un repertorio di primo piano e a diverse velocità (Dune mosse, Il volo, Diamante, Per colpa di chi, Baila), perfettamente equilibrato tra livello estetico e livello emotivo (Nel così blù, versione di A salty dog) dove Adelmo, in due ore, alterna e miscela vari gradi di stile e di intensità attraverso schemi gospel, blues e country e r&b, limando alcune asperità dei suoni di certe canzoni. Amato svisceratamente da alcuni, odiato da altri, Zucchero va dritto per la sua strada, con un linguaggio musicale unico che non ha timori di scontrarsi con le mode e impeti del momento. Cresciuto con l'amore per le 12 battute, Zucchero strizza furbescamente l'occhio all'onda montante nella quale l'unico umore che dà vita e spessore alle sue composizioni è spirito "blues", anche se "meticcio".