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In quale dei seguenti settori investireste in questo periodo (Primavera 07)?
A cura di Clara
Pubblicato il 26/11/2006
Breve decalogo del buon investitore in borsa: i 10 errori più frequenti in cui non cadere.
Premesso che prima di qualunque investimento ci si dovrebbe domandare:
e premesso che investire il proprio denaro richiede tempo, attenzione e dieci regole ovviamente non bastano, ecco alcuni suggerimenti per evitare gli errori più frequenti.
Concentrare gli investimenti in pochi titoli è il più classico degli errori. Certo può andare bene... molto bene, o molto male.
In realtà solo la diversificazione consente di minimizzare i rischi. Distribuire il proprio denaro su più strumenti (o titoli) permette di compensare un eventuale andamento negativo di alcuni con quello positivo di altri.
Tuttavia non bisogna esagerare. Per un piccolo risparmiatore può diventare complicato seguire una ventina di titoli. Sarebbe meglio optare per un numero di società adeguato alle proprie capacità e al tempo a disposizione.
Generalmente quando il titolo sale e si assiste ad un continuo crescendo il professionista vende, mentre il risparmiatore avido resta a guardare.
Il dato fondamentale da tenere sotto controllo è invece il rapporto tra rischio e rendimento atteso. Se il titolo ha già realizzato un rialzo del 30% sarà meglio cercare un'altra azione su cui puntare, un titolo cioè che goda ancora di un margine di miglioramento. Così facendo, appena il titolo al galoppo darà segnali di cedimento se ne disporrà la vendita e la liquidità ottenuta sarà riversata sul titolo che ancora può crescere.
Gli investitori esperti sono attenti al rischio, gli inesperti al rendimento.
Spesso non è facile capire quando è meglio vendere o acquistare. Quando il titolo perde quota, spesso il piccolo investitore prende tempo sperando in un recupero, mentre il professionista cambia subito rotta. Per proteggere il portafoglio è bene limitare le perdite al 5% in modo da non depauperare consistentemente il capitale.
Quando è tempo di agire, non esitare.
Avventarsi su titoli che vivono brusche discese nella quotazione può rappresentare un enorme passo falso.
Il rischio è quello che i prezzi scendano ancora. Sono dunque necessari pazienza e sangue freddo per prendere posizione sul titolo solo quando si è tornato a delineare un trend rialzista che consenta performance migliori ed una minimizzazione dei rischi.
Bisogna attendere che la curva cambi direzione
Comportamento apparentemente scontato eppure insidioso.
In seguito ad un brusco calo della quotazione di un titolo ci si dovrebbe domandare se si tratta di un ribasso transitorio o se tale caduta è legata ad un problema di ordine strutturale e pertanto non così rapidamente superabile.
Appurato che si tratti di una defaillance momentanea si valuterà se può essere conveniente acquistare in un'ottica di riconoscimento da parte del mercato del carattere passeggero della una crisi. Di fronte ad un problema strutturale invece, per il piccolo trader non è il caso di avventurarsi.
Il punto è capire se il titolo è momentaneamente in difficoltà, ma l'azienda è sana, in quanto il ribasso è in realtà innescato da fattori non correlati alla società (per esempio la caduta di un competitor che trascina al ribasso l'intero settore) oppure se ad attraversare un periodo burrascoso è l'azienda e non il titolo.
Un trend al rialzo tende a “spingere” tutti i titoli, buoni e meno buoni. Il contrario fa un trend al ribasso.
È importante evitare business che non si comprendono, società di cui non si conoscono dinamiche, piani d'azione, evoluzione, capacità del management, posizionamento sul mercato e nei confronti dei concorrenti.
Lo stesso Warren Buffett ha affermato di non aver scommesso sui titoli hi-tech nemmeno prima dello scoppio della "bolla internet".
Accade sovente che il piccolo trader si focalizzi su di un unico titolo, seguendone quotidianamente gli andamenti, riponendovi grandi aspettative di guadagno.
La razionalità deve avere il sopravvento, dunque è necessario diversificare, non partire prevenuti verso una società, né serbare troppe certezze.
Non innamorarti delle tue azioni
Questa è forse la regola più elementare che spesso, per grande stima di sé, si tende a sottovalutare. Quando non ci si rivolge a professionisti ma si opta per il "fai da te" è bene raccogliere il maggior numero possibile di informazioni e dati riguardo al titolo prescelto (ovviamente è anche necessario saper interpretare ed utilizzare quanto abbiamo a disposizione). Ecco qualche linea guida.
Prima di tutto una strategia non può valere per un intero portafoglio, dunque è necessario dedicare tempo e conoscenze ad ogni singola azione, effettuando almeno un'analisi che tenga conto dei dati di bilancio e di alcuni ratios (rapporto prezzo/utili, prezzo/vendite, prezzo/cash flow, etc.)
Sarà inoltre necessario valutare il posizionamento della società in relazione ai competitors e all'andamento generale del settore in cui opera. Insomma ci si deve informare.
Dedica ai tuoi investimenti lo stesso tempo che dedicheresti alla scelta di un’auto o di una casa. Cerca tutte le informazioni che ti occorrono per decidere, confronta i diversi strumenti e, soprattutto, segui i tuoi investimenti nel tempo.
Compra azioni di business che comprendi
Il fatto che l'anno scorso un investimento abbia reso x% non significa matematicamente che anche quest'anno ripeterà la stessa incoraggiante performance.
Spesso capita che i piccoli investitori, a fronte di un ribasso nella quotazione di un titolo in portafoglio, decidano di acquistarne una ulteriore quantità, in modo da abbassare il prezzo medio di acquisto. In questo modo però si attuano la concentrazione definita nella regola n.1 ed il rischio già presentato nella regola n. 4.