
Assemini È l’ultimo scampolo di inverno. Ma quelle spruzzate di pioggia che bagnano l’allenamento dei rossoblù non raffreddano gli entusiasmi di Edy Reja. Certo, contro il Vicenza è arrivato il quinto pareggio consecutivo che ha fatto scivolare il Cagliari al settimo posto in classifica. Ma l’obiettivo promozione non si è allontanato: il tecnico goriziano continua a credere fermamente nella serie A. Non per fede ma per calcolo. «Magari non sarebbe giusto dirlo», afferma, «ma ho dato un’occhiata al calendario delle altre. E sono arrivato alla conclusione che l’attuale posizione non ci deve spaventare».
In che senso? In questo momento il Cagliari non sarebbe promosso.
«Certo. Ma come siamo stati costretti noi ad affrontare un calendario terribile, adesso saranno le altre a dover giocare tra loro».
Questo significa che si abbassa la quota promozione?
«Penso proprio di sì. Per salire in serie A potrebbero essere sufficienti 69, 70 punti».
Cioè resterebbero da conquistare altri 16, 17 punti?
«Potrebbero bastare. Anche se io punto ad arrivare a quota 72, 73».
Serve un’accelerazione, visto che venite da cinque pareggi consecutivi.
«È vero. Ma non voglio assolutamente sentir parlare di crisi. Ma vi rendete conto di quello che abbiamo dovuto affrontare in questo periodo? Abbiamo vissuto momenti difficilissimi».
E sono arrivati soltanto cinque punti.
«Vi siete chiesti in che modo? Intanto abbiamo affrontato una serie di confronti diretti mentre le altre hanno giocato anche gare meno dispendiose. Inoltre, ci siamo ritrovati senza ricambi. E, per peggiorare la situazione, siamo stati impegnati in due partite alla settimana».
Come tutte le altre squadre, si potrebbe obiettare.
«Con la differenza che noi non abbiamo avuto la possibilità di far respirare i giocatori più stanchi. E poi giocare contro dirette concorrenti comporta un impegno nervoso supplementare. Pensate soltanto alla partita con il Messina: quell’incontro, ha comportato un dispendio di energie incredibile. Ovvio che poi abbiamo pagato senza, per altro, avere la possibilità di recuperare perché appunto ci siamo ritrovati ad affrontare concorrenti dirette».
Il ciclo terribile fortunatamente è finito.
«E già alla ripresa degli allenamenti ho visto la differenza. Ho trovato una squadra tutt’altro che stanca, pronto a rispondere alla grande».
Lecito attendersi un Cagliari in crescita?
«Certo. Ma, sia chiaro, non butto certamente le precedenti prestazioni. Sul piano della determinazione, abbiamo sempre giocato alla grande. Ci è mancata soltanto un po’ di lucidità in fase di conclusione».
Per la verità, contro il Vicenza ci sono stati pochi tiri: difficile buttare giù quel muro.
«Sia la partita con il Vicenza che quella con il Torino ci sono servite per fare esperienza: ora abbiamo la certezza che tutte le squadre che verranno al Sant’Elia faranno le barricate».
Occorre studiare le contromisure: quali potrebbero essere?
«Serve allargare il gioco, serve cercare punizioni dal limite. Potrei, per esempio, far giocare i due esterni molto larghi in modo da aprire le difese avversarie. No, non ci faremo trovare impreparati nelle prossime partite».
E poi adesso torna Esposito.
«Non soltanto lui: l’emergenza è finita, adesso abbiamo nuovamente a disposizione Brambilla, Maltagliati e, molto probabilmente, Agostini».
Contro il Napoli, dunque, spazio alle forze fresche.
«Sì, i recuperati giocheranno più o meno tutti».
Un vantaggio o uno svantaggio cambiare completamente la squadra?
«Forse i giocatori che rientrano non avranno il ritmo partita. Ma possono portare freschezza fisica e lucidità. Dunque, cambiare rappresenterà un vantaggio».
L’obiettivo è risalire la classifica.
«Con due punti in più, che avremmo anche meritato, saremmo al secondo posto. Ecco, puntiamo a riprenderli il più in fretta possibile».
Geko









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