A cura di Stefano
Pubblicato il 03/06/2002
Una nazione intera a spingere gli azzurri, e quando Vieri infila Ceballos partono le feste. Ma l’Italia non è stata solo Bobo...
Ore 13:30, tutti davanti alla televisione, una nazione intera che si ferma, e guai a chi si permette di telefonare, che prenderebbe solo urlacci. Questo esordio era attesissimo, ci avevano disegnato l’Ecuador come una squadra pericolosa. E invece sono bastati 6 minuti per tranquillizzarci, per farci dire al vicino di sedia: “Ehi, questi ce li cuciniamo e ce li sgranocchiamo come noccioline”. Un lancio di Panucci, un verso poetico che esce dal piedino di Totti, e la conclusione stentorea di Vieri, bella da farci urlare come ossessi.
E poi Christian, non contento, dopo venti minuti faceva il bis, concludendo alla grande una galoppata alla Varenne. Era a questo punto che ti rivolgevi nuovamente al vicino di sedia: “Ehi, se Vieri continua così ci cuciniamo e ci sgranocchiamo Francia Brasile e Argentina messe insieme”. Ma per fortuna non c’era solo Vieri. Vogliamo parlare di Totti? Del suo tiro da 30 metri? Delle sue aperture e dei suoi passaggi? E che ne dite di Zambrotta? La sua partita è stata strepitosa, il suo avversario di fascia se lo vedeva passare di fianco come una scheggia: Gianluca sembrava il pendolino vicino al regionale Fabriano-Macerata.
E ugualmente spettacolare è stato il Trap: fischi urli e incitamenti per tutti i 90 minuti. Impersonava tutti noi tifosi che stavamo a casa, aveva una parola per tutti e undici gli azzurri. Un grande. E grande è stata anche la sua preparazione della partita. Vabbè, ora basta elogi, meglio che me li tengo per le pagelle, che trovate qui.
(foto Raisport)