Di Ancelotti hanno sempre detto che è un perdente. E quest’anno ha (quasi) vinto due coppe. Di Lippi hanno sempre detto che è un vincente: in Italia sì, non c’è dubbio, ma in Europa? Tre finali di CoppaCampioni perse su quattro sono un indizio o una prova?
E allora è stato il successo di Carlo Ancelotti, prima che di tutti gli altri. Il suo Milan ha giocato il calcio più bello dell’anno, andando a vincere in tutta Europa, e ha affrontato la finale con uno spirito migliore della Juve: sempre all’attacco, sempre con la palla a terra, sempre cercando il gol con il gioco. Dall’altra parte invece abbiamo visto un Montero terzino sinistro completamente in balia di Shevchenko, un Camoranesi più zombie che giocatore, un cambio che vedeva in campo Zalayeta invece del nazionale Di Vaio. Opinione personale, ma questa partita della Juve l’ha persa soprattutto Lippi. Dalla difesa bianconera partivano soprattutto lanci, in primis da Montero e Thuram, il più delle volte senza costrutto.
Migliore in campo Shevchenko, che ha fatto il diavolo a quattro soprattutto nel primo tempo, e che poi alla fine ha avuto la freddezza e la classe di spiazzare un grandissimo Buffon. Ma monumentale anche Gattuso, vera anima rossonera. Nella Juve invece non pervenuti Del Piero (almeno però ha segnato il rigore) e Trezeguet: è proprio vero, oggi la Juve è Nedved.

Lucio









Anteprima del commento