La caduta degli dei

L’Europa non è più dei ricconi: le grandi sono uscite tutte dalla fase decisiva della Champion’s League. Gloria agli outsider, e tristezza per Milan e Real.

Solo poche settimane fa davo per scontata una finale Milan-Real. Solo poche settimane fa parlavo di queste squadre con termini come “marziani”, “spettacolari”, “invincibili”. E ora cosa rimane di quelle frasi? Niente, un pugno di mosche.

La Champion’s League di quest’anno sta dimostrando che non bastano i milioni di euro, non bastano i tocchi di classe dei Ronaldo e dei Zidane, dei Kakà e degli Shevchenko, dei Del Piero e dei Trezeguet, dei Giggs e dei Keane, degli Henry e dei Vieira: serve anche altro, come la voglia di vincere, l’umiltà, la grinta.

Una dopo l’altra se ne sono andate Juve, Manchester United, Arsenal, Milan, Real Madrid, con tonfi a dir poco strabilianti.

Lasciamo perdere Manchester e Juve, che se ne sono andate molto presto, ma chi se l’aspettava l’eliminazione del Milan? Dopo aver vinto 4-1 in casa, nemmeno Stephen King poteva partorire un incubo così tetro, un 4-0 fuoricasa. E per giunta con Maldini, Nesta e Dida che fanno errori da pipperi di terza categoria…

E i galacticos? Il Monaco di Deschamps, con 50 milioni di euro di debiti, gli ha rifilato 3 pappine e li ha rispediti a casa, e li ha costretti a sentire gli insulti dei tifosi delusi (compreso il grazioso “ciccione” rivolto a Ronaldo…).

Per una volta, gloria agli ultimi e abbasso i ricconi.

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