
La data del capodanno è cambiata nel corso del tempo, soprattutto nel Medioevo, ed è stata diversa anche da un luogo all’altro. I vari modi utilizzati per fissare l’inizio dell’anno si chiamano stili.
Ecco quali sono stati gli stili più importanti:
lo stile della circoncisione (capodanno il 1° gennaio). L’uso di iniziare l’anno dal 1° gennaio cominciò con la riforma di Giulio Cesare, ma nel corso del Medioevo fu sostituito da altre date, specialmente da ricorrenze di importanti festività cristiane;
lo stile veneto (capodanno il 1° marzo). L’origine di questo capodanno risale addirittura all’antico calendario romano, quando non esistevano i mesi di gennaio e febbraio; fu usato, ma non solamente, nella Repubblica veneta fino al 1797;
lo stile dell’incarnazione (capodanno il 25 marzo), detto anche fiorentino o pisano, a seconda che l’anno fosse fatto iniziare il 25 marzo successivo o precedente al capodanno del 1° gennaio secondo l’attuale computo;
lo stile della Pasqua, utilizzato soprattutto in Francia, il quale comportava differenze fra un anno e l’altro di parecchi giorni, a motivo del fatto che questa festa oscilla tra il 22 marzo e il 25 aprile;
lo stile bizantino (capodanno il 1° settembre), che faceva iniziare l’anno quattro mesi prima; rimase a lungo in vigore a Bisanzio e, fino al XVI secolo, nell’Italia meridionale;
lo stile della natività (capodanno il 25 dicembre), che anticipava l’inizio dell’anno di sette giorni rispetto ad oggi. Era molto diffuso nel Medioevo, soprattutto nell’Italia settentrionale, e fu il più utilizzato anche dalla cancelleria pontificia e dai cronisti medievali.
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