economia news e media viaggi informatica internet salute e benessere int rattenimento e spettacolo sport tempo libero istruzio ne e formazione arte cultura scienza

Lavoro, cultura, sociale e sport

Una statua in vetro per Amina

A cura di Noemi Novelli (webangel)

Pubblicato il 08/12/2004

Alcuni detenuti di San Vittore donano al Comune di Roma una statua in vetro, creata nel laboratorio artigianale del carcere,per ricordare Amina Lawal la donna nigeriana condannata alla lapidazione e salvata dal movimento internazionale per i diritti umani.

Centinaia le associazioni internazionali e le personalità che si sono impegnate ed hanno combattuto per la salvezza di Amina Lawal seconda donna in due anni condannata alla lapidazione per adulterio in Nigeria.

 

In Italia il primo giornalista ideatore di campagne di sensibilizzazione contro la pena di morte e la tortura è stato Aldo Forbice, che ha diffuso tramite la sua trasmissione radiofonica Zapping di Radio Rai appelli per l'abolizione della sharia, (legge islamica recentemente reintrodotta in Nigeria,che prevede la lapidazione per adulterio).

Anche i detenuti hanno trovato modo di far sentire la loro voce dai penitenziari italiani. 

L'associazione Angels di Roma e Lazio ha raccolto le loro riflessioni, la rabbia trascritta in versi e poesie.

                                                                            

I reclusi hanno espresso  sconcerto nel sapere che in parti del mondo non lontane da noi si muore per aver dato alla luce un bambino, (simbolo dell'adulterio e della vergogna come il figlio di Amina Lawal). Ma  il mondo è pieno di brutture simili basti pensare alle torture reintrodotte con i nuovi codici penali basati sulla sharia, presenti in molti paesi islamici, pene degradanti quali le frustate e le amputazioni.

 La salvezza di Amina, dopo quella di Safhya, ci fa sperare nell'abolizione prossima della sharia. Intanto dal carcere milanese di San Vittore arriva il simbolo della liberazione dalla morte e dall'oppressione: è una statua in vetro creata dagli stessi detenuti e chiamata "Amina".

                                      

L'hanno voluta donare al Comune di Roma perchè resti nella capitale a ricordare la vicenda della donna nigeriana. L'assessore per le politiche sociali Rafaella Milano  ha ricevuto simbolicamente la donazione, in quanto rappresentante del Comune di Roma e donna impegnata a promuovere azioni umanitarie a vantaggio delle donne particolarmente svantaggiate.

 
L'opera alta un metro ed ottanta centimetri e realizzata completamente in vetro, secondo lo stile tiffany, è stata collocata a Casal Giaccone, centro di accoglienza della capitale per ex detenute con bambini, inaugurato proprio il giorno della conferenza stampa per la donazione dell'opera.

                                         Nella foto la statua "Amina"

I link correlati all'argomento

Vuoi essere aggiornato sulle novità della guida?

Feed RSS XML vostro feed RSS