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A cura di Noemi Novelli (webangel)
Pubblicato il 16/01/2005
I detenuti pedofili sono ristretti in sezioni speciali degli istituti penitenziari italiani. Separati dagli altri reclusi perchè considerati "infami" dagli stessi compagni di pena. C'è chi si indigna se li identifichiamo come soggetti malati. Ma lo sono e non esiste una cura per questa patologia. Definirli individui dalla personalità instabile non vuol dire sminuire l'orrore del reato che commettono violando l'infanzia dei bambini.
Non sono mai venuta a contatto con detenuti condannati per reati legati alla pedofilia. Nonostante ho avuto svariate volte la possibilita di accedere alle sezioni dove questi soggetti sono reclusi. .
Oltre ad aver conosciuto e seguito bambini abusati ho avuto modo di parlare a lungo con più psicologi che si occupano da anni di curare le piccole vittime di questa forma di violenza.
Difficilmente chi si accosta alle vittime della pedofilia riesce poi ad avvicinarsi al colpevole senza subire una forma di condizionamento psicologico, anche il terapeuta o l'operatore sociale che dovrebbe necessariamente mantenere il distacco emotivo (poichè la persona che hai di fronte è semplicemente paziente, non assassino o pedofilo) in questo specifico caso, fallisce.
La sofferenza di questi bambini è talmente straziante che non lascia indifferente neanche il medico più anziano e più esperto.
Non è inanzitutto una sofferenza che viene esternata (con il pianto ad esempio) ma è qualcosa di più profondo e silenzioso e devastante. I ricordi dell'abuso restano imprigionati in questo dolore. Quello che deve riuscire a fare il buon terapeuta è estrapolarli e poi metterli da parte.
Spesso vengono usate delle metafore con i bambini molto piccoli, del genere "questo ricordo o questo fatto lo sistemiamo in un angolo della mente o lo lasciamo nel cassetto della mia scrivania."
Il fatto non può essere negato, annullato, sminuito...non si può far finta che non sia successo niente per rasserenare il bambino. Il ricordo dell'evento traumatico deve essere prima affrontato e poi arginato.Anche se chi subisce la violenza fa grande difficoltà a raccontare cosa lo turba.

In sintesi spesso l'abuso si identifica come una morte spirituale per chi lo subisce...ecco perchè è difficile se non impossibile per noi cercare di comprendere chi distrugge l'infanzia di un bambino fino a compromettere la sua emotività per tutta la vita.
Ma non si può non ammettere che il detenuto pedofilo è un'individuo malato e soffre di una grave patologia contro la quale attualmente non ci sono cure efficaci. Uscito, dal carcere sarà portato sicuramente a commettere nuovamente il reato.
Ammettere che l'individuo che si macchia di questa colpa non è sano psicologicamente non vuol dire assolutamente giustificare l'atto o sminuirlo.
Il pedofilo ha una personalità instabile è minacciato interiormente da impulsi che lo spingono a riversare i propri stimoli sessuali su bambini piuttosto che adulti.
Il dott. Fenechel ha definito la pedofilia un'identificazione con la vittima alla rovescia "Non io sono lui, ma lui è me"
Dal sito www.benessere.com/sessuologia
"Sono stati presi in considerazione due percorsi terapeutici: il primo orientato a correggere il profilo ormonale, definito con un'infelice terminologia "castrazione chimica", il secondo orientato a curare il disturbo psichiatrico.
L'idea è quella di ridurre il testosterone (ormone maschile) o quanto meno i suoi effetti. I farmaci considerati, (soprattutto il ciproterone), sono analoghi dell'ormone. Vengono usati anche nella cura di alcuni tumori; si legano ai recettori (si trovano anche nel cervello) dove dovrebbe andare il testosterone, togliendo così gli effetti di quest'ultimo, come fosse una castrazione.
Ma per avere un effetto duraturo l'individuo deve essere costretto a prendere queste sostanze per lungo tempo e ciò può portare a lesioni fisiche irreversibili.
Il pedofilo è un ossessivo perchè ha un'ideazione ossessiva e ripetitiva di trovare un bambino e di usarlo affettivamente e sessualmente, un'ideazione che non riesce a controllare.
Ci sono dei farmaci capaci di allentare questa meccanica ideativa ripetitiva, ma non si ritiene che una terapia di questo tipo sia risolutiva.
Per curare invece il disturbo dell'affettività, in molti casi causato da un trauma infantile, si ricorre alla psicoterapia.
In questo modo il soggetto dovrebbe "vedere" la propria vita infantile e uscirne nella maturità.
Si tratta di una terapia lunga e difficilmente realizzabile in carcere.
Si tratta di una malattia che purtroppo al momento non ha cure efficaci e soprattutto che possano garantire una reale guarigione."
I soliti luoghi comuni associano spesso l'omosessualità alla pedofilia. Il pedofilo non è necessariamente gay.
Cercando del materiale in rete, in occasione di una serie d'incontri sul tema dell'infanzia violata che stavo organizzando, con una collega ci siamo imbattute in un sito che è tutt'ora on-line dal nome Danish Pedophile Association. Nel sito si afferma chiaramente che la pedofilia non è da considerarsi reato se non associata a forme di violenza estrema, viene riportato, sullo stesso, a caratteri cubitali che la pedofilia è amore e che il pedofilo, secondo loro lo affermano numerosi psicologi, (di cui citano nomi e cognomi) non è malato. Questi medici "elogiano" il genere affermando che l'avere rapporti sessuali con bambini, anche molto piccoli, non può generare in questi nessun tipo di trauma, al contrario.
Vorrei conoscere questi imbecilli, ogni categoria professionale( è testato) ne possiede un gran numero.
Inoltre il sito pubblica link che rimandano ad altri siti che riportano immagini e foto (non pornografiche ) di minorenni esaltandone la bellezza sensuale.
Quando ho chiesto ad un amico che lavora nella squadra speciale incaricata di controllare il crimine in rete, il motivo per il quale il sito non viene oscurato, mi è stato risposto che evidentemente non contiene materiale pornografico esplicito riguardante minorenni.
Non basta forse che descriva, in svariate lingue, la categoria dei pedofili (è il sito di una associazione che li tutela e li riunisce in Danimarca) come una sorta di missionari, perseguitati dall'opinione pubblica,(una sorta di caccia alle streghe)
e per avvalorare la tesi vengono pubblicate on-line lettere di bambini di sette-otto anni che dichiarano che "la pedofilia è bella", "è amore" e via dicendo?
Web Angel
Combattiamo la pedofilia in rete! Segnaliamo alle autorità i siti sospetti, inviando un email con l'indirizzo del sito a poltel.rm@poliziadistato.it! (www.poliziadistato.it)
I numeri:
Sono 50.000 all'anno le vittime dei pedofili. Le denuncie per violenze sui minori sono aumentate dal 1998 del 98%. Il 73% delle vittime sono bambine. Il 38% ha un'età compresa tra i 6 ed i 10 anni.Molti spesso il pedofilo è un familiare o una persona che il bambino conosce.
Una storia vera:
Quando il lupo è la nonna
Dal libro autobiografico di Regina Louf, una delle testimoni più rilevanti al processo al "mostro di Marcinelle" Marx Dutrox.
"Sorrido con le lacrime agli occhi. Ho paura che se mi metterò a piangere non smetterò più, allora non piango. Ho paura che se comincerò ad odiare non smetterò più di odiare, allora non odio. Ho paura che se mi lascio andare alla rabbia, la rabbia non sparirà mai più, allora respingo anche la rabbia"
"L'avversione di mia madre nei miei confronti cominciò al momento della nascita: per lei ero solo un'impiccio. Per questo accettò il consiglio dei servizi sociali di affidarmi a mia nonna...che mi accolse "a braccia aperte". Mia nonna viveva in una bella villa a Knokke (in Belgio) che aveva adibito ad hotel.
Ma si trattava di un ritrovo per pedofili che potevano "affittare" da lei le loro vittime per usarle nelle varie feste che venivono organizzate nelle sale di questa residenza.
Allora avevo solo due anni e la nonna decise di mettermi subito a disposizione di questi uomini: per loro più un bambino era piccolo più pagavano. I primi ricordi dei miei carnefici risalgono a quando avevo 5 anni. Rammento che provavo molta paura. Con il trascorrere degli anni cominciai a ribellarmi, ma mia nonna mi puniva e mi ingiungeva di tacere, altrimenti sarebbe sarebbe finita in carcere ed avrei distrutto la famiglia (che viveva alla mia spalle, considerando che un bambino piccolo veniva pagato l'equivalente di 400 euro a prestazione)..
...Tra i pedofili che frequentavano la villa c'era anche Marx Dutrox soprannominato il mostro di Marcinelle...
...Per il resto conducevo una vita normale. Mia nonna invitava a casa nostra le mie compagne di scuola e cucinava loro ottime torte"
"Ho parlato e parlerò ancora, dirò tutto quello che sò di Dutroux. Non ho paura di lui ne della sua banda. Ho paura della Giustizia. Infatti ho provato per tanti anni ha denunciare i crimini di Dutroux e degli altri pedofili ma le mie testimonianze non erano credute o quel che è peggio venivono insabbiate"
Regina è stata considerata dagli inquirenti pazza ed è stata sottoposta alla perizia di sei psichiatri criminali.Questi, dopo averla visitata l'hanno ritenuta sana di mente e testimone attendibile per il processo a Dutroux.
La legge italiana:
Si parla di abuso sessuale sia che si compiano atti sessuali direttamente sul corpo del bambino, sia che quest'ultimo venga costretto ad assistere a rapporti sessuali. L'abuso sessuale nei confronti di minori rientra nella materia della violenza sessuale, oggetto di una recente modifica ad opera della L. 15 Febbraio 1996 n.66 nata dalla proposta di legge presentata il 23 maggio 1995 alla Camera dei deputati di tutti i gruppi parlamentari. Questa legge ha permesso di considerare il reato di violenza sessuale come un reato contro la persona e non contro la moralità pubblica ed il buon costume, secondo quando stabilito dal codice Rocco. In questo senso il vero bene leso non è una generica moralità sessuale, ma il singolo individuo, che deve essere difeso da illecite invasioni della libertà personale. Particolare attenzione è riservata ai minori per l'incapacità di esprimere un consenso realmente libero e coscente.
L'intervista:
a Marco Strano - Psicologo e Criminologo presta servizio alla Polizia Postale come dirigente dell'U.A.C.I. (Unità di Analisi sui Crimini informatici)
"Le nostre lunghe notti trascorse in chat per catturare i pedofili"
Il lupo è a caccia di Cappuccetto Rosso, sempre più spesso su Internet, in particolar modo sulle chat line, che divengono ritrovi virtuali per pedofili che si scambiano notizie e materiale fotografico delle piccole vittime.
"Si, ma può capitare che il lupo invece di chattare con Cappuccetto Rosso ha la sventura di trovare uno di noi, della squadra che lavora in rete per scovare e catturare i malintenzionati.
Abbiamo imparato ormai a fingerci ragazzine sprovvedute ed ancor di più pedofili che cercano notizie sulle prede e ci camuffiamo così bene cambiando spesso nick name che in molti cadono in trappola."
Dott. Strano chi sono i bambini nelle immagini che i pedofili divulgano su internet?
"Provengono spesso dal Terzo Mondo o dai Paesi dell'Est. Alcuni bambini sono italiani. E non ci crederete non tutti sono stati obbligati con la forza.
I pedofili sono abili, suadenti li convincono lusingandoli. Abbiamo scoperto ragazzini che si facevano fotografare in pose oscene in cambio di un video-gioco.
Ci capita anche di prendere abbagli.
Un giorno alcuni miei colleghi cercando di stanare i pedofili in una chat-line si imbattono in Maddalena che si presenta così : "Età 11 anni. Hobby: sesso perverso" gli operatori pensano, come spesso accade che si tratti di un adescatore che si finge bambino e mi contattano. Individuo il numero telefonico corrispondente e chiamo a casa sua per un controllo. Mi risponde una bambina "Sono Maddalena, i miei genitori non ci sono." Sono rimasto di ghiaccio "Perchè lo fai? Non ti rendi conto che è pericoloso?" "Si" , mi ha risposto disarmante "Ma io non so che fare.... Se non avessi detto così nessuno avrebbe voluto chattare con me"
"Internet non è un videogioco non bisogna permettere ai bambini di navigare da soli, senza controllo. E come mandarli in giro per il mondo senza accompagnarli." conclude Marco Strano.
Le notizie:
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Roma, 14 dic. (Adnkronos) -PEDOFILIA: ROMA - ADESCAVA MINORENNI SU INTERNET, ARRESTATO
Somministrava sostanze soporifere a minorenni adescati via internet e li costringeva a subire atti sessuali.
Con questa accusa un uomo e' stato arrestato dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni del Lazio, nel corso della costante attivita' di contrasto al fenomeno della pedofilia on-line. Gli investigatori della Polizia Postale, dopo una complessa indagine operata su alcune comunita' virtuali, e' riuscita ad individuare un utente che nascondendosi dietro numerosi 'nickname' inseriva album fotografici e video prodotti mediante lo sfruttamento di ragazzi.
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(ANSA) - ROMA, - La Polizia si attrezza per contrastare i reati commessi via Internet, ma il problema resta l'acquisizione delle prove. Di questo hanno parlato a Roma esperti europei, magistrati e responsabili del Dipartimento di pubblica sicurezza (tra loro anche il prefetto Alessandro Pansa) al primo seminario internazionale sul 'computer crimes'.
Scatta la trappola messa sul Web da un'associazione spagnola e cadono nella rete 6 mila pedofili.
L'iniziativa è stata realizzata dall'associazione Anesvad che ha creato un falso sito di pornografia infantile, che serviva a rintracciare le persone che si connettevano.
L'idea, come afferma l'associazione, è servita anche come test per verificare la rapidità con la quale le autorità hanno reagito all'esistenza del sito falso-pedofilo.
Il 1 ottobre, dunque, appare sul Web il sito "Nymphasex" e viene scoperto dalla Guardia Civile solo quattro giorni dopo.
Le pagine non mostrano alcun contenuto pornografico ma lo sottintendono e propongono di entrare in contatto via posta elettronica con tre minori, promettendo più servizi a partire dal 16 ottobre.
I 6 mila che si sono riconnessi il 16 ottobre, però, al posto degli sperati nuovi servizi si sono trovati di fronte a una serie di messaggi che denunciavano i misfatti della pedofilia.
Non solo.
I loro indirizzi IP sono stati rivelati permettendo di localizzare il computer dal quale effettuavano la connessione.
Circa 200 hanno lasciato il loro indirizzo di posta elettronica personale chiedendo di essere informati sull'aggiornamento del sito, mentre altri hanno inviato anche la loro foto.
L'associazione spagnola ha spiegato che non sporgerà denuncia, ma che l'iniziativa aveva come unico scopo quello di "fare paura" ai pedofili e di attirare l'attenzione sul moltiplicarsi dei siti di pornografia infantile su Internet.
| Telefono Arcobaleno scopre un sito che offre soldi per gli accusati: "Paghetevi gli avvocati" I pedofili raccolgono soldi in Rete |
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PALERMO - "Cari fratelli pedofili siete grandi. Raccoglieremo presto dei fondi per supportarvi, ne farete un uso migliore di quello che fanno le associazioni a tutela dei bambini. Se vi interessa possiamo offrirvi degli avvocati". viaggia su Internet la controffensiva dei pedofili. Almeno di quelli appartenenti ad un gruppo anonimo di sedicenti "simpatizzanti bergamaschi pro pedofili" che annuncia in Rete una raccolta di fondi per sostenere attività pedofile. A scoprire l'appello è stato Telefono Arcobaleno, l'associazione fondata e diretta da don Fortunato Di Noto, il parroco di Avola (Siracusa), che cerca sul web siti che rappresentino una minaccia per i bambini. Così i volontari hanno scoperto il testo di una lettera apparsa sul sito della Danpedo, un'associazione danese di pedofili, che ha anche una redazione italiana. "Nel giorno in cui il Consiglio dei ministri discute di misure contro la pedofilia, è una beffa per l'intera società civile", ha commentato don Di Noto, che ha presentato una denuncia all'autorità giudiziaria. Si sentono sicuri i pedofili bergamaschi tanto da attaccano Telefono Arcobaleno e l'Associazione Prometeo di Bergamo, presieduta da Massimiliano Frassi e particolarmente impegnata nel contrasto del traffico di bambini dalla Romania verso i circuiti della pornopedofilia europea. "Questa è la conferma che in Italia è presente una strisciante lobby culturale, impegnata anche per la raccolta di fondi per sostenere le iniziative in Europa e in Italia delle associazioni pedofile, non certo per curare i pedofili ma per perorare la loro causa" sostengono i volontari delle due associazioni |
DA REPUBBLICA 2 Febbraio 2005
L'aveva violentata e voleva avviarla alla prostituzione
E' stata la madre ad accorgersi di tutto e ad avvisare la polizia
Arrestato un uomo di 52 anni
dopo la chat, abusi su ragazzina
La dodicenne era completamente soggiogata
Quando è stato arrestato, ha minacciato il suicidio
FERRARA - Un uomo di 52 anni è stato arrestato per aver abusato di una ragazzina di 12 anni, conosciuta in una chat, cercando anche di avviarla alla prostituzione. Anche se si è trattato di un'indagine lampo la polizia ha raccolto numerose prove prima di arrivare all'arresto: dalle intercettazioni telefoniche alle fotografie scattate dall'uomo, Silvano Venerito, un operaio dell'Italsider di Taranto. Le foto, ritiene la polizia, erano destinate alla diffusione e al commercio via Internet.
Venerito, scrive il gip Silvia Giorgi nell'ordinanza con la quale dispone la custodia cautelare, voleva indurre alla prostituzione la bambina, invitandola ad avere rapporti sessuali con altri uomini: in tal senso ci sono "gravissimi e precisi indizi".
La bambina vive a Ferrara con la madre, un'infermiera professionale separata dal marito. E' stata proprio la donna a rendersi conto della situazione e a chiamare la polizia, intanto perchè aveva trovato nella camera della figlia la foto dell'uomo, e poi si era accorta che la ragazzina era diventata apatica, assente, isolata dagli amici, passiva a scuola, sporca perchè rifiutava di lavarsi, stanca e dimagrita.
La mamma aveva portato la ragazzina da una psicologa, che le aveva detto che la figlia era stata violentata ed era soggiogata dalla persona con la quale aveva avuto rapporti sessuali. Aveva allora vietato alla figlia di usare il computer, rendendosi conto che i contatti con l'uomo avvenivano via chat, ma la ragazzina aveva continuato a sentirsi con Venerito attraverso il cellulare.
IL LIBRO:
L'inferno degli Angeli di Massimiliano Frassi
Prefazione di Maurizio Costanzo
"L'Inferno degli Angeli", dove regna il silenzio e dove l'innocenza dei bambini attraversa i gironi più oscuri. E' il mondo della pedofilia, dell'infanzia violata, raccontata da Massimiliano Frassi, presidente dell'Associazione Prometeo.
«Io da grande sposerò un cane, gli uomini sono troppo cattivi», è sola una fra le voci dei bambini straziati dal male e vittime innocenti di abusi incomprensibili .
"L'inferno degli angeli", edito da Ferrari, rompe il velo dell'omertà che preme sulla pedofilia ed entra nel crudo e nella realtà di quei momenti bui, di quegli atti che hanno creato il vuoto attorno al candore dell'infanzia.
L'autore punta i riflettori sull'Italia e sulla Bergamasca che conta oggi circa tremila casi di abusi. È un libro duro. Sono storie che hanno due occhi, un naso e una bocca, sono bambini purtroppo sempre più piccoli.
Le voci innocenti cadute in mano ai "Predatori", lanciano nel libro il grido accorato che testimonia di quell'Inferno fatto di stanze nere, pianti e tanti silenzi.
Da quell’abisso che viaggia fra la realtà e il mondo virtuale di internet, l'autore ci invia delle cartoline, undici brevi ma intense descrizioni di filmati presenti in rete "dove l'infanzia viene calpestata, brutalizzata, annientata. Percepirete come mai vi è capitato prima la pura essenza del Male". Un contorno amaro e crudo ce lo offrono le fotografie in bianco e nero di Patrizia Riviera, che attraversano le 175 pagine del libro: - «Ho fotografato i bambini che avevano negli occhi la morte che, ora a distanza di pochi mesi quegli stessi volti non ci sono più. Sono bambini che purtroppo non esistono per nessuno».
Carrellate di storie troppo " crude " da leggere tutte d'un fiato, ma troppo "vere" da non poter ignorare.